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Toscana: non solo geotermia, 100% rinnovabili nel 2050

Toscana: non solo geotermia, 100% rinnovabili nel 2050

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La Regione Toscana si è distinta in tutta Europa per il settore geotermico che soddisfa il 30%del fabbisogno elettrico. Lobiettivo è creare un distretto dell’energia, implementare la geotermia e far crescere anche le altre fonti rinnovabili per arrivare al 2050 solo con energie pulite.

La Regione Toscana è ormai al primo posto in Italia nel settore della geotermiacon 34 impianti geotermici tra le province di Pisa, Siena e Grosseto. L’obiettivo toscano è quello di andare oltre e primeggiare anche nelle altre fonti energetiche rinnovabili diventando un esempio per l’Europa. In Toscana la geotermia soddisfa più del 30% del fabbisogno elettrico, con quasi 6 miliardi di kilowatt di energia prodotti che riscaldano oltre 10 mila residenti. Il settore ha creato un enorme indotto di posti di lavoro, occupando circa 700 persone. Ma la geotermia è anche un’attrazione turistica, da oltre 60.000 presenze l’anno.

L’obiettivo è aumentare ulteriormente la produzione di energia geotermicaentro il 2020 ma lasciando spazio anche alle altre fonti rinnovabili come il solare, che l’idroelettrico, le bioenergie, l’eolico che hanno già una produzione in Toscana seppure ridotta. L’ambizione è creare un distretto dell’energia, ma nel rispetto dell’ambiente vincendo anche le resistenze e le diffidenze dei comitati, per diventare un modello per l’Europa.

I comitati protestano poichè si chiedono qual è l’impatto delle ricerche geotermiche sull’ambiente e sul terriotrio. Al meeting della Global Geothermal Alliance, la più importante conferenza ministeriale dedicata allo sviluppo di questa fonte energetica, la Regione ha presentato il programma per la geotermia 2.0, che prevede una crescita della potenza e della produzione di energia, ma non di pari passo con l’impatto sull’ambiente.

Federica Fratoni, assessore regionale con delega al geotermico sottolinea: “La tutela del paesaggio toscano è per noi una conditio sine qua non. Il modello del distretto può essere applicato alla geotermia, raccogliendo attorno al settore ricerca, innovazione tecnologica ed alta formazione, assieme all’occupazione che è un altro fattore importante per far accettare alle comunità queste attività. L’obiettivo è una Toscana alimentata solo da energie rinnovabili nel 2050″. 

 

 

 

 

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