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L’automobile è morta, viva l’automobile. È Uber il nuovo colosso dell’automotive

L’automobile è morta, viva l’automobile. È Uber il nuovo colosso dell’automotive

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uberUber è l’esempio concreto di come sta cambiando la storia dell’industria automobilistica che in futuro sarà sempre di più legata ai servizi. Si tratta di una società che fonda il suo modello di business nel servizio di ride sharing accessibile tramite l’apposita app, dove l’individuo mette in condivisione  l’auto con chi ha l’esigenza di spostarsi nella città.

Uber ci ha visto lungo

Non dobbiamo mai dimenticarci che l’automotive è un settore a basso profitto per le aziende che producono auto. Costruire una vettura costa tanto e oggi, più di quanto accadeva 20 anni fa, le auto sono sempre più tecnologiche ed il ritorno economico per le aziende costruttrici è ridotto. E così, oltre alla delocalizzazione della produzione, alla condivisione dei progetti tecnici -vedi Nissan e Renault– e alle partnership, si parla sempre di più di sharing.

uberLo sharing fa parte di quelli che vengono definiti “servizi di mobilità ” e che rappresentano già da oggi un business da 5400 miliardi di dollari. I colossi del settore si stanno sempre di più muovendo verso questi business. Il Gruppo Volkswagen dopo il Dieselgate, punta molto sui servizi di mobilità, non a caso il CEO Müller ha recentemente affermato che dovranno fornire “una parte consistente” del fatturato. A tal proposito l’investimento di 300 milioni di dollari in Gett, azienda che offre servizi di servizi di trasporto a chiamata, è il segno che i servizi innovativi, integrati e digitali rappresentano un grosso business.

Non dobbiamo poi dimenticare Car2go,- Gruppo Daimler- che conta oggi la più capillare diffusione globale dopo il recente lancio in Cina, DriveNow (gruppo BMW), la neonata Maven (General Motors) e il recente investimento di un milardo di dollari in Didi Chuxing, principale servizio in Cina di car-sharing nonché il più rilevante rivale di Uber.

Addio automobile?

L’automobile di proprietà in senso stretto è quindi un trend che, specie nei grossi centri urbani, andrà sempre più scemando. In futuro le automobili saranno sempre di più condivise e a tal proposito anche l’auto a guida autonoma potrebbe contribuire alla diffusione dello sharing. Uber attualmente ha una capitalizzazione -stimata attorno ai 62 miliardi di dollari- più elevata di un colosso come GM con la differenza però che non possiede nemmeno una macchina.

auto-google-guida-autonomaIn molti stanno investendo in Uber; possiamo ad esempio annoverare l’investimento di 3,5 miliardi di dollari da parte del Fondo di investimenti pubblici dell’Arabia Saudita, avvenuto all’inizio di questo mese, ma anche la partnership strategica con Toyota ufficializzata a fine maggio. L’azienda giapponese potrebbe in futuro collaborare con Uber nella realizzazione dell’auto a guida autonoma. La compagnia capitanata da Travis Kalanick, infatti, da diversi mesi è interessata a questo tipo di tecnologia e sostiene un gruppo di studio focalizzato sulle norme di sicurezza per i veicoli a guida autonoma.  Attualmente i rapporti fra Uber e Toyota sono relativi ad un programma di leasing per i nuovi autisti che potranno coprire le rate con i guadagni generati come driver Uber.

“Le case automobilistiche hanno capito che, specialmente in un’area urbana, le persone non possiedono una macchina, ma hanno bisogno di utilizzarne una a volte,” ha dichiarato Martyn Briggs, esperto di trasporti di Frost & Sullivan. “Stanno guardando una visione a più lungo termine.”

Recentemente il CEO dell’azienda ha dichiarato che nel futuro della compagnia non c’è nessuna intenzione di costruire una vettura con il proprio brand, ma quella di collaborare con diverse aziende del settore. Fiat Chrysler, stando alle voci che circolano da alcuni giorni, potrebbe essere una di esse.

Fonte: it.ibtimes.com

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