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Ecco la startup che vuole eliminare le file ai supermercati

Ecco la startup che vuole eliminare le file ai supermercati

CheckOut Technologies ha sviluppato un sistema per ridurre l'attesa alle casse e ha appena ottenuto 400mila euro. Il presidente Enrico Pandian spieg

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Shopping cart in a grocery store

CheckOut Technologies ha sviluppato un sistema per ridurre l’attesa alle casse e ha appena ottenuto 400mila euro. Il presidente Enrico Pandian spiega perché è diverso da quello del colosso americano. E annuncia: «Entro un anno il primo supermarket intelligente in Italia».

La tecnologia c’è, e ora che sono arrivati anche i (primi) soldi si può accelerare. Anzi si deve. Perché l’obiettivo è ambizioso. CheckOut Technologies, startup italiana con sede a Verona e Milano, ha sviluppato una tecnologia che punta a eliminare il tempo di attesa alle casse dei supermercati. In che modo? Attraverso la combinazione di una serie di tecnologie (intelligenza artificiale, riconoscimento facciale, gesture recognition e machine learning) che permetteranno ai clienti del supermarket di prendere i prodotti, pagare e lasciare il negozio senza inutili attese alle casse. La società ha appena annunciato la chiusura di un round da 400mila euro insieme all’associazione di investitori Angels4Innovation.

«Il nostro scopo – spiega Enrico Pandian presidente di CheckOut Technologies – è quello di abbattere i tempi di attesa per i pagamenti nei supermercati. È lì che giochiamo la nostra partita più importante. Per farlo, in questa prima fase, utilizzeremo telecamere per il riconoscimento facciale, sensori per il rilevamento dello spostamento dei prodotti sugli scaffali e algoritmi di intelligenza artificiale per l’identificazione del prodotto. In questo momento, in piena fase di sviluppo, l’AI è in grado di riconoscere il 35% dei prodotti».

Le caratteristiche per parlare di “supermercato del futuro” sembra ci siano tutte, resta da capire però se un modello di questo tipo può funzionare davvero. Anche perché chi un negozio senza casse lo ha già aperto (Amazon), si è dovuto scontrare con i limiti della tecnologia. Amazon Go infatti, lo store aperto a Seattle dalla società per i propri dipendenti nel dicembre 2016, ha riscontrato problemi nella gestione di più di venti clienti alla volta, oltre alla difficoltà di tracciare i prodotti proprio quando questi venivano spostati da uno scaffale a un altro.

A questo punto una domanda è d’obbligo: perché CheckOut Technologies dovrebbe avere successo in un settore in cui un colosso come Amazon, per il momento, ha fallito? Su questo punto Pandian è argomenta così: «Il problema di Amazon è che gestisce tutto attraverso un server centrale, mentre il nostro sistema si basa su tanti piccoli server che comunicano tra loro a breve distanza. In più pensiamo di operare solo in piccoli supermercati già esistenti. Al momento la Gdo non riesce a controllare il 4% della merce che esce dai propri negozi, se noi riuscissimo a raggiungere un’affidabilità del 90% sarebbe un successo». Il programma della società prevede l’attivazione del primo “supermercato intelligente” in Italia entro i primi sei mesi del prossimo anno. Fino a quel momento la maggior parte degli investimenti sarà indirizzato a risorse umane e strumentazione informatica.

Al di là del finanziamento poi, l’innovazione di CheckOut sta riscuotendo attenzione anche tra alcune delle più grandi catene di supermercati a livello internazionale: «Abbiamo tavoli di discussione aperti con Carrefour, Auchan, Cheisbury e Wallmart – spiega Pandian – Quello dei “negozi di vicinato” rappresenta il 60% del mercato della Gdo. Per capirci parliamo di una fetta di 4 trilioni di dollari su 7 complessivi. È un mercato enorme».

 

 

 

 

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