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Consiglio UE per una migliore qualità dell’aria

Consiglio UE per una migliore qualità dell’aria

L’ultima riunione dei Ministri dell’Ambiente e del Clima del Consiglio Europeo dello scorso Luglio definisce i parametri e di criteri per una migl

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Europa-inquinamento

L’ultima riunione dei Ministri dell’Ambiente e del Clima del Consiglio Europeo dello scorso Luglio definisce i parametri e di criteri per una migliore qualità dell’aria della popolazione europea: diventano obbligatori limiti di emissione più severi per i motori a combustione ad uso non stradale.

Lo sappiamo tutti perché tutti respiriamo: non c’è niente di più importante del respiro! E un’aria più pulita porta con sé una salute migliore. Ci sono stati, è vero, enormi progressi nella riduzione dell’inquinamento, ma, anche, un solo decesso o un solo costo pagato in termini di vite umane è un prezzo troppo elevato da pagare al progresso  e all’avanzamento delle condizioni sociali, a causa della cattiva qualità dell’aria che respiriamo, prodotta dalle emissioni e dalle lavorazioni industriali. A questo scopo l’Unione Europea ha proposto un pacchetto di politiche per l’aria più pulita e sta realizzando le misure approvate dal Parlamento e dal Consiglio, ottenendo, contemporaneamente, di realizzare i due traguardi più importanti: migliorare la qualità della vita dei cittadini europei  e risparmiare miliardi.

La firma di un “Accordo globale sui cambiamenti climatici”, giuridicamente vincolante sulle questioni del clima, però è solo un traguardo raggiunto in tempi molto recenti (ricordiamo che risale al 22 aprile 2016 la firma dell’Unione Europea dell’Accordo di Parigi: Sharon Dijksma, Ministro dell’Ambiente dei Paesi Bassi e Presidente del Consiglio e Maros’ Sefc’ovic’, Vice presidente della Commissione Europea firmano l’Accordo in una cerimonia solenne a New York) coinvolgendo tutti i Paesi  a livello globale così come coinvolti a livello globale sono tutti i Paesi nelle ripercussioni per la salute che la cattiva qualità dell’aria causa e ora, anche, negli impegni che derivano dal rispetto dell’Accordo e che implicano la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nel periodo 2020-2030, aumentando la quota di energie rinnovabili migliorando, contemporaneamente, l’efficienza energetica, come è stato convenuto dal Consiglio Europeo nell’ottobre del 2014 e adeguando la legislazione necessaria all’attuazione di queste decisioni, che costituisce una priorità per tutti i Paesi.

Infatti, nonostante, le numerose e ripetute sollecitazioni nel senso di un rispetto più fedele delle prescrizioni sempre troppe e troppo ripetute sono le violazioni al rispetto degli obblighi definiti. E ripetute sono le violazioni ai parametri entro cui devono essere contenuti i margini delle sostanze inquinanti nell’atmosfera, definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità delle Nazioni Unite che, regolarmente, sono ripetutamente trasgrediti. A farne le spese, del mancato rispetto delle norme e degli obiettivi dell’Unione per la qualità dell’aria, è la nostra salute, con un aumento dei costi per l’assistenza sanitaria e per l’economia e particolarmente critica è la situazione nelle aree urbane. Del resto già il 7° Programma Europeo d’Azione per l’Ambiente 2013-2020 (Decisione n. 1386/2013/UE del 20/11/2013 “Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 354 del 28/12/2013) definiva che entro il 2050 i cittadini europei dovessero vivere entro i limiti ecologici del Pianeta orientando la politica dell’Unione fino al 2020.

Con le nuove prescrizioni per ridurre le emissioni inquinanti e affrontando la questione dell’inquinamento atmosferico alla radice, la Commissione vuole offrire ai Paesi un aiuto per tutelare la salute e l’Ambiente con efficacia e per raggiungere rapidamente i limiti di emissione concordati nel giugno scorso. L’adozione del nuovo regolamento, che riguarda numerosi macchinari oltre a gruppi elettrogeni, automotrici ferroviarie, locomotive e navi intende garantire sia il funzionamento del mercato interno che rafforzare la vigilanza del mercato e tutela la salute: affronta e risolve le questioni relative alla competitività e conformità per eliminare gli ostacoli al commercio estero e ridurre gli ostacoli normativi derivanti dalle prescrizioni in tema di emissioni.

Il nuovo Regolamento sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’UE il prossimo settembre e i requisiti in questo stabiliti, con i parametri e le prescrizioni per l’omologazione dei motori installati su macchine non stradali, inizieranno ad essere applicati dal 2018 con il termine di adozione fissato per il 2020 in funzione della tipologia e categoria di motore.

fonte futuro europa

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