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L’ UE colloca il più grande green bond della storia, richieste per oltre 135 miliardi

L'istituzione europea ha incaricato un pool di banche internazionali per l'emissione, oggi, di un titolo verde a 15 anni per 12 miliardi di euro. Il rialzo delle materie prime energetiche e l'inflazione che corre più dell'economia stanno mettendo sotto stress i mercati

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L’Unione Europea ha incaricato un gruppo di banche di collocare il primo green bond a tasso fisso emesso a livello comunitario, un’obbligazione di 15 anni con scadenza a febbraio 2037. Il taglio è stato fissato in 12 miliardi di euro, secondo Bloomberg si tratta del più grande bond verde mai emesso al mondo. Il rendimento del titolo, il cui pricing è atteso oggi, è stato fissato a 8 punti base sotto il tasso midswap (a 15 anni è lo 0,52%) da una guidance iniziale in area 5 punti. L’istituzione comunitaria vanta un rating eccellente, AAA (Fitch), Aaa (Moody’s), AA (S&P). A fine mattinata, il consorzio delle banche ha ricevuto oltre 135 miliardi di euro di richieste.

L’obbligazione di debito comune fra i Paesi dell’Unione è stata collocata da BofA Securities, Credit Agricole CIB, Deutsche Bank, Nomura e TD Securities in qualità di Joint Lead Managers, mentre Danske Bank, Intesa Sanpaolo e Santander agiscono come Co-Lead Manager. L’utilizzo dei proventi, che ricade nel quadro generale del programma NextGeneration EU, sarà impiegato in nove grandi categorie di spesa, che vanno dall’efficienza energetica, all’energia pulita, all’adattamento ai cambiamenti climatici.

“Il piano prevede che dei circa 800 miliardi del progetto NextGeneration EU, messi sul tavolo, almeno un 30% dovrà essere reperito sui mercato attraverso emissioni green, visto l’impegno europeo ad applicare tematiche di sostenibilità agli investimenti”, ricorda Giacomo Alessi, analista obbligazionario, a milanofinanza.it. “Lo Use of Proceeds di questo e dei futuri Green Bond sarà streettamente legato a uno o più dei 17 sustainibility development goals definiti dall’Onu per cui i Paesi richiedenti dovranno assolutamente perfezionare dei progetti con impatto ambientale oltre che finanziario”, aggiunge l’esperto.

Il collocamento avviene mentre i mercati azionari sono in netto rosso, il Ftse Mib per l’1% circa, con i futures su Wall Street in calo dello 0,45% in media. Intanto il rendimento del Bund si è portato a -0,121%, vicino ai livelli dello scorso maggio (-0,11%), il Btp decennale viaggia laterale, oggi, allo 0,916% e il T bond all’1,61%, con gli investitori nervosi a causa del continuo rialzo delle materie prime energetiche che creano inflazione indotta, mentre la crescita economica globale sta dando i primi segnali di rallentamento.

Il discorso di ieri del capo economista della Bce, Philip Lane, in cui il banchiere ha ribadito la natura transitoria dell’inflazione (3,4% a settembre in nell’Eurozona), “non conteneva nulla di sostanzialmente nuovo e non è riuscito a fornire supporto al mercato del reddito fisso”, scrivono oggi gli analisti di Unicredit.

I timori di stagflazione (il contestuale rialzo dell’inflazione che si scontra con una stagnazione economica) sono esagerati, secondo la valutazione degli economisti della banca d’affari americana Jp Morgan, che mantiene un ampio “sottopeso” (underweight) sui titoli di Stato, aspettandosi rendimenti e inflazione più elevati. JP Morgan è invece “sovrappeso” (overweght) su azionario e materie prime.

Anche se è probabile che la forza dell’inflazione persista, riteniamo improbabile la stagflazione e notiamo che ci sono diverse potenti compensazioni a qualsiasi potenziale ostacolo per il consumatore derivante dall’aumento dei prezzi dell’energia”, scrive Jp Morgan. Gli analisti della banca aggiungono che storicamente i mercati azionari hanno performato bene nei periodi di aumento del prezzo del petrolio, in particolare in quelli che hanno seguito una crisi.

Fonte: Milanofinanza.it

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