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Marchionne, mai parlato con Trump di Fca-Gm. Bene il programma economico, ma attenti ai dazi

Marchionne, mai parlato con Trump di Fca-Gm. Bene il programma economico, ma attenti ai dazi

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SERGIO MARCHIONNE

L’ipotesi di una fusione tra Fiat Chrysler e General Motors non è mai stata discussa dal numero uno di Fca, Sergio Marchionne, e il nuovo presidente americano Donald Trump. Lo ha assicurato Marchionne in una conference call con gli analisti finanziari sui risultati del 2016. “Non ho mai parlato con Trump di questa opzione”, ha detto Marchionne,  la nostra priorità è completare il piano industriale”. Un matrimonio tra Fca e Gm, ha aggiunto l’amministratore delegato del gruppo automobilistico italoamericano, porterebbe alla nascita del “più grande produttore mondiale di auto e camion, con base negli Stati Uniti”. Trump ha poi affrontato la questione Dieselgate e ha spiegato che il confronto con l’Epa, l’Agenzia Usa per la protezione ambientale, va bene: “Fiat Chrysler è nel mezzo di un confronto intenso con la Epa e le discussioni stanno andando avanti bene”, ha sottolineato Marchionne. “Arriveremo a una conclusione abbastanza presto”.  L’Epa sostiene che Fca avrebbe usato un software per far rilevare un livello di emissioni minore rispetto a quello reale. Il gruppo automobilistico sostiene invece che non c’è stata nessuna frode e non c’è nessuna analogia con il caso Volkswagen. A proposito dello stato di salute del gruppo automobilistico italoamericano e della realizzazione del piano industriale, Marchionne ha precisato che il 2016 è stato un anno record per Fca e ha aggiunto che “Fiat Chrysler e il gruppo si sta muovendo con decisione verso la realizzazione degli obiettivi del piano industriale. Abbiamo preso tutte le decisioni industriali necessarie e il nostro obiettivo è realizzare il piano”. Finora, ha spiegato ancora il manager, il piano 2014-2018 è stato realizzato al 60% e c’è fiducia riguardo alla possibilità di raggiungere gli obiettivi del 2018 e e in particolare sul dimezzamento del debito nel 2017 rispetto ai 4,6 miliardi dell’anno scorso per arrivare al suo azzeramento alla fine dell’attuale piano industriale. Marchionne ha poi  espresso “un giudizio complessivamente positivo del programma economico del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump”, ma si è detto preoccupato “dei possibili effetti asimmetrici di uno strumento come i dazi doganali”, tema sul cui “impatto” Fca “offrirà la propria prospettiva al presidente”.  “Abbiamo bisogno di vedere piu’ del piano di Trump”, ha detto ancora Marchionne, “la nostra volontà di seguirlo è chiara” se ci sarà “un giusto rafforzamento del contesto economico che porti a una ripresa della produzione manifatturiera” negli Usa.

 

italiaoggi.it

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