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Fincantieri, ecco perché va rafforzata la collaborazione con Leonardo

Secondo Pierroberto Folgiero, ad di Fincantieri, va rafforzata “la collaborazione con Leonardo e rafforzare Orizzonte Sistemi Navali per aumentare l’integrazione tra piattaforme e sistemi di combattimento”

Fincantieri, ecco perché va rafforzata la collaborazione con Leonardo

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Vogliamo aumentare la collaborazione con Leonardo e rafforzare Orizzonte Sistemi Navali per aumentare l’integrazione tra piattaforme e sistemi di combattimento. Vogliamo anche aumentare il marketing congiunto”. È quanto ha dichiarato Pierroberto Folgiero, ad di Fincantieri, in un’intervista a Defense News.

A otto mesi dalla sua nomina a capo del gruppo navale di Trieste, Folgiero si sta concentrando sul maxi contratto aggiudicatosi nel 2020 con la U.S. Navy per tre fregate — di un ordine totale previsto di 20 —, sottolinea la testata specializzata in difesa americana. Fincantieri, con il suo cantiere Marinette Marine (FMM), ha presentato un progetto derivato dalla versione italiana delle fregate Fremm, costruite per l’Italia e per la Francia.

E dalle fregate americane il numero uno di Fincantieri delinea anche la visione per il settore navale europeo. A questo proprio Naviris, la joint venture di Fincantieri con la francese Naval Group, è il trampolino di lancio “perfetto” per inaugurare un’industria europea della difesa più integrata, secondo Folgiero.

A proposito di navi militari, Fincantieri sottolinea che l’azienda applica agli ordini della difesa la stessa puntualità che applica nel settore delle crociere attento alle scadenze.

“La disciplina operativa che abbiamo nel settore crocieristico la applichiamo alla costruzione navale, e abbiamo un controllo dei costi e dei tempi, cosa che i clienti apprezzano molto: ad esempio il Qatar, a cui abbiamo appena consegnato le navi rispettando il budget e la puntualità nonostante il Covid -19”, ha sottolineato Folgiero a Defense News. Proprio il 22 dicembre il gruppo cantieristico di Trieste ha consegnato presso lo stabilimento di Muggiano (La Spezia) “Al Khor”, terza unità della classe “Al Zubarah” di quattro corvette, commissionata a Fincantieri dal Ministero della Difesa del Qatar nell’ambito del contratto sottoscritto nel 2016.

Tutti i dettagli.

A LAVORO SULLE FREGATE PER LA US NAVY

“Abbiamo investito più di 300 milioni di dollari nei nostri cantieri navali del Wisconsin per soddisfare il fabbisogno della Marina di due fregate all’anno, ed è importante che continuiamo a migliorare la produttività”, ha affermato Folgiero. La sfida è trovare i dipendenti per realizzarlo, ha osservato. “Il punto chiave è la disponibilità di personale qualificato, che è il collo di bottiglia per massimizzare la produzione”, ha puntualizzato l’ad di Fincantieri.

Con l’accelerazione della produzione, ha affermato Fincantieri, la società avrà bisogno di 1.000 membri in più del personale a Marinette e negli altri due cantieri che controlla in Wisconsin. Solo a Marinette, l’azienda mira ad aumentare il numero di dipendenti di 700 nei prossimi tre o quattro anni, da 1.900 a 2.600, segnala Defense News.

PUNTARE SU ORIZZONTE SISTEMI NAVALI

Passando invece alla strategia dell’azienda, Folgiero ha sottolineato a Defence News che sta puntando una più stretta collaborazione con un altro colosso italiano della difesa. Il riferimento è ovviamente Leonardo, che è il principale fornitore di Fincantieri, con il quale è partner nella consociata Orizzonte Sistemi Navali. La joint venture controllata da Fincantieri (51%) e Leonardo (49%) opera nel settore dell’ingegneria e della sistemistica navale, progettando e realizzando unità navali militari, in particolare corvette, fregate e portaerei.

“Vogliamo aumentare la collaborazione con Leonardo e rafforzare Orizzonte Sistemi Navali per aumentare l’integrazione tra piattaforme e sistemi di combattimento. Vogliamo anche aumentare il marketing congiunto”, ha evidenziato Folgiero.

RAFFORZARE LA COLLABORAZIONE CON LEONARDO

Non è la prima volta che il numero uno di Fincantieri sottolinea l’importanza della collaborazione con il gruppo della difesa e aerospazio italiano.

“Da maggio abbiamo lanciato un programma per rafforzare la collaborazione, prima di tutto per quanto riguarda lo sforzo commerciale congiunto, come quando si valuta una casa. È molto bello andare insieme e mettere a fattor comune le piattaforme commerciali. Un secondo ambito è sicuramente quello di intrecciare le competenze su tutta la parte architetturale e logica della nave, che è un modo per distinguersi rispetto alle offerte concorrenti. Sicuramente quello di guardare ad alcuni domini, come quello subacqueo dove c’è tanta competenza in Italia e noi possiamo esser più forti” aveva già evidenziato il mese scorso Pierroberto Folgiero.

“Dobbiamo capire quali tecnologie mettere sugli scafi per continuare a essere forti insieme a Leonardo”, ha spiegato il ceo di Fincantieri, ripreso da Repubblica.

NAVIRIS: TRAMPOLINO PER INAUGURARE L’INDUSTRIA EUROPEA DELLA DIFESA

Dopodiché, il numero uno di Fincantieri è passato allo scenario dell’industria europea della Difesa. Secondo Folgiero Naviris, la joint venture di Fincantieri con Naval Group pienamente operativa da gennaio 2020, è il trampolino di lancio “perfetto” per inaugurare un’industria europea della difesa più integrata. “Naviris può aiutare l’Europa ad allineare i requisiti e far cooperare l’industria. Introdurremo più industrie man mano che appariranno requisiti multinazionali più comuni” ha affermato Pierroberto Folgiero.

Ma ha avvertito che i governi, non l’industria, devono assumere un ruolo guida nel promuovere l’integrazione, puntualizza Defense News.

“Questo è soprattutto un aspetto geopolitico e dipende dalle alleanze tra Stati. Non credo che i manager debbano essere responsabili delle scelte di politica industriale di un paese. Il paese dovrebbe farlo mentre i manager dovrebbero prendersi cura delle loro aziende lungo le linee definite dalle nazioni”, ha sostenuto Folgiero.

PERCHÉ FINCANTIERI NON PUNTA OTO MELARA

Infine, un possibile catalizzatore dell’integrazione europea sarà la vendita di Oto Melara, la controllata armamenti terrestri messa in vendita da Leonardo insieme all’altra unità Wass.

A fine maggio Rheinmetall ha presentato un’offerta non vincolante a Leonardo del valore tra 190 e 210 milioni di euro per la ex Oto. Su Oto Melara-Wass avevano in precedenza espresso interesse il consorzio franco-tedesco Knds e Fincantieri. L’ultima parola spetta infatti al governo, che controlla Leonardo (attraverso il Mef al 30%) e può esercitare la golden power visto la strategicità dell’asset.

L’ex ad di Fincantieri Giuseppe Bono non ha mai fatto mistero di perseguire il consolidamento dell’industria europea della difesa, con un ruolo da leone per il gruppo di Trieste nel navale.

Fonte: Startmag.it

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