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De “Operazione nome in codice SUDAN 23”

De “Operazione nome in codice SUDAN 23”

È stata scritta una pagina d'Onore in questi giorni dai nostri Uomini e Donne dello Stato che hanno riportato in Italia i nostri connazionali da Khart

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È stata scritta una pagina d’Onore in questi giorni dai nostri Uomini e Donne dello Stato che hanno riportato in Italia i nostri connazionali da Khartum.

Il nome in codice alla operazione dato dal Comando COVI del Generale Francesco Paolo Figliuolo è stato “SUDAN 23“. Straordinario il lavoro meticoloso, attento, specifico del personale dell’Unità ITA-JFHQ del Generale Giuseppe Faraglia che senza mai chiudere occhi in tutte queste ore concitate ha seguito ogni momento le attività di recupero. La nostra Aereonautica Militare ha fornito il supporto tattico di volo con i C 130.

Sono scesi dagli aerei i nostri “ragazzi ” dei Reparti Speciali, le élite delle élite come il ‘9°,il GOI, il ’17°,il GIS che hanno semplicemente “fatto ” quello che dovevano fare, ovvero porre in sicurezza i nostri concittadini con i loro “metodi”. L’ Unità di Crisi della Farnesina è sempre stata in contatto con il nostro Ambasciatore Gianluigi Vassallo che con l’ausilio dei Carabinieri in forza presso la nostra sede hanno garantito l incolumità del personale civile presente ed accorso per il rimpatrio.

Una pagina importante la ha scritto l’AISE che sul territorio ha permesso, con capacità e perizia non seconda ad alcun altra agenzia internazionale, alcun incidente, attentato od altri danni a persone e mezzi nella fase delicatissima del percorso tra l Ambasciata e l’aeroporto. Non è noto conoscere particolari e modalità della intera operazione ma di una cosa si è certi nello scrivere che sono stati “bravissimi” tutti. Si conclude.

GRAZIE #intelligence

 

Autore: Savino Di Scanno

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