È ufficialmente entrato in vigore il decreto del ministero del Lavoro del 25 marzo 2016 sulla tassazione per i premi di produttività delle aziende pri

L’obiettivo del decreto, appena diventato operativo, non era solo il ripristino della tassazione per i premi, ma anche l’allargamento della platea dei beneficiari. La legge, infatti, alza il tetto massimo di reddito del lavoratore che può godere della detassazione e alza anche l’importo del premio sottoposto al 10% di tasse. Ma vediamo meglio le novità.
Tassazione premi produttività: tetto massimo
Negli anni scorsi la detassazione era valida soltanto per gli stipendi fino a 30/40 mila euro annui a seconda della tipologia aziendale. Con la riforma 2016, invece, possono accedere alla detassazione per i premi di produttività anche coloro che guadagnano fino a 50mila euro al lordo delle somme assoggettate alla tassazione del 10%. Tale beneficio si applica ai dipendenti del settore privato, titolari di reddito da lavoro dipendente e con contratto collettivo decentrato.
Premi produttività: importo massimo
Cambia anche l’importo massimo del premio di produttività soggetto alla tassazione agevolata al 10%. I dipendenti con redditi fino a 50mila euro possono godere della tassazione al 10% per le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa, entro il limite di 2mila euro lordi. Questo limite sale, però, a 2.500 euro lordi per le aziende che, spiega il decreto, “coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro anche attraverso un piano che stabilisca la costituzione di gruppi di lavoro nei quali operano responsabili aziendali e lavoratori finalizzati al miglioramento o all’innovazione di aree produttive o sistemi di produzione e che prevedano strutture permanenti di consultazione e monitoraggio degli obiettivi”.
Premio produttività e formazione del reddito
Inoltre la legge di stabilità prevede che le somme dei fringe benefit concessi ai dipendenti e quelli di importo non superiore a 258 euro non concorrano a formare il reddito di lavoro dipendente. Stessa disposizione per i premi di produttività: le somme fino a 2mila euro (o 2.500 euro) non concorrono alla formazione del reddito complessivo del lavoratore o del suo nucleo familiare a fini dell’ISEE. Queste somme, però, vengono calcolate per l’accesso alle prestazioni previdenziali e assistenziali del lavoratore. La legge di stabilità 2015 prevede, infine, che i premi di produttività possano essere erogati al lavoratore sottoforma di “documenti di legittimazione nominativi, in formato cartaceo o elettronico che comunque non concorrono alla determinazione del reddito da lavoro dipendente”.
Incremento produttività
Il decreto del Ministro del lavoro indica anche i criteri di misurazione degli incrementi di “produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione che possono consistere nell’aumento della produzione o in risparmi dei fattori produttivi oppure nel miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi, anche attraverso la riorganizzazione dell’orario di lavoro non straordinario o il ricorso al lavoro agile, quale modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato”.
Per i premi di produttività relativi all’anno 2015, il deposito del contratto e della dichiarazione di conformità deve avvenire entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del decreto, cioè a partire dal 16 maggio 2016 fino al 15 giugno 2016.
Fonte : it.ibtimes.com

