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Roma vuole attivare un servizio di taxi volanti

La capitale ha già costruito un vertiporto per il decollo verticale dei taxi. I veicoli saranno forniti dalla tedesca Volocopter e il servizio commerciale potrebbe essere attivato già nel 2024

Roma vuole attivare un servizio di taxi volanti

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Stanno procedendo spediti i test per i primi taxi volanti a decollo verticale di cui Roma vuole dotarsi entro il 2024. La capitale sta muovendo passi importanti nello sviluppo di questo nuovo servizio di mobilità, per collegare l’aeroporto di Fiumicino al centro della città in soli 20 minuti, seguendo l’esempio di Parigi, che sta lavorando a un progetto analogo in vista delle prossime Olimpiadi.

A guidare l’iniziativa si trova Atlantia, una delle principali holding mondiali attiva nel settore aeroportuale e autostradale, che sta finanziando il progetto e coordinando le diverse società impegnate nella sua realizzazione. Gli attori coinvolti sono Aeroporti di Roma (Adr), il gestore di Fiumicino e Ciampino; Volocopter, la società tedesca che sta sviluppando materialmente i taxi volanti chiamati VoloCity;UrbanV, una startup partecipata da Adr, Save (aeroporto di Venezia), Aeroporto Marconi di Bologna e i gestori degli aeroporti francesi della Costa Azzurra.

Secondo Atlantia, l’uso di eVotl permetterebbe di ridurre sensibilmente sia il traffico urbano sia le emissioni di CO2, una volta che saranno impiegati su larga scala, essendo dotati di motori totalmente elettrici. Attualmente i primi prototipi sono progettati per trasportare due passeggeri, più il pilota, ma Volocopter sta già lavorando per rendere i veicoli a guida completamente autonoma. A oggi, i taxi volanti possono raggiungere una velocità massima di 110 chilometri all’ora e coprire una distanza di 35 chilometri. Una volta completato il viaggio, le batterie a ioni di litio possono essere sostituite in 5 minuti, così da consentire una rapida ripartenza.

Per ora l’Italia è già riuscita a muovere un primo importante passo verso l’attivazione della mobilità aerea urbana, grazie alla costruzione del primo vertiporto italiano, all’interno di un’area adiacente allo scalo aeroportuale di Fiumicino. Oltre al piazzale di decollo, è già presente un hangar per il rimessaggio del mezzo e per effettuare le operazioni a terre collegate al volo. La posizione della struttura è strategica per studiare le interazioni tra lo spazio aereo controllato, tipico degli aeroporti civili internazionali, e lo spazio aereo operativo necessario per la mobilità aerea urbana.

Non è però ancora chiaro quali saranno i costi del servizio, in base alle ipotesi riportate dal Sole 24 Ore, il costo iniziale di una corsa potrebbe aggirarsi attorno ai 140 euro, ma potrebbe diminuire una volta raggiunta la completa operabilità del servizio. Il valore del settore potrebbe raggiungere i 4 miliardi di euro nel 2030 e creare circa 90 mila posti di lavoro.

Fonte: Wired.it

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