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È possibile muoversi sfruttando curvatura dello spazio-tempo? Nuova scoperta lo suggerisce

È possibile muoversi sfruttando curvatura dello spazio-tempo? Nuova scoperta lo suggerisce

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Un movimento effettuato nello spazio curvo che sfida le leggi standard della fisica così come la conosciamo: è quello che viene annunciato in un nuovo comunicato pubblicato dal Georgia Institute of Technology in relazione ad un nuovo studio apparso su Proceedings of the National Academy of Sciences.

 

Muoversi in spazi curvi senza dover per forza spingere contro qualcosa

 

Di solito quando ci si muove si spinge il proprio corpo contro qualcosa, che sia essa aria, acqua oppure il terreno. I ricercatori dimostrano, nel nuovo studio, che è possibile muoversi in spazi curvi senza dover per forza spingere contro qualcosa. A spiegare il concetto è Zeb Rocklin, un assistente professore della scuola di fisica della Georgia Tech, che ha creato anche un piccolo sistema robotico che lo dimostra sperimentalmente: un oggetto può muoversi cambiando forma in quello che è lo spazio curvo più semplice, ossia la sfera. Quando il piccolo robot creato dei ricercatori cambia forma, infatti, tende a spostarsi in avanti, una cosa abbastanza controintuitiva perché è la prima volta che si dimostra che il movimento può essere effettuato praticamente senza interazioni con l’ambiente circostante.

Campo della robotica sta avanzando sempre di più

Il particolare meccanismo creato dei ricercatori produce una dinamica strana con delle proprietà che né la gravità né l’attrito possono produrre. Si tratta di effetti, per ora, abbastanza limitati ma il campo della robotica sta avanzando sempre di più. Nel contesto della locomozione robotica comprendere appieno l’effetto indotto dalla curvatura potrebbe essere molto importante così come è stato importante lo spostamento minimo di frequenza procurato dalla gravità che è diventato fondamentale, in termini di calcoli, per rendere possibili i sistemi GPS.

Un “motore impossibile”?

Inoltre riprodurre effetti del genere su scala più ampia ed in maniera più efficiente potrebbe portare a nuove tipologie di veicoli spaziali. Si potrebbe pensare, per esempio, navicelle che potrebbero sfruttare lo spazio curvo intorno ai buchi neri. Si tratterebbe di una sorta di “motore impossibile”, come spiega lo stesso Rocklin, un concetto ripreso più volte ma che non ha mai davvero portato a qualcosa di concreto a livello scientifico. In questo caso, dato che lo spazio-tempo è veramente curvo, un dispositivo che sfrutterebbe questa curvatura per spostarsi in avanti senza interagire con l’ambiente circostante sostanzialmente sfrutterebbe un “propellente” che in realtà non esiste nemmeno.

Fonte: Notizie scientifiche.it

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