L'Air Force Research Laboratory (AFRL, un'organizzazione per la ricerca aeronautica che fa capo all'US Air Force, ndr) ha recentemente testato, in col

“Questo test è una tappa importante per AFRL e lo sviluppo delle tecnologie necessarie per integrare velivoli con e senza equipaggio in un’azione di bombardamento. Non abbiamo solo mostrato come un Unmanned Combat Air Veichle (UCAV, un drone o un aereo a guida autonoma senza equipaggio, ndr) può svolgere la sua missione ma anche come sarà facile per questo reagire a ostacoli o imprevisti durante la missione” ha dichiarato in un comunicato stampa della Lockheed Martin il capitano Andrew Petry, ingegnere di volo dell’AFRL.
I test sono stati svolti in precedenza sottoforma di test computerizzati nei quali l’intelligenza artificiale è stata contrapposta ai colonnelli dell’Aeronautica nella prima prova sul campo. Nel corso di questi test un sistema di guida senza equipaggio è stato usato per controllare un aereo F-16 come UCAV. L’obiettivo era scoprire come l’aereo avrebbe reagito a minacce dinamiche durante una missione di attacco aria-terra. Il sistema ha superato il test e dimostrato che l’UCAV può programmare ed eseguire manovre in totale autonomia.
La dimostrazione è stata effettuata in un periodo di due settimane, divisa in due turni di prove. Nel primo è stata testata l’autonomia dell’F-16 come gregario di una formazione aerea ma nel secondo turno è stata testata l’auto-guida per osservarne le reazioni di fronte a diverse minacce.
I test sono parte del programma Wingman Loyal, il cui obiettivo è contribuire alla creazione di aerei gregari che aiuteranno i piloti umani nel volo in formazione.
I droni militari sono utilizzati da dieci anni negli attacchi aerei ma un F-16 con auto-pilota aumenta la dimensione di questi possibili attacchi e il fatto che sarebbe in grado di adattarsi di fronte alle minacce potrebbe implicarne in futuro l’uso in combattimento.
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