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Inflazione eurozona nel radar Bce, atteso calo dopo i dati tedeschi

Inflazione eurozona nel radar Bce, atteso calo dopo i dati tedeschi

In attesa del rapporto di domani sull’inflazione della zona euro, i prezzi al consumo in Germania hanno registrato una flessione. I dati tedeschi

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In attesa del rapporto di domani sull’inflazione della zona euro, i prezzi al consumo in Germania hanno registrato una flessione. I dati tedeschi di marzo fanno ben sperare per un allentamento delle pressioni sui costi in tutta la regione della moneta unica, anche se per i primi tagli dei tassi bisognerà probabilmente aspettare fino a giugno. Ecco i dettagli sul Cpi della Germania, le previsioni sull’inflazione dell’eurozona e le attese sulle prossime mosse della Bce, a poco più di una settimana dalla prossima riunione.

Inflazione tedesca in discesa a marzo

Secondo la stima flash diffusa nel primo pomeriggio, l’inflazione tedesca ha rallentato per il quarto mese consecutivo a marzo. L’indice dei prezzi al consumo ha registrato una crescita del 2,2% su base annua, in linea con le previsioni degli analisti, contro il 2,5% di febbraio.

Il Cpi armonizzato, confrontabile con il resto della zona euro, è passato invece dal 2,7% al 2,3%, diminuendo più delle attese (consensus 2,4%). Si tratta del livello più basso da giugno 2021. Su base mensile, l’indice complessivo è aumentato dello 0,4% (stima 0,5%) e quello armonizzato dello 0,6% (consensus 0,7%).

Come sottolineato da Carsten Brzeski, Global Head of Macro presso ING, il calo odierno può rappresentare la seconda tappa di un trend disinflazionistico più esteso in Germania. La prima è stata legata agli effetti base favorevoli per i prezzi energetici e alimentari, la seconda potrebbe esprimere un raffreddamento più generale delle pressioni inflazionistiche a seguito dell’inasprimento della politica monetaria della Bce e, quindi, dell’indebolimento della domanda.

Guardando al futuro, per l’esperto, l’inflazione complessiva in Germania potrebbe scendere al 2% già il mese prossimo, per poi risalire leggermente nei mesi successivi, rimanendo in un range fra il 2 e il 3%.

Le stime sull’inflazione dell’eurozona

Per quanto riguarda l’eurozona nel complesso, il consensus di Bloomberg indica per il mese di marzo un rallentamento dell’inflazione headline dal 2,6% al 2,5% e una discesa del dato core dal 3,1% al 3,0%. Su base mensile è previsto un incremento dello 0,9%, dopo il +0,6% di febbraio.

L’attenuarsi delle pressioni inflazionistiche, se confermato anche a livello di zona euro, rappresenterebbe un segnale confortante per la Bce, intenta a raffreddare la crescita dei prezzi per riportarla verso il target del 2%.

Le previsioni sulla riunione Bce della prossima settimana

Un eventuale rallentamento dell’inflazione nell’eurozona non dovrebbe convincere la Bce ad affrettare i tagli dei tassi. Al momento, l’ipotesi più probabile resta quella di una prima mossa a giugno, mentre nella riunione di giovedì prossimo (11 aprile) il costo del denaro rimarrà con ogni probabilità invariato.

Per Brzeski di ING, la possibilità di una riduzione anticipata è compromessa dal superamento del “bottom” da parte dell’economia della zona euro e dalle elevate pressioni inflazionistiche interne e nel settore dei servizi. Di conseguenza, la Bce vorrà aspettare ulteriori dati, compresi quelli sui salari, disponibili a giugno.

 

“La discussione nelle prossime riunioni non riguarderà più ‘se’, ma piuttosto ‘quando’ e ‘quanto’ tagliare i tassi di interesse. Finché l’economia dell’Eurozona non sarà in recessione e i rischi e le prospettive di inflazione rimarranno al rialzo, la Bce opterà per una politica dei tassi ‘a mano lenta’, con tagli di 25 bp ad ogni trimestre. Qualsiasi scenario più aggressivo avrebbe l’odore del panico e richiederebbe prospettive di crescita più avverse per l’Eurozona.”

Taglio tassi Bce a giugno sempre più probabile

Anche Martin Wolburg, Senior Economist di Generali Investments, propende per un primo taglio a giugno. “La crescita dei salari negoziati, un parametro chiave per la BCE, è scesa dal picco dello scorso anno ed è destinata a moderarsi ulteriormente. Inoltre, l’anno scorso si è registrato un aumento significativo dei salari minimi, cosa che non avverrà quest’anno. Nonostante la possibilità di accordi di tariffa unica elevati, vediamo che le dinamiche salariali si stanno ulteriormente riducendo.”

Prospettive positive anche per l’inflazione dei servizi, che “si ridurrà” dopo essersi mantenuta intorno al 4% su base annua negli ultimi mesi.

“Nel complesso, vediamo la Bce sulla buona strada per iniziare a tagliare i tassi entro giugno. È improbabile che eventuali notizie sull’inflazione in prossimità della Pasqua o aumenti delle tasse in alcuni Paesi possano cambiare la situazione.”

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