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Anche un’italiana nel team della Nasa che studia i fenomeni Uap

La Nasa ha dato il via al gruppo di studio che dovrà trovare un "modo scientifico" per recepire le future segnalazioni di Uap, "fenomeni aerei non identificati

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A fine ottobre 2022 la NASA ha dato il via al lavoro del gruppo di persone reclutate per cercare la migliore strada per studiare i fenomeni inspiegabili che sono stati visti nei cieli di tutto il mondo. La speranza è di trovare, se non una risposta alle segnalazioni, almeno un modo scientifico per studiarli in futuro.

IL “VETERANO”. Dei 16 membri del team che esamineranno dati non classificati di un gran numero di fenomeni aerei inspiegati farà parte anche l’astronauta Scott Kelly, che in passato ha partecipato a 4 missioni spaziali, di cui tre sulla Stazione spaziale internazionale, di cui è stato anche comandante. Il loro lavoro servirà per aiutare l’agenzia spaziale americana ad “elaborare conclusioni scientifiche” in grado di spiegare ciò che si osserva. Lo studio durerà nove mesi, dopo di che i risultati verranno resi pubblici.

Il programma segue le volontà del Congresso degli Stati Uniti di far luce sui 144 “fenomeni aerei non identificati” rilevati da personale militare a partire dal 2004. Il funzionario della NASA responsabile del progetto è Daniel Evans, che è l’assistente all’Amministratore per la Ricerca della Science Mission Directorate della NASA. 

PRIMA UFO, ORA UAP. Il gruppo di lavoro, tuttavia, è presieduto da David Spergel, Presidente della Simons Foundation che ha spiegato: «La NASA ha riunito alcuni dei principali scienziati del mondo, da professionisti di elaborazione di dati a esperti di intelligenza artificiale e sicurezza aerospaziale, i quali avranno lo scopo di dirci come analizzare nel miglior modo i fenomeni Uap». Uap sta per “fenomeni aerei non identificati”, un termine che ha sostituito il vecchio Ufo (oggetti volanti non identificati), il quale, contaminato dalla fantascienza, faceva quasi sempre pensare a fenomeni di provenienza extraterrestre.

Tra i personaggi chiamati a studiare gli Uap c’è anche Federica Bianco, che lavora all’Università del Delaware nel Dipartimento di Fisica e Astrofisica, ed è Senior Scientist presso il Multi-city Urban Observatory. È una ricercatrice interdisciplinare, ma particolarmente specializzata sull’elaborazioni di un gran numero di dati, da un lato per studiare l’Universo e dall’altro per trovare soluzioni a problemi attinenti questioni urbanistiche sulla Terra.

Fonte: Focus.it

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