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Nuovo slancio alla Space Economy dal PNRR: i progetti assegnati a Leonardo e alle sue joint venture

Osservazione della Terra, strumenti per il monitoraggio del territorio e dello spazio extra-atmosferico, infrastrutture di produzione avanzate e altre iniziative per rafforzare le competenze nazionali nella space economy. Sono questi gli ambiti dei progetti che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) intende supportare per lo sviluppo del settore spaziale in Italia e in cui Leonardo e le sue joint venture Telespazio e Thales Alenia Space svolgeranno un ruolo di primo piano

Nuovo slancio alla Space Economy dal PNRR: i progetti assegnati a Leonardo e alle sue joint venture

Fonte: Leonardo.it Oltre 2 miliardi di investimenti per lo Spazio: questa la cifra stanziata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e d

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Fonte: Leonardo.it

Oltre 2 miliardi di investimenti per lo Spazio: questa la cifra stanziata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dal Fondo complementare nazionale per supportare i settori ad alto contenuto tecnologico, sinergici con iniziative strategiche europee, che possono contribuire allo sviluppo delle competenze distintive spaziali del nostro Paese. Ne fanno parte servizi di Osservazione della Terra, strumenti per il monitoraggio del territorio e dello spazio extra-atmosferico, infrastrutture di produzione avanzate e altre iniziative per rafforzare le competenze nazionali nella Space Economy. In questo quadro, Leonardo e le sue joint venture Telespazio e Thales Alenia Space giocano e continueranno a giocare un ruolo fondamentale.

Lo dimostrano i contratti siglati per i progetti PNRR che coprono diversi settori prioritari di intervento.

Osservazione della Terra

La punta di diamante nel contesto del PNRR è IRIDE, uno tra i più importanti programmi spaziali satellitari europei di Osservazione della Terra.

Insieme ad altri sistemi spaziali nazionali ed europei, la costellazione IRIDE è concepita per servire le Amministrazioni Pubbliche, quali la Protezione Civile e molte altre, per contrastare il dissesto idrogeologico e gli incendi, tutelare le coste, monitorare le infrastrutture critiche, la qualità dell’aria e le condizioni meteorologiche. Fornirà, infine, dati analitici per lo sviluppo di applicazioni commerciali da parte di startup, piccole e medie imprese e industrie di settore. In particolare, offrirà otto macro-servizi relativi al monitoraggio marino e costiero, alla qualità dell’aria, al monitoraggio dei movimenti del terreno, alla copertura del suolo, all’idro-meteo-clima, al monitoraggio delle risorse idriche, alla gestione delle emergenze e alla sicurezza.

Realizzata in Italia su iniziativa del Governo, IRIDE sarà completata entro il 2026 sotto la gestione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Si tratta di una costellazione ibrida composta da satelliti di classe diversa con sensori per monitorare il nostro pianeta; un sistema end-to-end costituito da un insieme di sotto-costellazioni di satelliti in orbita bassa (Low Earth Orbit), dalla infrastruttura operativa a terra (downstream) e dai servizi destinati alla Pubblica Amministrazione italiana.

Pertanto, IRIDE può essere considerata come “una costellazione di costellazioni”: è composta da 34 satelliti con un’opzione addizionale di altri 35 satelliti interamente realizzati da aziende italiane.

Per l’Italia come Paese e come industria spaziale, IRIDE rappresenta un’opportunità unica per consolidare il ruolo di leader nel settore spaziale europeo, grazie alla presenza di importanti aziende nazionali, come Leonardo, Telespazio, Thales Alenia Space ed e-GEOS. Inoltre, IRIDE può contribuire a stimolare l’innovazione e lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche, creando nuove opportunità per le PMI attive nel settore spaziale.

Per IRIDE, Thales Alenia Space (joint venture tra Thales 67% e Leonardo 33%), ha firmato con l’ESA un contratto per la fornitura di un primo gruppo di sei satelliti di piccole dimensioni basati su tecnologia SAR (Synthetic Aperture Radar) – con un’opzione per altri quattro – e un contratto per la fornitura di un satellite – e opzione per un altro – basato su tecnologia ottica. Tutti i satelliti di Thales Alenia Space utilizzeranno la piattaforma innovativa e modulare NIMBUS (New Italian Micro Bus) e saranno equipaggiati con pannelli solari (PVA) realizzati da Leonardo.

 

Artistic impression IRIDE ©SITAEL

A bordo dei quattro satelliti forniti invece da Sitael saranno presenti quattro strumenti ottici iperspettrali realizzati da LeonardoL’azienda fornirà sensori compatti e leggeri di ultimissima generazione, forte delle competenze ed esperienze maturate negli anni in programmi come PRISMA (con a bordo lo strumento iperspettrale realizzato da Leonardo), che fanno dell’Italia un’eccellenza nel mondo per questo tipo di tecnologia. I quattro satelliti si basano sulla piattaforma PLATiNO, il programma sviluppato da Sitael, Leonardo, Thales Alenia Space e Airbus Italia grazie a un contratto di sviluppo tecnologico con l’ASI.

Lo strumento iperspettrale a bordo del satellite PRISMA dell’ASI, realizzato da Leonardo nel sito di Campi Bisenzio (FI)

Per quanto riguarda invece gli aspetti dell’infrastruttura operativa a terra, Telespazio (joint venture tra Leonardo 67% e Thales 33%) si è aggiudicata, come prime contractor di un team che include Aiko, Leonardo, Next, Planetek, Serco e Thales Alenia Space, la realizzazione del Flight Operations Segment (FOS) della costellazione, relativamente ai satelliti basati su piattaforme NIMBUS e PLATiNO. IL FOS assicurerà le funzionalità di comando e controllo, di determinazione orbitale e di collision avoidance, di acquisizione dei dati relativi ai carichi utili, di monitoraggio e di pianificazione dei satelliti IRIDE. Senza dimenticare gli aspetti, fondamentali, di cyber security: il Global Security Operation Centre (SOC) di Leonardo supporterà il FOS con un monitoraggio in tempo reale della sicurezza, per identificare rapidamente risorse o eventi potenzialmente dannosi, anticipando tempestivamente potenziali tentativi o attacchi cyber.

 

Il Global Security Operation Centre di Leonardo a Chieti

Telespazio è, inoltre, parte del team che si è aggiudicata la componente multispettrale della missione sotto la responsabilità di OHB Italia.

e-GEOS, invece, realizzerà per ESA l’infrastruttura di accesso ai dati e ai servizi di IRIDE e sarà alla guida di un team industriale che vede anche la partecipazione di Leonardo, Telespazio, Planetek, SERCO, Exprivia e Atos. Il marketplace digitale di IRIDE garantirà un punto di accesso unico affidabile e cyber-protetto per enti istituzionali e clienti commerciali, trasformando l’osservazione della Terra in un dominio globale e di utilità collettiva e favorendo l’adozione dei servizi di geoinformazione nel quotidiano.

Leonardo supporta e-GEOS nella definizione della strategia di sicurezza cibernetica per il marketplace IRIDE. Ad esempio, attraverso il supporto alla preparazione e mantenimento del Security Management Plan (SMP), il quale comprende tutti i principi di sicurezza, l’organizzazione, i controlli, le procedure e le best practices per garantire che il progetto e i suoi sistemi siano adeguatamente protetti, in linea con i requisiti di sicurezza identificati. Leonardo è, inoltre, chiamata a eseguire un Security Risk Assesment (SRA) del marketplace al fine di identificare la postura di sicurezza dei sistemi e stabilire l’adeguata protezione da applicare alle attività e alla documentazione selezionata e a definire le linee guida di secure by design per l’avvio dei servizi di sviluppo della piattaforma.

Le attività di sicurezza comprendono anche attività di monitoraggio del sistema per l’individuazione precoce di guasti tecnici o incidenti di sicurezza che possono causare l’indisponibilità temporanea del sistema. In tal senso Leonardo gestisce l’attività di monitoraggio in questione dal suo Global SOC di Chieti.

La gestione della cyber sicurezza è garantita da Leonardo anche in altri due contratti che vedono e-GEOS a capo dei raggruppamenti di imprese che forniranno a IRIDE servizi per lo studio del movimento del suolo e per le emergenze, per la sicurezza in mare e a terra.

Sempre e-GEOS è nei team che erogheranno servizi per lo studio delle variabili climatiche, la classificazione delle colture erbacee, la gestione delle acque, dell’agricoltura, delle foreste e del territorio, oltre a partecipare alla realizzazione di progetti pilota per servizi di modellistica basati sul concetto di gemello digitale della Terra.

 

Coltivazioni nell’aerea di Pavia, COSMO-SkyMed © ASI, distribuita e processata da e-GEOS

Strumenti e servizi nello spazio extra-atmosferico

Con l’aumentare del numero dei satelliti in orbita e delle missioni spaziali, cresce la necessità di poter contare su servizi in orbita, un’opportunità strategica nell’utilizzo sostenibile e duraturo dello Spazio oltre che un volano di crescita per l’ecosistema e l’economia spaziale. L’In-Orbit Servicing si riferisce a tutte quelle attività in orbita che comprendono l’attracco, il rifornimento, la riparazione, l’aggiornamento, il mantenimento degli asset spaziali e la rimozione dei detriti.

In questo ambito, l’Italia avrà una propria missione dimostrativa, la cui progettazione e sviluppo è stata assegnata dall’ASI a un Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI) guidato da Thales Alenia Space Italia che comprende Leonardo, Telespazio, Avio e D-Orbit. Tale missione sarà composta da due satelliti (un servicer che realizza i servizi a un satellite target) con i relativi servizi di controllo e gestione a terra, che dovranno svolgere in maniera del tutto autonoma una serie di operazioni in orbita, secondo un profilo di capacità incrementale che prevede attività di dimostrazione ripetuta, associate a servizi in orbita ad ampio spettro, quali l’ispezione, le operazioni di prossimità, l’attracco, il rifornimento, il controllo da parte del servicer del target, fino ad attività dimostrative di assemblaggio.

In particolare, Leonardo, alla guida di un team industriale che comprende SAB Aerospace e alcuni centri di ricerca come l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e l’Istituto italiano di Tecnologia (IIT), fornirà un braccio robotico in grado di compiere un elevato numero di movimenti grazie ai suoi sette gradi di libertà ed elettronica di controllo sofisticata, il sistema di attracco e l’interfaccia meccanica per il rifornimento. Questo strumento permetterà alla missione dimostrativa di svolgere e testare una serie di azioni fondamentali: eseguire una cattura delicata del target, spostarlo e fissarlo al satellite, inserire correttamente l’interfaccia per il rifornimento.

 

Il prototipo del braccio robotico per la missione NASA “Mars Sample Return” realizzato da Leonardo in qualità di capofila di un consorzio di aziende europee (Maxon, GMV, OHB Italia, SAB Aerospace)

Obiettivo ad ampio spettro della missione sperimentale è lo sviluppo delle tecnologie chiave per i servizi in orbita di futura generazione, accrescendo le capacità nazionali in un settore in forte crescita in ambito europeo e internazionale e facendo leva su alcune specifiche eccellenze della filiera nazionale: dalla robotica spaziale, all’intelligenza artificiale e alla sensoristica, dalle operazioni di prossimità, alla guida-navigazione e controllo, fino alla propulsione, per classi di satelliti di dimensione medio-piccola, da sempre settore di eccellenza della filiera spaziale nazionale.

Space Factory

Una parte dei fondi PNRR per lo Spazio sono dedicati, con un contributo di pari importo co-finanziato dai partecipanti privati, all’efficientamento e alla digitalizzazione delle capacità produttive dell’industria spaziale nazionale. In questo ambito, a Thales Alenia Space è stato assegnato un contratto con l’ASI per lo sviluppo del programma Space Factory 4.0. La joint venture italo francese è alla guida di un Raggruppamento Temporaneo di Imprese che comprende Argotec, CIRA e Sitael, per realizzare un sistema interconnesso con strutture dislocate in tutta Italia, che dovrebbe entrare in funzione entro il 2026. La Space Factory offrirà i mezzi e gli strumenti specifici per produrre satelliti avanzati in un’ampia gamma che va dalle grandi infrastrutture di satelliti di centinaia di kg ai satelliti di poche decine di chilogrammi, prodotti nelle grandi quantità previste dalle nuove configurazioni di costellazioni. Le realtà della Space Factory 4.0 – tra cui una struttura completamente digitale dedicata alla progettazione, alla produzione e al collaudo dei satelliti – saranno interconnesse con la filiera creando un hub produttivo avanzato per programmi spaziali nazionali, europei e internazionali.

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