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Italia e Algeria d’ accordo sulla questione Sahara Occidentale

Italia e Algeria d’ accordo sulla questione Sahara Occidentale

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Pochi giorni fa il presidente del consiglio Draghi ha concordato con il presidente algerino Abdelamijd Tebboune “pieno sostegno dell’inviato ONU per il Sahara Occidentale, Staffan De Mistura, e della missione ONU per il referendum nel Sahara Occidentale (MINUSRO) per concludere la decolonizzazione del territorio”. Gli stessi hanno condiviso il diritto di autodeterminazione del popolo saharawi e chiesto di risolvere il conflitto saharawi nel quadro della legalità internazionale.

La questione che da anni persiste nel Sahara Occidentale, in Italia non è rimasta solo nelle stanze dei palazzi romani ma, diverse amministrazioni comunali, hanno avviato opere di supporto e solidarietà al popolo saharawi. Tantissime sono le città e gli enti di diritto pubblico gemellati o che cooperano con i centri del Sahara Occcidentale. Il comune di Sesto fiorentino è stato il primo a gemellarsi con la tendopoli di Mahbes nel 1984 e quest’alleanza è stata ribadita in occasione della “IV Conferenza Internazionale delle Città gemellate con il Popolo Saharawi” nel 2018. In questa città, solidale con il popolo saharawi, è presente anche il Centro di Documentazione sul Sahara Occidentale “Mohamed Abdelaziz” che promuove gli studi sulla cultura, economia e politica di quel Paese. La stesso è stato fatto dall’amministrazione comunale di Campi Bisenzio gemellato con la tendopoli di Bir Lehlu dal 1993

Il 15 luglio a Firenze i rappresentanti dei comuni europei gemellati con le città saharawi hanno sostenuto “la necessità di unire gli sforzi per consentire al popolo sahrawi di ottenere l’indipendenza e di sfruttare appieno i propri diritti”. All’evento hanno partecipato diverse figure del Sahara occidentali quali il ministro della Cooperazione, il rappresentante del POLISARIO in Europa e dal direttore centrale dell’iniziativa di gemellaggio. Il 30 luglio, invece, a Sesto Fiorentino è intervenuta la delegata del Fronte Poliasrio in Italia, Fatma Hafdal-la Sidi Al-lal ed ha dichiarato nel suo discorso che “la questione del Sahara Occidentale è una questione di determinazione politica perché è molto chiaro che è una questione di decolonizzazione, serve solo una vera volontà politica internazionale”.

Negli anni molti comuni italiani ed europei, hanno messo a punto dei progetti come l’”holiday in peace” che vede bambini saharawi trascorrere un periodo di vacanza, studio e visite mediche in diverse città, ospitati da famiglie di volontari. In questi giorni, in diverse città italiane come Roma, Firenze, Napoli, Riano, Fucecchio, sono stati ricevuti da sindaci ed esponenti delle amministrazioni comunali i bambini ed i rappresentanti del popolo sarahawi e non è mancato il sostegno alla causa di quelle genti. Qualche anno fa, nel 2017, anche alla Camera dei Deputati sono stati ricevuti i bambini ed i rappresentanti saharawi ed anche in quell’occasione era stata espressa piena partecipazione e sostegno.

Con questi incontri viene confermata la volontà di promuovere i rapporti di amicizia e solidarietà con questo popolo del deserto che non vuole rinunciare alla propria identità.

Precipua è l’importanza di questi scambi culturali con altri popoli da parte dei bambini in quanto, come tra l’altro ha riferito anche il loro delegato in Italia, essi “rappresentano la speranza, il futuro, sono il fondamento di un progetto statale a lungo termine, costruito per il futuro di un popolo che vuole vivere in pace ed armonia”.

Fonte: Difesaonline.it

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