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IL DOVERE DI GARANTIRE LE LIBERTA’ .

IL DOVERE DI GARANTIRE LE LIBERTA’ .

I fatti di Firenze e Pisa sono fatti divisivi nell’opinione pubblica nazionale, disvelano stati psicologici da non sottovalutare al punto che si è res

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I fatti di Firenze e Pisa sono fatti divisivi nell’opinione pubblica nazionale, disvelano stati psicologici da non sottovalutare al punto che si è reso necessario l’intervento del Presidente della Repubblica.
La nostra Costituzione, nata dopo l’esperienza ventennale della dittatura fascista e dopo una cruenta guerra civile per conquistare Libertà, Democrazia e approdare alla  Repubblica, stabilisce all’art. 17 che tutti i cittadini hanno il diritto di riunirsi a condizione che la riunione sia pacifica e senz’armi. Non serve quindi alcuna autorizzazione che, invece, era imposta sotto la dittatura fascista.
Nell’Italia Repubblicana è sufficiente trasmettere un semplice preavviso alle autorità.
La differenza è sottile perché il principio guida è il diritto di riunirsi e manifestare e un divieto sarebbe un caso eccezionale, dovrebbe essere ben motivato e le Forze dell’Ordine hanno il dovere di garantire l’estrinsecazione della libertà nell’alveo del diritto cioè nel rispetto delle regole.
Non è una “sfumatura” giuridica ma è un principio cardine del nostro vivere democratico.
E’ quindi un fatto importante che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sia dovuto intervenire con forza, richiamando tutti,  definendo, giustamente, un fallimento l’uso del manganello con i giovani.
Le sue parole non si prestano a equivoci:
Il Presidente della Repubblica ha fatto presente al Ministro dell’Interno, trovandone condivisione, che l’autorevolezza delle Forze dell’Ordine non si misura sui manganelli ma sulla capacità di assicurare sicurezza tutelando, al contempo, la libertà di manifestare pubblicamente opinioni.
Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento”.

Mattarella non è solo Presidente ma un raffinato giurista. Le sue parole non sono solo un monito morale ma un avvertimento per il Governo, per le Forze dell’Ordine e per l’intera Società Civile. Il termine “fallimento” riguarda tutti noi, proprio come Democrazia e Libertà.
L’ordine pubblico, nelle democrazie, a differenza di quanto avviene delle dittature, consiste nel garantire l’ordinato sviluppo delle libertà costituzionali.
Non è la prima volta che le Forze dell’Ordine decidono per le maniere forti.  Ma in questo caso, trattandosi di minori è fondamentale verificare se possa ravvisarsi una forma di intimidazione. E’ quindi nell’interesse dell’intera filiera di comando verificare i fatti.
Non entro sul merito della manifestazione perché, trattandosi di un diritto, quello di manifestare, esso va garantito, punto e basta!
Se l’uso dei manganelli fosse stato inappropriato, tale sintomo sarebbe grave inducendo alla diagnosi di una democrazia sempre meno in salute.
Nei regimi autoritari non vi si cade da un giorno per l’altro ma con un costante ruzzolare verso gli stessi. Quando ci si rende conto, di solito è troppo tardi, come anche la Storia, non poi tanto lontana d’Italia, ricorda.
Benito Mussolini, fu eletto Presidente del Consiglio il 31 ottobre 1922. In soli 3 anni trasformò il Paese in regime totalitario. Avvenne via via erodendo le più elementari libertà, comprese quelle di manifestazione e opinione, usando violenza verbale e la forza dello squadrismo, manganello e olio di ricino, e altri metodi persuasivi, furono fondamentali per eliminare ogni opposizione.

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