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Australia: boccia il referendum per gli aborigeni, avrebbe riconosciuto per la prima i popoli indigeni nella Costituzione

Australia: boccia il referendum per gli aborigeni, avrebbe riconosciuto per la prima i popoli indigeni nella Costituzione

A cura di Monica Origgi Tutti i sei gli Stati hanno votato no alla proposta di modificare la Costituzione per riconoscere finalmente, per la prima

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A cura di Monica Origgi

Tutti i sei gli Stati hanno votato no alla proposta di modificare la Costituzione per riconoscere finalmente, per la prima volta i diritti degli aborigeni e degli indigeni delle Isole dello Stretto di Torres, non saranno ufficialmente integrati nella Costituzione australiana e avere la possibilità di creare un organismo, in cui avrebbero potuto avere potere decisionale.

Avevamo salutato questo referendum come un primo passo nella storia, in quasi un quarto di secolo, ma adesso no, perché il risultato porta un gravissimo passo indietro nel riconoscimento dei diritti delle popolazioni delle First Nations, ovvero gli indigeni discendenti dalle popolazioni locali, prima della colonizzazione britannica.

Gli Australiani erano stati chiamati per dire SI o NO a tale quesito: “Una proposta di legge per riconoscere i Primi Popoli dell’ Australia, istituendo una voce aborigena e degli isolani dello stretto di Torres”. Il Risultato? Tutti e sei gli stati australiani hanno votato contro la proposta di modifica, vecchia di ben 122 anni.

Tale referendum era stato proposto dal laborista Anthony Albanese, il quale se avesse vinto il SI avrebbe garantito maggiori diritti per questi popoli, che sono spesso oggetto di discriminazioni, vessazioni e spesso vengono anche, emarginati. Con l’ introduzione della “Voce del Parlamento”, avrebbe assicurato la possibilità ai nativi di essere consultati da Parlamento e Governo, a proposito delle norme che riguardano la loro comunità, come i bassi salari e la scarsa istruzione.

Gli aborigeni rappresentano il 3% dei 26 milioni della popolazione australiani e spesso, si trovano in carcere per aver commesso reati minori, mentre un terzo vive al di sotto della soglia di povertà  e molti sono stati strappati dalle loro famiglie per crescere come, “bravi australiani”, rappresentano la “Stolen Generation”, ovvero la generazione rubata, allontanati con la forza dalle legge di Governi australiani, chiese ed assistenze dall’ inizio del secolo scorso, fino agli anni ’70.

Questo, rappresenta un colpo duro per la popolazione aborigena, tuttavia il Primo Ministro spera ancora, in una riconciliazione.

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