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Lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale nella Repubblica Popolare Cinese (dieci punti da sviluppare)

Lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale nella Repubblica Popolare Cinese   (dieci punti da sviluppare)

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In questo articolo esamineremo uno per uno i punti che non ancora permettono agli studi e agli sviluppi sull’intelligenza artificiale nella RP della Cina di porsi al 100% del livello avanzato internazionale.

I) I vantaggi economici vengono prima di tutto: mancanza di visione.

Molte imprese di IA e alcuni governi locali non hanno la visione e perseguono vantaggi economici a breve termine, sperando di ottenere evidenti ritorni economici entro uno-due o due-tre anni, risultando in un gran numero di start-up di intelligenza artificiale desiderose di successo rapido, però con mancanza di fiducia e sviluppo debole.

È necessario perseguire vantaggi economici, ma i settori ad alta tecnologia o i settori che utilizzano la tecnologia dell’IA per promuovere la trasformazione e l’aggiornamento di altri sezioni e il loro sviluppo, dovrebbero seguire determinate leggi, richiedere un processo costitutivo e un certo livello di successo, e non una prematura ricerca di profitti immediati.

II) Il livello generale di intelligenza artificiale deve essere migliorato con urgenza.

Nonostante l’inizio tardivo dell’IA domestica e della mancata partecipazione alla formulazione di corrispondenti tecnologie, brevetti e standard internazionali di IA, pur in questo campo nella RP della Cina, molti istituti di ricerca scientifica e imprese partecipano alla ricerca e allo sviluppo tecnologico e in alcune aree sono sostanzialmente allo stesso livello o addirittura leader rispetto ai paesi stranieri. Tuttavia, la capacità e il livello complessivi dell’IA nella RP della Cina sono lontani dal livello internazionale e c’è ancora un divario significativo tra il livello generale della ricerca di base sull’IA e il livello avanzato. Per raggiungere tale livello nel suo insieme c’è ancora molta strada da fare e richiederà tempo.

III) Il processo decisionale nazionale deve ancora essere messo in atto.

Sebbene la RP della Cina abbia annunciato una serie di piani di sviluppo relativi all’intelligenza artificiale, come l’Intelligent Manufacturing 2025, il Robot Industry Development Plan (2016-2020) e il Piano triennale di attuazione dell’azione per l’intelligenza artificiale su internet, ecc., tuttavia, non è stata ancora formulata una strategia nazionale per lo sviluppo globale dell’IA. I piani dei programmi sopra menzionati devono anche trasformare i piani politici in azioni mirate, e trasformarli in benefici visibili.

IV) Il sostegno finanziario statale deve essere ulteriormente migliorato.

Come accennato in precedenti articoli, la RP della Cina ha sostenuto la ricerca sull’IA e relativi progetti scientifici e tecnologici in molti piani nazionali di ricerca scientifica e sviluppo tecnologico, ed il supporto è in aumento. Nonostante ciò rispetto a IA su internet oltre a produzione intelligente e altri progetti, in reazione agli investimenti di alcuni paesi sviluppati in Europa e negli Stati Uniti d’America, il sostegno finanziario cinese per la ricerca scientifica sull’IA e lo sviluppo industriale è tutt’altro che sufficiente.

Inoltre, a confronto di altri progetti, l’IA ha bisogno di analizzare più problemi, e coinvolgere una gamma maggiormente ampia; per cui tutto diventa più difficoltoso e richiede un maggiore sostegno nazionale.

V) L’allocazione dei fondi per la ricerca scientifica non è sufficientemente equa.

Per molto tempo, lo stanziamento di fondi per la ricerca scientifica ha suscitato di volta in volta polemiche. In primo luogo, i fondi limitati non sono stati utilizzati per i progetti più importanti e urgenti, ma sono stati distribuiti equamente, risultando “troppo uguali” tra alcuni progetti che non avevano urgente bisogno di fondi e quelli che al contrario necessitavano di un sostegno chiave. In secondo luogo, alcuni membri del “gruppo di esperti” che assegnano i fondi ai progetti, utilizzano il proprio potere per guadagno personale, e a volte persino si accordano tra loro per indurre determinati finanziamenti. Per un po’ questa era diventata una regola non scritta. In terzo luogo, la valutazione e l’utilizzo dei fondi per la ricerca scientifica mancano di una supervisione efficace e questi problemi esistono anche nel campo dell’IA.

VI) I cittadini sono preoccupati per lo sviluppo dell’IA.

Da quando l’IA è stata concepita come parte componente nella società civile di donne, uomini, ragazzi, il suo impatto sociale ha attirato un’attenzione diffusa fra la gente. Alcune persone sono preoccupate per l’emergere e lo sviluppo dell’IA (software) e dei robot intelligenti (hardware sostenuto dal predetto software), temendo che l’IA e le macchine intelligenti un giorno minacceranno la sopravvivenza e lo sviluppo degli esseri umani. Il massimo assertore di tale pericolo è stato Stephen Hawking (1942-2018). Essendo stato uno dei fisici più influenti al mondo, egli si era preoccupato che l’uso della tecnologia dell’IA per creare macchine in grado di pensare in modo indipendente, alla fine minaccerà la sopravvivenza dell’umanità. Hawking ha affermato: «Il pieno sviluppo dell’intelligenza artificiale può portare all’estinzione degli esseri umani». L’eco delle sue opinioni è stato colto da molti cittadini, scienziati e tecnici. Naturalmente, c’è un altro punto di vista nella società: si crede che, sebbene l’IA abbia fatto grandi progressi dopo sessant’anni di sviluppo, il livello generale dell’IA nel prossimo futuro non sarà mai tale da superare l’intelligenza umana. Però noi aggiungiamo che siccome i progressi sono costanti in scala geometrica vi sarà pur sempre un punto di non ritorno. Il problema è: si sarà in grado di controllare, ma più che altro definire questo punto di non ritorno e bloccarlo a “-x da”?

Però alcuni, in modo – a parer nostro – scriteriato, sostengono che dobbiamo invece attribuire grande importanza all’impatto dell’IA in sé sulla società umana, e non perdere tempo nella ricerca e nella formulazione di contromisure – il “-x da” – per eliminare le preoccupazioni pubbliche e garantire la sicurezza umana.

VII) Una corsa può portare a una competizione disordinata.

Alcuni storici e scienziati ritengono che ci sia una sorta di cultura tradizionale nella società cinese, ossia un fenomeno che fiorisce ovunque e sviluppa le stesse manifestazioni in molte parti del Paese. Aggiungono che queste manifestazioni sono elaborate, ricercate e sofisticate, ma non possono garantire la qualità del prodotto, causando un enorme spreco di risorse e manodopera e, in definitiva, non apportano vantaggi né economici e né sociali. Questo era il caso in passato per la produzione di acciaio su larga scala – il fallimento del Grande Balzo in Avanti del 1958-1961 – la tecnologia degli aviogetti in larga scala e dei dispositivi tiristore (o Silicon Controlled Rectifier è un componente che dal punto di vista elettrico è pressoché equivalente al diodo, con la sola differenza che la conduzione diretta avviene solamente in seguito all’applicazione di un opportuno segnale di innesco su un terzo terminale denominato gate), nonché nell’attuale produzione automobilistica, nei parchi industriali di robot e nello sviluppo di droni. Al momento, non solo c’è sovraccapacità nel settore automobilistico, ma la maggior parte delle aziende del parco industriale della robotica si trovano ad affrontare una difficile situazione di concorrenza disordinata e rischiano di essere eliminate nel prossimo futuro.

Al momento, l’IA cinese e la sua industria hanno attirato un’attenzione senza precedenti da parte del governo e di tutti i ceti sociali. Fortunatamente, il fenomeno dell’industria dell’IA che spunta e fiorisce ovunque senza criterio non si è manifestato. La soglia per il punto di partenza tecnologico dell’industria dell’IA è relativamente alta e la difficoltà e il rischio di sviluppare e avviare un’impresa sono anch’essi elevati. Potrebbero esserci meno imprenditori con coraggio, basi e forza rispetto agli imprenditori di robot, e si spera che il parco industriale dei robot ripeterà il fenomeno della proliferazione.

VIII) L’ottimismo cieco e l’arroganza sono dannosi per lo sviluppo.

Molte persone perspicaci credono che ci sia un grande divario tra l’attuale ricerca di base sull’IA nazionale, lo sviluppo di applicazioni e il livello avanzato internazionale. Tuttavia, alcuni ricercatori e sviluppatori di IA nazionali sopravvalutano i loro risultati, ritenendo che l’IA domestica abbia superato il livello avanzato internazionale sotto molti aspetti.

Per valutare se una disciplina abbia raggiunto o superato il livello avanzato internazionale, non solo devono essere generalmente riconosciuti standard oggettivi e paritari internazionali, ma anche una serie di convincenti risultati. Non discuteremo in modo specifico di questo problema qui, ma desideriamo illustrare il livello di sviluppo dell’IA in Cina dallo status del Premio Turing, il più alto riconoscimento scientifico e tecnologico nella disciplina informatica internazionale.

Dal 1966, l’Association for Computing Machinery (ACM) degli Stati Uniti d’America ha organizzato 55 edizioni del Premio Turing Award, per un totale di 75 vincitori, siccome in alcune edizioni si sono avuti più d’un vincitore.

Tra questi, l’informatico cinese-statunitense di Shanghai Yao Qizhi che lo ha vinto nel 2000, con la Teoria della computazione, incluse generazione di numeri pseudocasuali, crittografia e complessità della comunicazione.

La RP della Cina ha vinto più volte il campionato internazionale di velocità dei supercomputer, cosa che vale la pena festeggiare, però tutto questo non è abbastanza per dimostrare che la tecnologia dell’IA cinese ha raggiunto il livello avanzato internazionale. Sebbene lo sviluppo dell’IA di molti colossi aziendali nazionali abbia compiuto rapidi progressi e i risultati ottenuti siano gratificanti, la RP della Cina non ha ancora raggiunto il livello di leadership internazionale.

Le grandi imprese internazionali e i Paesi sviluppati nei Continenti europeo, americano, e in Giappone hanno investito molto nei loro sforzi per occupare una posizione dominante in tale competizione globale. Il segreto è non essere ciecamente ottimisti e mai sopravvalutare i propri risultati.

IX) C’è una tendenza a sostituire la ricerca sull’intelligenza artificiale con la ricerca filosofica.

L’intelligenza artificiale, seppur non appartenente alla branca degli studi umanistici, ha questioni filosofiche da porre sul tavolo. Alcuni studiosi fanno ricerca dall’IA sino alla filosofia dell’informazione o da altre prospettive pur sempre filosofiche ed esse sono necessarie e degne di supporto. Tuttavia, per molto tempo, nella RP Cina c’è stata una tendenza a sostituire la ricerca sull’IA con la ricerca filosofica, ad esagerare il ruolo delle questioni filosofiche sugli aspetti tecnici dell’IA e persino a tentare di dominare le discipline dell’IA con la filosofia.

C’è bisogno – al contrario – di una ricerca con i piedi per terra sulle principali questioni relative all’IA. Il Prof. Wu Wenjun (1919-2017, matematico e accademico, conosciuto per i suoi contributi in geometria differenziale, topologia e geometria computazionale) una volta ha avvertito seriamente: «La nostra vera intenzione non è mai quella di discutere con le parole, e di parlare con le lettere. Quello che dovremmo fare è lavorare sodo e farlo con abilità. Approfittando della grande opportunità dell’avvento dell’èra dei computer, dovremmo assumere un ruolo guida nel promuovere la meccanizzazione del lavoro mentale nel mondo e mostrare le nostre idee al pianeta con risultati concreti».

10) Occorre rafforzare ulteriormente la cooperazione internazionale.

La RP della Cina ha svolto una notevole cooperazione internazionale nel campo dell’IA, inclusa l’organizzazione di conferenze internazionali, viaggi di studio all’estero per partecipare a conferenze internazionali, e invio di personale per prendere parte alla ricerca internazionale sull’IA sulla base della cooperazione. Queste attività non solo devono essere ampliate, ma anche il livello dei risultati della cooperazione vanno migliorati. Va detto che la cooperazione internazionale in materia di IA deve essere ulteriormente rafforzata così lo status “internazionale” degli studiosi cinesi sarà ulteriormente migliorato. (8. continua).

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