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Esse sostenibili premia le aziende: il primo report delle B Corp italiane

Esse sostenibili premia le aziende: il primo report delle B Corp italiane

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Crescono le B Corp, realtà che promuovono il concetto di sostenibilità in azienda. Oggi sono più di 4600 le aziende B Corp certificate nel mondo. L’Italia è uno dei Paesi più attenti su questo aspetto e, dopo la prima azienda certificata nel 2013, è cresciuto costantemente. Attualmente sono più di 140 le B Corp nel nostro Paese, con un fatturato di oltre 7,9 miliardi di euro e con più di 15mila lavoratori. Sono alcune delle cifre presenti nel primo report delle B Corp italiane, a cura di B Corporation Italia, che evidenzia come essere sostenibili premia l’azienda: nel 2020, anno funestato dalla pandemia, il 52% delle B Corp nel 2020 ha assunto nuovi dipendenti e il 66% delle aziende certificate ha visto crescere il proprio fatturato.

Sostenibilità in azienda: come si diventa una B Corp

Oltre il business c’è di più. Potrebbe essere questo il motto delle B Corp, aziende che si distinguono sul mercato “perché vanno oltre il solo obiettivo del profitto e si impegnano quotidianamente per massimizzare il proprio impatto positivo verso l’ambiente, le persone e le comunità in cui operano”, evidenzia il report. Significa elevare il concetto di sostenibilità in azienda al massimo grado. A crederci oggi sono più di 4600 aziende in tutto il mondo, con un fatturato superiore ai 155 miliardi e più di 437.800 dipendenti.

La certificazione B Corp

Il processo per diventare una realtà di questo tipo richiede un impegno serio che passa, innanzitutto, attraverso la certificazione B Corp che richiede un rigoroso processo di misurazione e di analisi del profilo di sostenibilità dell’azienda. A svolgerlo è B Lab, ente non-profit internazionale creatore e promotore della certificazione B Corporation, percorso al termine del quale, se rispettati gli altissimi standard richiesti dall’ente, si potrà effettivamente diventare B Corp.

Il primo passo per diventarlo è rappresentato dallo strumento BIA – B Impact Assessment. Disponibile online e in maniera gratuita, costituisce lo standard “più robusto e utilizzato al mondo per la misurazione degli impatti ambientali e sociali”. Esso fornisce un quadro reale circa la performance economica, sociale e ambientale dell’azienda.
Prende in considerazione, oltre al business model, cinque macro aree: governance, comunità, persone, ambiente e clienti. È una valutazione basato su un punteggio da 0 a 200: il minimo per riuscire a ottenere la certificazione è 80 punti. Se lo si ottiene, si può chiedere la verifica del punteggio che, se convalidato, permetterà di ottenere certificazione. Se invece, si raggiunge un punteggio più basso, attraverso il BIA, si possono comunque individuare le azioni di miglioramento necessarie per migliorare lo score.
Solo l’anno scorso sono state 14.500 le nuove aziende in Europa che hanno usato il BIA. Un numero in crescita esponenziale se si pensa che solo nel 2015 erano state 2265.

Il report delle B Corp Italiane: a che punto siamo?

Sulla sostenibilità in azienda l’Italia mostra un’attenzione superiore alla media europea e mondiale. Innanzitutto va ricordato che l’Italia è stato il secondo Paese al mondo, dopo gli Stati Unitiintrodurre la forma giuridica di Società Benefit nel proprio ordinamento, con una legge specifica nel 2016. Inoltre il Belpaese mostra uno dei tassi di crescita di B Corp più alti a livello globale con più di 140 aziende italiane certificate B Corp, più di seimila che si sono misurate con il BIA, di cui 3.600 solo l’anno scorso, e 10mila che utilizzano il B Impact Assessment.

Anche a livello di punteggio, le realtà aziendali italiane mostrano numeri di tutto rispetto: 91,6 è invece il punteggio medio delle B Corp italiane, ponderato rispetto al fatturato e al numero di dipendenti, aggiornato all’anno 2021. È una media superiore a quella mondiale (88,9 punti) ed europea (90,7).

Ogni anno B Lab premia le aziende che raggiungono i punteggi più alti nelle diverse aree del BIA. Tra le aziende che hanno ricevuto l’ambito riconoscimento ci sono aziende del calibro della healthcare company Aboca, della società chimica Novamont, dell’azienda trader di energia da fonti rinnovabili NWG Energia solo per citare qualche nome. Inoltre, il modello B Corp è arrivato anche in Borsa: la società Reti, tra i principali player italiani nel settore dell’IT Consulting, è divenuta proprio l’anno scorso la prima azienda nazionale quotata sul mercato AIM di Borsa Italiana a ottenere la certificazione B Corp.

UnLockTheChange: le attività per diffondere il valore delle B Corp in Italia

Nel 2022 sono previste attività per promuovere ulteriormente le iniziative per diffondere il valore delle B Corp e per promuovere l’idea della sostenibilità in azienda, a livello ambientale, sociale ed economico.

UnLockEducation

Una di queste è #UnlockEducation, un’iniziativa educativa di concerto con il network delle B Corp italiane, supportato dal Ministero dell’Istruzione italiano e con altre parti interessate, come le reti di scuole e università, per massimizzare la diffusione sul territorio nazionale. L’idea è promuovere l’insegnamento del valore dello sviluppo sostenibile.

UnLockGenderEquality

Uno sviluppo che passa anche da una piena eguaglianza di diritti e di opportunità tra i generi: su questo si basa #UnLockGenderEquality, che fa della rappresentanza di genere un punto forte e su cui l’Italia deve fare ancora molta strada. “In Italia, solo una donna su cinque si trova in una posizione dirigenziale e durante il 2020 oltre il 90% dei licenziamenti ha riguardato posti di lavoro ricoperti da persone identificate come donne”, sottolinea il report. Il mondo imprenditoriale e del lavoro riflette una situazione di profonda imparità ed è per questo che le B Corp possono operare un cambiamento significativo: già oggi più della metà (57%) delle B Corp italiane ha almeno il 50% della forza lavoro non manageriale e il 46% con almeno la metà del management “che si identifica come donna”.

UnLockNetZERO

Infine, va segnalato #UnLockNetZERO, per sensibilizzare sulla questione climatica e la necessità di raggiungere l’obiettivo di neutralità climatica al 2050. A questo riguardo B Corporation Italia ricorda che tutto il nostro Paese è chiamato a contribuire a questo “obiettivo vitale” e può, a sua volta, “rafforzare una posizione di eccellenza” già raggiunta rispetto a diversi indicatori di sostenibilità e stimolare con l’esempio il contributo degli altri paesi europei e del mondo intero.
“Questa potrebbe essere la sfida più difficile che l’umanità abbia mai affrontato soprattutto perché esiste il cosiddetto Carbon Budget”, facendo riferimento al limite alle emissioni climalteranti generabili prima che gli effetti sul pianeta e sulle nostre vite siano irreversibili. Per rispondere a questa sfida, il gruppo di lavoro Unlock-NetZero, si è prefisso l’obiettivo di sviluppare azioni e strumenti concreti da condividere con l’intera community italiana
delle B Corp.

Fonte: Wisesociety.it

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