HomeNuovi Parametri Bancari

Aliquote Irpef 2024: novità

Aliquote Irpef 2024: novità

Fonte: Money.it Aliquote Irpef 2024, come cambiano dal 1° gennaio? La Legge di Bilancio 2024, in attuazione di quanto previsto dalla legge delega p

Codice della strada: cambiamenti in vista?
Come la digitalizzazione in Europa può favorire il passaggio a trasporti più sostenibili
Le novità in materia di pensioni del “decreto lavoro”

Fonte: Money.it

Aliquote Irpef 2024, come cambiano dal 1° gennaio? La Legge di Bilancio 2024, in attuazione di quanto previsto dalla legge delega per la riforma fiscaleriduce le aliquote Irpef da quattro a tre con lo scopo di abbassare la pressione fiscale che grava sui lavoratori con redditi medio-bassi.

Per comprendere come cambiano le aliquote e gli scaglioni Irpef con questa novità, però, bisogna capire come funziona l’Irpef, cos’è, come è stata applicata nel passato e come sta mutando nel presente.

In questa guida completa rispondiamo a tutti i dubbi che possono nascere sullo spinoso argomento che riguarda il reddito delle persone fisiche.

Cosa sono le aliquote Irpef 2024?

Partiamo con il dire che l’Irpef è un’imposta e non una tassa. Le tasse, infatti, sono dovute dai cittadini in cambio di beni o servizi (come ad esempio la Tari, che è la tassa che si paga in cambio dello smaltimento e il ritiro dei rifiuti), mentre le imposte sono pagate per contribuire ai servizi collettivi indivisibili, ovvero non hanno una destinazione specifica, ma servono a finanziare tutto ciò che non è collegabile a chi ne usufruisce direttamente (ad esempio la sicurezza).

L’Irpef è l’imposta per eccellenza, quella versata da chiunque produca un reddito. Si tratta di un’imposta personale, diretta e progressiva, ma cosa significa? Detto in modo semplice e immediato l’Irpef è:

  • personale, in quanto ogni persona è tassata per il reddito prodotto;
  • diretta, perché colpisce direttamente la ricchezza nel momento in cui viene prodotta (il reddito);
  • progressiva, in quanto il suo ammontare cresce in misura proporzionale all’aumentare del reddito.

A regolare l’Irpef è il Tuir che disciplina, oltre alla tassazione, anche le eventuali detrazioni e deduzioni che spettano alle persone soggette all’imposta.

L’imposta è in vigore dal 1973 e riguarda circa 40 milioni di contribuenti. Fino al 2022 erano previsti cinque scaglioni di reddito a cui corrispondevano altrettante aliquote Irpef. La legge di Bilancio 2023 ha ridotto, a partire dal 1° gennaio 2023, le aliquote e gli scaglioni a quattro. Con la Legge di Bilancio 2024, poi, si apportano nuove modifiche agli scaglioni e alle aliquote Irpef.

Chi paga l’Irpef 2024?

L’imposta sul reddito delle persone fisiche è dovuta da tutte le persone fisiche residenti e non residenti sul territorio Italiano. A pagare l’Irpef, quindi, è chi:

  • vive e lavora in Italia;
  • vive in Italia e produce redditi all’estero;
  • vive all’estero e produce redditi in Italia.

Sono assoggettati all’Irpef tutti coloro che producono i seguenti redditi:

  • di fabbricati o di terreni (redditi fondiari);
  • di capitale;
  • di lavoro autonomo (con l’esclusione di quelli dei contribuenti che hanno aderito al regime forfettario, che versano una imposta sostitutiva all’Irpef);
  • di lavoro dipendente;
  • di pensione;
  • assimilati a quelli di lavoro dipendente e di pensione;
  • diversi (elencati nell’articolo 67 del Tuir).

Aliquote Irpef oggi

Nel 2023, come abbiamo accennato, sono previsti quattro scaglioni di redditi e altrettante aliquote Irpef così strutturate:

  • 23% sui redditi fino a 15.000 euro;
  • 25% sui redditi compresi tra i 15.000 e i 28.000 euro;
  • 35% sui redditi compresi tra i 28.000 e i 50.000 euro;
  • 43% sui redditi che superano i 50.000 euro.

Alla progressività dell’Irpef contribuiscono anche altri elementi, oltre agli scaglioni di reddito e alle diverse aliquote, che nello specifico sono: la no tax area, le detrazioni e le deduzioni. Proprio grazie a tutti questi elementi l’Irpef da versare è personalizzata sulla base della situazione lavorativa e di quella familiare.

Novità 20224 per le aliquote Irpef

La Legge di Bilancio 2024 conferma quanto previsto dalla legge delega in attuazione della riforma fiscale. Gli interventi in questione, e questa probabilmente è la novità più importante, sono introdotti solo per il 2024 e non a livello strutturale. Per confermare le novità 2024 anche negli anni successivi, quindi, sarà necessario intervenire ancora in base al reperimento delle risorse necessarie.

Le novità che riguardano l’Irpef nel 2024 prevedono tre interventi specifici e nel dettaglio:

  • equiparazione della no tax area di dipendenti e pensionati;
  • accorpamento del primo e secondo scaglione di reddito sotto un’unica aliquota;
  • introduzione di una franchigia di 260 euro sulle detrazioni al 19%.

Il primo intervento, quello sulla no tax area, riguarda solo i lavoratori dipendenti che vedranno, di fatto, le detrazioni spettanti aumentare da 1.880 euro a 1.955 euro. Il terzo intervento, invece, riguarda solo coloro che hanno un reddito superiore a 50.000 euro, ovvero coloro che non beneficiano in alcun modo (ma non ne sono neanche penalizzati) della novità 2024, visto che il beneficio massimo previsto, di 260 euro, è annullato dalla franchigia prevista sulle detrazioni al 19%.

La novità più interessante, tra le tre, è sicuramente la riduzione degli scaglioni di reddito e delle relative aliquote percentuali che andremo a esaminare più nel dettaglio.

Come cambiano le aliquote Irpef nel 2024?

Nel 2024 le aliquote Irpef subiscono una rimodulazione e vengono accorpati primo e secondo scaglione di reddito sotto un’unica aliquota percentuale, quella al 23%. Sparisce, quindi, l’aliquota Irpef al 25% e restano invariate le altre due.

Per la precisione le aliquote Irpef 2024 saranno così strutturare:

  • 23% sui redditi fino a 28.000 euro;
  • 35% sui redditi compresi tra i 28.000 e i 50.000 euro;
  • 43% sui redditi che superano i 50.000 euro.

Esempi di applicazione delle aliquote Irpef 2024

Come si calcola l’Irpef nel 2024, applicando le nuove aliquote? Supponiamo che un lavoratore dipendente abbia un reddito di 32.000 euro lordi. L’Irpef dovuta andrà calcolata nel seguente modo:

  • 23% sui primi 28.000 euro di reddito (6.440 euro);
  • 35% sui restanti 4.000 euro di reddito ( 1.400 euro).

Sui 7.840 euro di Irpef dovuta, poi, bisogna applicare detrazioni e deduzioni spettanti e addizionali comunali e regionali all’Irpef. Per comprendere meglio come funzionano le aliquote Irpef 2024, facciamo un altro esempio su un contribuente con reddito di 56.000 euro. In questo caso si applica:

  • 23% sui primi 28.000 euro di reddito (6.440 euro);
  • 35% sui successivi 22.000 euro di reddito (7.770 euro);
  • 43% sui restanti 6.000 euro di reddito (2.580 euro).

Anche in questo caso, però, bisogna applicare detrazioni, deduzioni e addizionali regionali e comunali per avere un’idea di quale sia l’imposta netta da pagare.

Come detrazioni e deduzioni abbassano l’Irpef 2024

Una volta applicate le aliquote Irpef al reddito prodotto si ottiene l’Irpef lorda dovuta. Il contribuente, però, deve pagare l’imposta netta, ovvero quella ridotta dalle detrazioni. Le detrazioni permettono, di fatto, di ridurre l’imposta dovuta (una volta che questa è stata calcolata sul reddito complessivo) e sono riconosciute in parte per la condizione del contribuente.

Per lavoratori dipendenti e pensionati nel 2024 le detrazioni massime riconosciute sul reddito prodotto sono di 1.955 euro; come accade per l’imposta, che aumenta all’aumentare del reddito, lo stesso meccanismo è riconosciuto per le detrazioni sul reddito da lavoro che diminuiscono al crescere del reddito, per lasciare l’azione dell’imposta progressiva. Oltre alle detrazioni riconosciute per la condizione del contribuente, sono previste una serie di detrazioni al 19% su spese sostenute a vario titolo (sanitarie, istruzione, interessi passivi del mutuo, ecc…) e altre detrazioni di percentuale più alta per spese sostenute per la manutenzione, l’efficientamento e la ristrutturazione di immobili.

Commenti