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Massimiliano Monti: la mappa di un editore al centro di più fronti

Massimiliano Monti: la mappa di un editore al centro di più fronti

Massimiliano Monti, editore e legale rappresentante di Telenord, è da anni una presenza riconoscibile nel panorama mediatico ligure. Il suo nome ricor

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Massimiliano Monti, editore e legale rappresentante di Telenord, è da anni una presenza riconoscibile nel panorama mediatico ligure. Il suo nome ricorre nelle cronache legate all’informazione locale, agli appuntamenti dell’industria televisiva e ai dibattiti su portualità, infrastrutture e politica economica regionale. Negli ultimi anni, attorno alla sua figura sono tornate ad affacciarsi anche vicende giudiziarie e amministrative che riguardano lui e le sue società.
È una storia che va raccontata tenendo distinti i diversi piani. Il passato giudiziario non può diventare automaticamente una chiave di lettura del presente, così come i rapporti con il mondo istituzionale non sono, di per sé, qualcosa di anomalo. Per capire davvero chi sia oggi Monti occorre quindi partire dai fatti documentati e lasciare sullo sfondo ciò che resta da verificare.

Il precedente di Luni Charter

Il capitolo giudiziario più noto nella storia pubblica di Monti è quello legato a Luni Charter, società attiva nel settore del charter nautico.
Secondo le ricostruzioni giornalistiche dell’epoca, alla società erano stati concessi contributi pubblici da Sviluppo Italia, oggi Invitalia, per l’acquisto di un’imbarcazione. L’accusa riguardava l’utilizzo dell’imbarcazione, che sarebbe stata destinata anche a finalità diverse da quelle previste dal finanziamento.
Nel 2013, in primo grado, Monti venne condannato a due anni e mezzo per truffa aggravata ai danni dello Stato. È però importante fermarsi qui: quella era una sentenza di primo grado e, prima di attribuirle un valore definitivo, occorre verificare l’esito dei successivi gradi di giudizio.
Alla vicenda giudiziaria si aggiunse poi un procedimento davanti alla Corte dei conti, che avrebbe portato a una condanna contabile e alla richiesta di restituzione di circa 77.601 euro. Anche questo dato, per essere riportato in modo definitivo, merita il confronto con il testo della pronuncia.
È un episodio del passato, dunque. E come tale va raccontato, senza trasformarlo automaticamente in una spiegazione di tutto ciò che è venuto dopo.

Telenord e il presente

Il presente di Monti passa soprattutto da Telenord, emittente televisiva locale molto conosciuta in Liguria.
Sul fronte dei finanziamenti pubblici al settore televisivo, alcune fonti giornalistiche hanno riferito di un ricorso presentato dall’azienda al TAR contro il ministero delle Imprese e del Made in Italy, con l’obiettivo di ottenere una diversa ripartizione delle risorse.
I numeri disponibili per il 2023 restituiscono, almeno sulla carta, la fotografia di una società di dimensioni contenute: circa 1,75 milioni di euro di ricavi e un utile netto di 5.815 euro. Un margine estremamente ridotto, che da solo però non basta per parlare di crisi, né tantomeno di solidità. Per farlo servirebbe guardare ai bilanci depositati nel loro complesso, all’indebitamento, alla liquidità e all’andamento degli esercizi successivi.
Lo stesso approccio vale per le questioni sindacali. Negli ultimi anni sono circolate ricostruzioni relative a vertenze, licenziamenti contestati, ritardi nei pagamenti e ricorso agli ammortizzatori sociali. Sono temi rilevanti, ma proprio per questo non possono essere dati per acquisiti sulla base delle sole ricostruzioni giornalistiche: servono atti, sentenze, decreti ingiuntivi, comunicati sindacali e documentazione aziendale.

Una presenza anche nei circuiti istituzionali

C’è poi un altro pezzo della storia, meno giudiziario e più legato al ruolo pubblico dell’editore.
Monti è comparso in diverse iniziative, forum e occasioni di confronto dedicate alla portualità, alla logistica e alle infrastrutture liguri. Le cronache hanno inoltre riferito di contatti e interlocuzioni con esponenti e strutture del mondo istituzionale, compreso il Comune di Genova.
Anche in questo caso, però, la distinzione è essenziale. Avere rapporti con amministratori, partecipare a iniziative pubbliche o discutere di temi strategici per il territorio non significa, di per sé, avere un rapporto improprio con la politica. Per capire natura e peso di queste relazioni servirebbe documentare incontri, incarichi, iniziative e ruoli, distinguendo ciò che è pubblico e verificabile da ciò che appartiene invece al terreno delle indiscrezioni.

Una storia ancora da completare

Il quadro, per ora, è quello di un editore che si muove da anni in un ambiente dove informazione, economia locale e interessi strategici del territorio spesso si incontrano. Alle spalle c’è una vicenda giudiziaria importante, mentre nel presente c’è una televisione locale che opera in un mercato difficile e che ha aperto un contenzioso sul tema delle risorse pubbliche. Sullo sfondo ci sono poi le relazioni costruite negli anni con il mondo istituzionale ligure.
Ma mettere insieme questi elementi non significa necessariamente trovare un’unica storia che li spieghi tutti.
Per raccontare Monti senza forzature bisogna tenere separate le sentenze dalle contestazioni, i rapporti istituzionali dalle interpretazioni politiche e i numeri di bilancio dalle impressioni sulla salute dell’azienda.
È una mappa ancora incompleta. E proprio per questo, più che riempire i vuoti con supposizioni, conviene lasciare parlare i documenti. Quando arriveranno, potranno dire molto di più delle suggestioni.