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Banco Bpm: chiude con un utile di 110 milioni. Nel piano del 2024 una redditività di oltre il 9%

Il gruppo ha chiuso il terzo trimestre con ricavi e margini oltre le attese degli analisti. E ha presentato il nuovo progetto industriale che prevede un crollo del costo del rischio da 122 a 48 punti base. Kbw: banca ben capitalizzata, utile netto atteso al 2024 per 1 miliardo, +40% rispetto al consenso

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Banco Bpm chiude il terzo trimestre dell’anno con ricavi e margini sopra le attese degli analisti di Deutsche Bank. Il gruppo, guidato dal ceo Giuseppe Castagna, ha registrato entrate per 1,100 miliardi su aspettative di 1,056 miliardi, margini (Net interest income) per 616,427 milioni di euro (520 milioni attesi), commissioni nette per 475,308 milioni (468 milioni attesi), costi per 615,97 milioni (619 milioni le previsioni degli analisti).

Hanno aiutato minori accantonamenti su oneri per 200,6 milioni invece di 236 milioni, che hanno portato l’utile netto trimestrale a 110,681 milioni di euro (108,487 milioni le previsioni di Deutsche Bank) e quello dei nove mesi a 471,998 milioni di euro. Nel frattempo, il rapporto fra costi e ricavi è sceso al 55,2% rispetto al 59,1% di fine settembre 2020, grazie anche ad un Cet 1 ratio Fully Phased al 13,3% (atteso al 12,9% dagli analisti) e ad un cuscinetto (Mda buffer) di liquidità sul patrimonio minimo richiesto dalla Bce di 453 punti base (4,53%). L’Npe ratio lordo è in miglioramento al 5,9% dal 7,5% di fine dicembre.

Il board della banca, presieduto da Massimo Tononi, ha approvato il Piano Industriale 2021-2024 partendo dall’ipotesi di un Pil italiano in crescita del 6% nel 2021 e del 4,2% nel 2022 con l’Euribor in sostanziale tenuta ai valori attuali (-0,53% nel 2021 e -0,49% nel 2022, non si prevedono quindi rialzi dei tassi).

Sono cinque i punti cui fa riferimento il piano: la digitalizzazionele opportunità fornite dal Pnrr, la valorizzazione della bancassurance rinegoziando le  partnership con Cattolica e Covéa, il contenimento dei costi dopo il recente accordo sul fondo esuberi e dalla razionalizzazione della rete di filiali, la normalizzazione del costo del rischio.

La banca mira a passare da 4,15 miliardi di ricavi del 2020 a 4,6 miliardi del 2024, con una crescita (Cagr) nel periodo del 2,4% e un taglio dell’1,1% dei costi che dovrebbero essere limati da 2,46 miliardi del 2020 a 2,4 miliardi del 2024. L’utile netto dovrebbe passare da 330 milioni adjusted del 2020 a 1,05 miliardi del 2024 (+33,4%) favorito da un costo del rischio in forte calo, da 122 a 48 punti base. Il Rote (la redditività), al 3,2% nel 2020 dovrebbe portarsi a oltre il 9% nel 2024, con un rapporto fra costi e ricavi che passarebbe dal 59,2% adjusted  a circa il 53% a fine piano (sotto i valori attuali di Intesa Sanpaolo, best in class in Italia).

L’Npe ratio netto dovrebbe scendere dal 3,9% del 2020 al 2,5% del 2024, con un indice di solidità patrimoniale (Cet 1 Fully Loaded) atteso dal 13,3% dal 2020 al 14,4% di fine piano, quando il payout ratio dovrebbe attestarsi al 40%. Il ceo di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, ha spiegato che “il nuovo Piano, che si caratterizza per obiettivi ambiziosi ma raggiungibili anche grazie al consolidato track-record realizzato in questi anni, è guidato da priorità strategiche che mirano a remunerare in maniera significativa gli azionisti, a incontrare le aspettative degli altri principali stakeholder (clienti, colleghi, autorità di vigilanza) e a raccogliere le opportunità offerte da processi in corso quali la digitalizzazione e la sostenibilità”. Tutto ciò “con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il posizionamento competitivo”, aggiunge Castagna.

Gli analisti di Kbw confermano il rating market perform e il target price di 3 euro dopo i conti e il piano, scrivono che la banca “è ben capitalizzata”. Il piano al 2024 pare avere “alcuni obiettivi bullish”, per esempio un utile netto di 1,05 miliardi rispetto al consenso di 706 milioni (+40% circa), ricavi per 4,6 miliardi su attese di 4,3 miliardi, un costo del rischio di 48 punti base su 57 attesi e un Cet 1 ratio del 14,4% mentre gli analisti si aspettano un 12,8%. Anche sul fronte del dividendo, il payout ratio al 40% pare oltre le aspettative, che si collocano fra il 37% e il 39%.

Fonte: Milanofinanza.it

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