Dazi commerciali, l’accordo tra Cina e Usa è soltanto una tregua

Pubblicato il 15 Ottobre, 2019 alle 11:43 da in Mercati internazionali
Dazi commerciali, l'accordo tra Cina e Usa è soltanto una tregua

I dazi commerciali distruggono l’economia internazionale. Se l’accordo raggiunto venerdì scorso tra Stati Uniti e Cina viene considerato soltanto una tregua, restano forti le preoccupazioni per il mercato circa la situazione non chiarita che potrebbe danneggiare molte imprese. L’escalation della guerra commerciale è sempre un fattore negativo ed è necessario raggiungere un accordo definitivo da siglare al più presto.

Il segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin ha comunicato che l’aumento dei dazi dal 25% al 30% che sarebbe dovuto scattare il prossimo 15 ottobre su $250 miliardi di beni cinesi importati dagli Usa non entrerà in vigore. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che le controparti hanno “raggiunto la fase uno di un accordo molto significativo” su nodi cruciali che includono la proprietà intellettuale e i servizi finanziari, e con cui la Cina si è impegnata ad acquistare prodotti agricoli Usa per un valore di $40-$50 miliardi.

È importante sottolineare il danno provocato dai dazi commerciali perché ostacolano la libera vendita dei beni tra paesi in una economia fortemente globalizzata. I capi di Stato devono riflettere attentamente se non vogliono danneggiare le loro imprese. Purtroppo la politica è miope e non osserva con particolare oculatezza i risvolti di un mercato economico in pieno sviluppo commerciale, perché entrato da diversi anni nella globalizzazione. Soltanto aprendo il mercato è possibile garantire sviluppo e ricchezza a potenze economiche come Cina e Usa, in grado di dialogare anche con altri Paesi del mondo. I dazi commerciali limitano l’azione economica con pesanti conseguenze sugli sviluppi dei Paesi.

A questo proposito interviene anche l’Organizzazione mondiale del commercio; secondo le sue stime nel 2019 gli scambi mondiali di beni e servizi potrebbero frenare la loro crescita al 2,6 per cento, contro il 4,7 per cento messo a segno nel 2017, prima che scoppiassero le tensioni tra Stati Uniti e Cina. Lo sviluppo del commercio mondiale si è quasi dimezzato in appena due anni. L’opinione ormai diffusa tra gli analisti che osservano i mercati finanziari è che le barriere doganali rappresentino un fenomeno che va di pari passo con l’indebolimento delle democrazie liberali e l’ascesa dei leader populisti.

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