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Imprese giovanili: 1 su 4 aumenterà il numero degli occupati

Secondo il Centro studi Tagliacarne delle Camere di commercio, 9 imprese giovanili su 10 prevedono il recupero dei livelli pre-Covid nel 2022, ma rispetto al Pnrr solo il 12% si è già attivato rispetto al 19% di quelle non giovanili

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Le imprese giovanili guardano con fiducia il futuro: assumono e investono di più e resistono meglio alle complicazioni dovute al conflitto Russia-Ucraina. Ma per quanto riguarda il Piano nazionale di ripresa e resilienza partono in ritardo. È quanto emerge da un’indagine del Centro Studi Tagliacarne svolta su un campione di 1.600 pmi manifatturiere tra 5 e 249 addetti.

Imprese giovanili: 9 su 10 prevedono un buon recupero nel 2022

Secondo l’indagine, l’86% delle imprese guidate da under 35 prevede quest’anno di ritornare ai livelli produttivi pre-Covid o addirittura di superarli, contro l’82% di quelle non giovanili. Anche perché ad oggi le imprese guidate dai giovani sono meno colpite dall’aumento delle materie prime (l’82% contro l’86%) e dai problemi di approvvigionamento connessi al loro reperimento (42% contro il 49%). Per questo il 25% stima un aumento delle assunzioni per il 2022 (contro il 21% delle altre imprese).

I giovani alla guida di imprese sono più avanti su diversi campi rispetto agli altri loro colleghi, ma registrano un ritardo nel cogliere le opportunità previste dal Pnrr: solo il 12% delle imprese giovanili si è già attivato rispetto al 19% di quelle non giovanili. Tuttavia, si stanno muovendo per recuperare terreno, nel 2022 il 14% delle imprese giovanili ha, infatti, in programma di attivarsi, contro il 13%.

I giovani imprenditori sono più aperti all’alternanza scuola-lavoro

La strategia di puntare sul miglioramento della qualità del proprio capitale umano all’interno dell’azienda porta i giovani imprenditori anche ad aprirsi maggiormente ai soggetti della conoscenza esterni all’impresa.

Un’impresa giovanile su quattro si relaziona con Università e centri di ricerca per progetti di open innovation, che vanno dal trasferimento tecnologico alle iniziative di ricerca applicata- rispetto alle imprese non giovanili (20%). Più elevata appare pure la quota delle imprese giovanili che si interfacciano con il sistema scolastico per progetti di alternanza scuola-lavoro, stage, tirocini (39% vs 33%).

Fonte: Firstonline.it

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