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Banche. Visco e Padoan e l’intervento pubblico sul capitale. Non solo non è escluso “ma reso necessario” dalla situazione

Banche. Visco e Padoan e l’intervento pubblico sul capitale. Non solo non è escluso “ma reso necessario” dalla situazione

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Il messaggio è chiaro. E scandito in perfetta sintonia tra governo e Bankitalia: un intervento pubblico anche sul fronte della capitalizzazione delle banche non solo “non è escluso” ma è reso necessario dalla situazione, “densa di rischi”, che l’economia italiana e europea stanno attraversando dopo la Brexit.All’assemblea dell’Abi, prima il Governatore Ignazio Visco e poi il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan lanciano messaggi chiari rispetto al piano necessario per mettere in sicurezza le banche italiane, a partire da Mps.

Visco lo dice esplicitamente in chiusura del suo intervento. “A fronte del rischio che, in un contesto di elevata incertezza, problemi circoscritti intacchino la fiducia nei confronti del sistema bancario, un intervento pubblico non può essere escluso. Confidiamo nella capacità di successo di un impegno comune volto a superare le attuali difficoltà”.    In precedenza, in un ampio passaggio della relazione, il numero uno di Via Nazionale ha appena spiegato nel merito la sua posizione. “La normativa europea prevede la possibilità di interventi pubblici di natura precauzionale anche sul fronte della capitalizzazione, con riferimento ai risultati delle prove di stress test”, ha premesso, per poi aggiungere: “la situazione attuale, densa di rischi per la stabilità finanziaria, richiede la predisposizione di un backstop pubblico da attivare in caso di necessità, nel pieno rispetto delle norme comunitarie, tenendo ben presenti i potenziali effetti sistemici di eventuali crisi per i singoli stati membri e per l’area dell’Euro nel suo complesso”.

Altrettanto netta l’indicazione che arriva dal ministro dell’economia. “Il Governo lavora per individuare tutti gli strumenti utili per gestire le criticità” nel sistema bancario. Il dialogo con l’Ue “è continuo per esplorare tutte le possibilità per un intervento pubblico in linea con le regole sugli aiuti di stato”, spiega Padoan. Va “sfruttata a pieno”, infatti, la flessibilità presente nelle norme Ue. La nuova normativa, ricorda, “è molto esigente, la sua attuazione ha elementi di flessibilità che vanno sfruttati in pieno soprattutto in caso di rischio sistemico”.

Questo, anche considerando che il sistema bancario italiano presenta “elementi di criticità da affrontare e risolvere con soluzione di mercato, soluzioni complesse ma possibili ed efficaci”. E, in questo contesto, “il ruolo della mano pubblica deve essere di natura precauzionale”. Il Governo, in sostanza, “si sta adoperando per predisporre strumenti adeguati qualora fossero necessari”.       Da Visco arriva anche una valutazione di fondo sullo stato di salute del sistema bancario. Il Governatore non nasconde i problemi ma tiene a definirli nella loro portata corretta.

A partire da quello dei crediti deteriorati che “è serio ma può essere gestito; va chiaramente inquadrato e affrontato; lo si sta facendo, tenendo conto della necessità di contemperare rapidità ed economicità delle operazioni“. Anche perché le sofferenze ‘rilevanti’ ammontano a 15 mld. “Gran parte delle esposizioni deteriorate si concentra presso banche in buone condizioni finanziarie, nonostante gli effetti della lunga e profonda recessione”, osserva il Governatore, aggiungendo che “le banche ‘significative’ con livelli di crediti deteriorati particolarmente elevati e, tra gli altri intermediari, quelli con coefficienti patrimoniali (core tier 1) inferiori al 10 per cento detenevano nel complesso alla fine dello scorso anno 15 mld di sofferenze al netto delle svalutazioni già conteggiate in bilancio”.

Per il resto, evidenzia Visco, “la gran parte degli intermediari italiani è in grado di affrontare una situazione congiunturale ancora fragile, fornire finanziamenti all’economia, competere efficacemente sul mercato”.

 

fonte tribunapoliticaweb

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