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Progressione rialzista del dollaro e passo avanti importante per la Grecia

Progressione rialzista del dollaro e passo avanti importante per la Grecia

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grecia-ueLa progressione rialzista del dollaro si è significativamente intensificata nella giornata di ieri, sotto la pressione di attese di politica monetaria gradualmente più aggressive. La prospettiva di un rialzo del tasso ufficiale da parte della Federal Reserve già nella riunione del prossimo 15 giugno ha guidato la divisa statunitense lungo un sentiero di apprezzamento vigoroso, sino alle porte di 1.1150, ai massimi degli ultimi due mesi.

 

La retorica della banca centrale appare modulata secondo tonalità progressivamente più aspre. Il presidente della Fed di Filadelfia Harker ha definito “appropriato” un intervento restrittivo nel prossimo mese, a meno che le statistiche macroeconomiche in arrivo non mutino sensibilmente il quadro dei fondamentali.

 

Accanto ad Harker, anche Evans, della Fed di S.Francisco, ha affermato di ritenere giustificati due o tre interventi sul costo del denaro entro la fine del 2016. Una poderosa flessione del cross euro sterlina ha accompagnato la discesa dell’eurodollaro; a quota 0.7611, la moneta britannica ha raggiunto i massimi di oltre tre mesi e mezzo, sulla scia di nuovi sondaggi che vedono allargarsi la forbice del voto a favore del fronte per la permanenza del Regno Unito all’interno dell’Unione Europea.

 

L’euro yen ha solo gradualmente accompagnato la discesa, conservando una certa stabilità al di sopra di 122.50. Frattanto, all’incontro di ieri sera a Bruxelles dei ministri delle Finanze dell’Eurozona, la questione greca ha fatto un passo avanti importante.

 

I creditori hanno raggiunto un accordo che permetterà la concessione di un nuovo pacchetto di 10.3 miliardi di euro di aiuti, nell’ambito del terzo programma di aggiustamento economico da 86 miliardi di euro concordato nella scorsa estate; l’erogazione comprenderà una tranche da 7.5 miliardi che verrà sborsata a giugno per coprire il fabbisogno di breve termine ed assicurare l’adempimento delle obbligazioni a breve scadenza, mentre la parte residua (2.8 miliardi) verrà concessa dopo l’estate.

 

Contemporaneamente è stata raggiunta un’intesa per l’alleggerimento, ma solo a partire dal 2018, dell’alto debito del paese, che ammonta al 180% del PIL: si tratta di una misura da tempo invocata dal FMI. In cambio alla Grecia si chiederà la realizzazione di un avanzo primario pari almeno al 3.5% del PIL.

Fonte: finanzaeinvestimenti.it

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