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Cina: arriva la prima nave portadroni al mondo

Cina: arriva la prima nave portadroni al mondo

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La Cina ha lanciato la prima portaerei di droni gestita dall’intelligenza artificiale al mondo, una nave madre marittima senza equipaggio che può essere utilizzata per la ricerca marittima, la raccolta di informazioni e persino potenzialmente respingere gli sciami di droni nemici.

La nave autonoma, nota come Zhu Hai Yun, è stata varata a maggio a Guangzhou e viaggia a una velocità massima di 18 nodi. La nave è lunga 88,5 metri è dotata di attrezzature di lancio e recupero per droni acquatici. Inoltre i droni della nave sono in grado di formare una rete con cui osservare gli obiettivi. Il suo sistema operativo AI gli consente di trasportare 50 droni volanti, di superficie e sommergibili che possono essere lanciati e recuperati autonomamente.

La costruzione della nave è iniziata nel luglio 2021, con tutti i suoi componenti principali come potenza, propulsione, sistemi di supporto alle operazioni di rilevamento e sistema di intelligenza artificiale personalizzato studiato e sviluppato in modo indipendente in Cina. La nave dovrebbe finire le sue prove in mare e essere consegnata entro la fine dell’anno.

La nave non è progettata per navigare autonomamente nei porti marittimi affollati, ma funzionerà invece con telecomando fino a quando non raggiungerà l’acqua aperta. A quel punto, i suoi sistemi autonomi prenderanno il controllo ed eseguiranno qualsiasi missione sia programmata.
Il vantaggio più immediato per il PLA è l’aumento delle conoscenze sulle acque pertinenti attraverso la raccolta di dati da parte degli UUV [veicoli subacquei senza equipaggio]. Questo può aiutare i sottomarini della Marina PLA a operare con maggiore sicurezza ed efficacia in quelle aree.

Lo sviluppo da parte della Cina di droni marittimi potrebbe far parte dei suoi sforzi per sconfiggere la strategia difensiva di Taiwan.

Infatti questi droni possono essere dotati di tecnologia a rete laser, che dà a ogni singolo drone la possibilità di comunicare con tutti gli altri droni presenti nello sciame dando allo sciame tanti “occhi” quanti sono i droni al suo interno.

Fonte: Startmag.it

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