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Nautica: export da record +73% nel primo semestre 2022

Le esportazioni della produzione cantieristica nautica nell’anno terminato a marzo 2022 hanno toccato il massimo storico di 3,37 miliardi di euro, con gli USA primo mercato in assoluto per i nostri cantieri

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L’export del settore nautico italiano, dopo aver già visto nel 2021 livelli record di espansione, nei primi sei mesi del 2022 ha visto una crescita di un ulteriore 72%, ai massimi storici. Lo ha detto il Carlo Maria Ferro, Presidente dell’Agenzia ICE in occasione della presentazione al Salone Nautico Internazionale di Genova in corso, il nuovo Boating Economic Forecast, la nuova edizione di Nautica in Cifre – Log, l’annuario statistico, nell’ambito della conferenza Boating Economic Forecast, realizzato dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica in partnership con Fondazione Edison, con il patrocinio dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.

“Nel 2021 l’export è aumentato del 34% e, nei primi sei mesi del 2022 è cresciuto di un uleriore 72%. Siamo soddisfatti dell’export italiano in generale e siamo molto soddisfatti dell’export della nautica da diporto” ha detto Ferro. “La nautica italiana è molto apprezzata all’estero per la capacità di mettere a fattore comune l’eccellenza del made in Italy nella meccanica, nella tecnologia, nel design, nel mobile arredo, nella componentistica. Tutto questo risponde alla domanda del perché i numeri del settore siano così positivi: perché quando riparte la domanda le persone acquistano il prodotto migliore”.

Esportazioni nautica a 3,37 miliardi a marzo 2022, massimo storico

Le esportazioni della produzione cantieristica nautica nell’anno terminato a marzo 2022 hanno toccato il massimo storico di 3,37 miliardi di euro, con gli USA primo mercato in assoluto per i nostri cantieri (485 milioni di euro, pari a una quota del 16,4%).
Nel dettaglio del 2021, le esportazioni complessive di “Imbarcazioni da diporto e sportive” hanno evidenziato una notevole resilienza del settore rispetto agli effetti economici negativi innescati dalla pandemia globale di Covid-19 e sono risultate pari a oltre 2,9 miliardi di euro, in aumento del 40,4% rispetto al dato 2020. I Paesi extra europei si confermano la principale destinazione delle vendite italiane oltre confine: l’export diretto sui mercati extra UE è stato infatti pari a 2,2 miliardi di euro, corrispondente al 74,6% dell’export italiano nel settore (a fronte del 64,3% nel 2020), mentre quello diretto verso i 27 Paesi UE ammonta a 750,4 milioni di euro, pari al 25,4% (35,7% nel 2020).
Considerando unicamente i settori manifatturieri più rilevanti per la bilancia commerciale italiana, vale a dire quelli che presentano nel 2021 un surplus commerciale superiore a 2 miliardi di euro, il comparto delle “Imbarcazioni da diporto e sportive” si posiziona al decimo posto per crescita dell’export.

Fatturato di settore 2021 ai massimi storici con +31,1%

L’incremento registrato rispetto all’anno precedente è stato del 31,1%: un dato straordinario che consente non solo di compensare il lieve calo registrato nel 2020, ma di portare il fatturato del settore a livelli pressoché analoghi a quelli del biennio record del 2007-2008, dice il rapporto.
La nuova edizione riporta i dati relativi ai principali poli produttivi territoriali della nautica italiana: al primo posto della classifica, stilata per valore del fatturato, troviamo il “polo produttivo dell’Alto Mediterraneo” (province di Genova, La Spezia, Massa-Carrara, Lucca, Pisa e Livorno), che eccelle sugli altri 4 poli territoriali per tutte le grandezze considerate. In questo distretto si trova il 36,7% degli addetti del settore e ben il 54,4% del fatturato. Segue il “polo produttivo adriatico” (province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Pesaro-Urbino e Ancona), con il 12,3% delle imprese totali del settore e un fatturato pari al 23,3% del fatturato complessivo del settore. La Lombardia rappresenta l’11,8% degli addetti nazionali del settore e il 9,6% del fatturato totale.

Contributo al Pil italiano 2021 in crescita del 31,4%

Il contributo del settore della nautica al PIL nazionale è stato superiore ai 5,1 miliardi di euro nel 2021, in forte aumento (+31,4%) rispetto al dato 2020. Anche il peso del contributo della nautica al PIL in rapporto al PIL nazionale è cresciuto, passando dal 2,37‰ del 2020 al 2,89‰ nel 2021.
Gli addetti complessivi sono saliti a 26.350 rafforzando ulteriormente il trend occupazionale positivo (+9,7% rispetto al precedente anno) che ha caratterizzato trasversalmente tutti i comparti del settore, con una particolare incidenza nella costruzione di nuove unità (+14,7%) in cui sono impiegati quasi la metà degli addetti complessivi del settore (14.710).

Anticipati i dati della Geografia della Filiera nautica

Nell’ambito della conferenza è stata presentata l’anteprima dei dati di filiera “Geografie della filiera nautica italiana”, la pubblicazione commissionata a Fondazione Symbola dalla rete d’imprese Mare Nostrum Network (composta da Confindustria Nautica e dalle società di servizi di Confindustria Genova, Confindustria Toscana e Confindustria Ancona) che sarà presentata a fine anno in un evento dedicato.

“Il sistema nautico rappresenta uno dei segmenti più dinamici dell’economia” ha detto Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione Symbola, oltre che un riferimento mondiale nella produzione di yacht e imbarcazioni da diporto. Una leadership costruita anche grazie ad una rete produttiva di prim’ordine, distribuita sul territorio nazionale che opera a monte e a valle della filiera. Nel biennio 2019-2021, come emerge nel Rapporto realizzato da Fondazione Symbola, le imprese del sistema nautico hanno incrementato il valore aggiunto a prezzi correnti del +7,8% (con segmenti come la cantieristica che hanno visto un incremento del +27,9%) contro un -1,3% del totale dell’economia e -0,2% del made in Italy, le cosiddette “4A” dell’Alimentare, dell’Abbigliamento, dell’Arredo e dell’Automazione. Anche l’occupazione ha fatto registrare risultati positivi, testimoniati da una crescita per il complesso della filiera del +3,2% (+10,3% per la produzione cantieristica). Dietro questi risultati la capacità di fare sistema sia a livello nazionale e che territoriale e il forte investimento in qualità, competenza, innovazione e sostenibilità”.
Fonte: Firstonline.it

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