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Metalmeccanici, Leonardo apre la via della riduzione dell’orario in produzione

Col nuovo contratto integrativo siglato con Fim, Fiom e Uilm si potrà lavorare fino a 16 ore in meno su base mensile, aumentando però la produttività. L’orario sarà uno dei capitoli della piattaforma sindacale del contratto Federmeccanica-Assistal

Metalmeccanici, Leonardo apre la via della riduzione dell’orario in produzione

Fonte: Il Sole 24 Ore Il nuovo equilibrio dell’organizzazione del lavoro di Leonardo passa attraverso il contratto integrativo 2024-2026 siglato in U

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Fonte: Il Sole 24 Ore

Il nuovo equilibrio dell’organizzazione del lavoro di Leonardo passa attraverso il contratto integrativo 2024-2026 siglato in Unindustria Roma con Fim, Fiom e Uilm. Con l’intesa, il gruppo guidato da Roberto Cingolani inaugura un concetto di welfare che crea maggiore connessione tra tematiche diverse, come l’orario, la conciliazione vita-lavoro, la salute e il benessere dei lavoratori, l’impatto ambientale e i parametri Esg, fino ad arrivare all’inclusione. A loro volta tenuti insieme ad altre due tematiche. La prima è la questione salariale. La seconda è l’attenzione ai giovani.

La riduzione oraria

Con 52mila addetti nel mondo, di cui 32mila in Italia, Leonardo è la maggiore associata di Federmeccanica e, nel settore, l’accordo può essere considerato un primo punto di riferimento su un tema molto dibattuto come quello della riduzione oraria. «Con la nostra intesa abbiamo condiviso con il sindacato anche i principi guida che orienteranno la sperimentazione della riduzione dell’orario di lavoro, attraverso progetti pilota che porteranno per la prima volta questo modello di organizzazione del lavoro in aree produttive dell’azienda, in modo da andare incontro all’esigenza dei lavoratori della produzione di avere più tempo per sé e conciliare meglio vita e lavoro – dice il chief people and organization officer, Antonio Liotti -. A tal fine, da un lato abbiamo immaginato di ridurre l’orario di lavoro fino a 12 ore al mese, con la possibilità, in caso di esito positivo della sperimentazione, di arrivare fino a 16, dall’altro la sperimentazione è stata pensata come il volano di un virtuoso processo che porti all’aumento di produttività negli stabilimenti, con target che saranno molto sfidanti». La riduzione oraria riguarderà chi lavora in produzione e non chi ha mansioni remotizzabili, perché lo spirito dell’accordo è quello di poter andare incontro a chi non ha potuto beneficiare di strumenti di flessibilità organizzativa per conciliare lavoro e vita privata, come lo smart working, di cui peraltro il nuovo accordo ha confermato la strutturalità e quindi la sua definitiva integrazione nel modello di organizzazione del lavoro in Leonardo.

La via aperta nella meccanica

«Secondo i principi guida condivisi da Leonardo e dai sindacati, abbiamo previsto che vi sia una partecipazione dei lavoratori con una parte dei loro permessi individuali, una partecipazione dell’azienda con permessi aggiuntivi e una partecipazione condivisa data dall’incremento della produttività che sarà raggiunto e che consentirà quindi di definire le ore che potranno essere lavorate in meno su base mensile. Il nostro accordo potrà essere un traino importante perché arriva nel cuore della manifattura», afferma Liotti. Questa scelta è rivoluzionaria fatta dal big dell’aerospazio e della meccanica, un settore che «ha da sempre una certa diffidenza sul tema dell’orario perché teme che sottrarre ore al lavoro significhi ridurre i risultati dell’azienda. La contrattazione può però aiutare a trovare forme di equilibrio». Per Fim, Fiom e Uilm, che sono impegnati nell’elaborazione della piattaforma per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, anche alla luce delle prime sperimentazioni avviate, il capitolo dell’orario acquisirà centralità e l’accordo di Leonardo potrà essere un elemento di traino a un tavolo negoziale a cui partecipa lo stesso Liotti che è vicepresidente di Federmeccanica con delega al welfare.

L’armonizzazione retributiva

Il nuovo integrativo, come racconta Liotti, «ha ripreso e completato il percorso di armonizzazione iniziato nel 2016 con la costituzione della One Company e lo ha fatto, in primis, definendo i necessari passaggi di consolidamento degli attuali premi che consentiranno, entro il periodo di vigenza dell’accordo, di individuare un premio di risultato unico per tutto il Gruppo». Il valore teorico sarà di 3.300 euro (al raggiungimento dei parametri indicati) e, volendo andare al di là dell’aspetto numerico, questo risultato «ha un valore importante perché rafforza ancora di più l’identità aziendale del gruppo». A qualificare l’accordo di Leonardo ci sono anche altri elementi, come il piano sanitario che è migliorativo rispetto al contratto nazionale o il potenziamento della previdenza complementare o «l’introduzione di una polizza vita che è un fattore di ulteriore sicurezza, associato al fatto di lavorare in un gruppo come il nostro, dove si possono avere maggiori elementi di serenità», aggiunge Liotti.

Le misure per i giovani

Nel triennio 2022-2024 Leonardo arriverà a un totale di circa 7mila ingressi stabili e nel negoziato per il rinnovo dell’integrativo non è mancato uno spazio dedicato ai giovani. «Le operazioni di consolidamento tendono ad essere un punto di ripartenza per i neoassunti – spiega Liotti –, ma con questo integrativo abbiamo voluto introdurre trattamenti economici diversi che da un lato tengono conto della storia negoziale e dall’altro sono forme di riconoscimento immediate. In una fase in cui c’è sempre più bisogno di attrarre e trattenere i giovani è una scelta che aiuta a tradurre questi temi in pratiche reali».

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