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Le prove di guerra NATO occupano la Sardegna: sbarcano 3.000 soldati e 700 mezzi

Le prove di guerra NATO occupano la Sardegna: sbarcano 3.000 soldati e 700 mezzi

Fonte: Indipendente.online In Sardegna è iniziata la Noble Jump 2023, l’operazione militare che vede coinvolti otto Paesi della NATO in uno scenari

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Fonte: Indipendente.online

In Sardegna è iniziata la Noble Jump 2023, l’operazione militare che vede coinvolti otto Paesi della NATO in uno scenario particolare, quello del soccorso congiunto verso uno Stato alleato sotto attacco. Nelle scorse ore, le principali strade sarde sono state bloccate da colonne di blindati e carri armati diretti verso sud. Lo sbarco alleato è stato disposto nei porti di Cagliari – dal molo Ichnusa al Terminal container – fino a Olbia, passando per Sant’Antioco. L’inizio dell’esercitazione ha interessato anche gli aeroporti di Cagliari-Elmas, Decimomannu e Alghero, per un totale di tremila soldati e settecento mezzi militari, tra aria, terra e mare. Le navi cariche di armi e munizioni, che dovrebbero salvare la Sardegna da un attacco nemico, erano in transito da oltre una settimana: tempi biblici se rapportati a qualsiasi attacco ben attrezzato. Rapida, invece, la mobilitazione popolare, con centinaia di manifestanti riunitisi a Cagliari contro le ultime esercitazioni militari organizzate nell’isola.

La Noble Jump 2023, affidata alla guida del comando NATO di Napoli, militarizzerà l’isola fino al 14 maggio, coinvolgendo poligoni, porti e aeroporti civili. «L’esercitazione dimostra che la NATO è unita, pronta e disposta a difendere gli alleati. È una dichiarazione della nostra determinazione e delle nostre capacità», ha commentato il capitano della Marina statunitense William Urban. Sul campo bellico sono stati dispiegati anche i carri armati Leopard II, i mezzi inviati in Ucraina da diversi Paesi dell’Alleanza, uno su tutti la Germania. Nelle scorse ore, il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha rivelato che in estate è prevista un’ulteriore consegna da 80 unità.

Da due settimane la NATO è sbarcata in Sardegna per realizzare tre maxi-esercitazioni. La prima, in ordine cronologico, è stata la Mare Aperto 2023, che fino al 6 maggio coinvolgerà 6000 soldati di 23 nazioni (di cui 12 Paesi Nato e 11 partner), 41 unità navali e dell’aviazione, reparti della Brigata Marina San Marco, incursori e subacquei. Nelle scorse ore, le truppe di Italia, Germania, Olanda, Norvegia, Lettonia, Grecia, Repubblica Ceca e Lussemburgo hanno invece dato il via all’esercitazione “Noble Jump 2023”. A maggio, dall’8 al 26, la Sardegna ospiterà infine la Joint Stars, l’esercitazione di “maggiore rilevanza nazionale”. Sul terreno opereranno oltre 4.000 uomini e donne e circa 900 tra mezzi terrestri, aerei e navali.

Il collettivo Sardinnia Aresti ha organizzato, per la giornata odierna, una manifestazione di protesta: il corteo, riunitosi a Villasor, è partito alle 14 verso la base aerea di Decimomannu, a Cagliari. L’obiettivo è sintetizzato da uno striscione esposto durante le proteste: Gherrausu impari po una Sardinna libera (Combattiamo insieme per una Sardegna libera). «La Sardegna non è certo nuova all’occupazione del suo territorio da parte degli eserciti della NATO. Tuttavia, a seguito dello scoppio del conflitto in Ucraina, l’attività di addestramento bellico sulla nostra isola si è notevolmente intensificata», ha denunciato il collettivo.

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