Il ruolo delle banche centrali nell’economia internazionale

Pubblicato il 23 Agosto, 2019 alle 11:14 da in Mercato finanziario
Il ruolo delle banche centrali nell'economia internazionale

Il ruolo delle banche centrali nell’economia internazionale è fondamentale per scongiurare crisi economiche che potrebbero causare danni irreversibili. Più volte abbiamo sottolineato l’importanza di adeguate politiche economiche adottate dalle banche centrali. Esaminiamo il grande nervosismo dei mercati registrato dopo il 15 agosto 2019, senza dimenticare l’enorme distanza tra quanto accade sui mercati, i dati macroeconomici, la percezione dello stato dell’economia. Il mercato americano viaggia ancora molto vicino ai massimi di sempre, eppure è bastata una giornata negativa perché Trump chiamasse d’urgenza i tre CEO delle maggiori banche americane, come riportato da Bloomberg, per fermare immediatamente la caduta dei mercati.

Le banche centrali sono in ritardo sia rispetto all’evoluzione dell’economia, sia rispetto ai mercati che si rendono perfettamente conto di quanti e quali siano i rischi potenziali. Il mercato obbligazionario lancia segnali di stress, ma negli ultimi giorni la curva dei tassi sconta una recessione che nell’azione delle banche centrali ancora non si vede. Le banche centrali devono comportarsi come richiede lo stato dell’economia globale e come chiedono i mercati quando scontano tutti i rischi potenziali del rallentamento globale e delle tensioni geopolitiche, considerando che non sono mai veramente guariti dalla crisi del 2008.

Il rischio è che si inneschi un circolo vizioso tra mercati altamente volatili e in calo e crisi economica che faccia danni troppo grandi e troppo velocemente, mettendo le banche centrali nelle condizioni di poter raccogliere soltanto i cocci. Sarebbe preferibile un evento immediatamente traumatico e breve che possa dare il pretesto alle banche centrali per fare retromarcia e mettersi in pari con le condizioni fragili dei mercati finanziari e dell’economia globale. Saremmo di fronte a uno scenario in cui i mercati possono essere almeno sicuri di poter contare su molti trimestri di tagli e di politiche monetarie espansive. Una fase che potrebbe coprire tutto il tempo che resta tra oggi e le prossime elezioni americane e l’accordo commerciale, di qualsiasi tipo sia, tra Usa e Cina. Siamo perfettamente consapevoli che i problemi di una crescita squilibrata rimarrebbero sul tappeto anche se in questa fase non ha senso occuparsi di questioni di lungo periodo.

Fonte: ilsussidiario.net

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