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Boeri: “Senza l’adeguamento dell’età pensionabile si mina l’occupazione”

Boeri: “Senza l’adeguamento dell’età pensionabile si mina l’occupazione”

Il presidente dell'Inps Tito Boeri, nel corso di un convegno a Milano sulle Pmi organizzato dal Cerved,  ha detto: "Il punto è che in un sistema i

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Il presidente dell’Inps Tito Boeri, nel corso di un convegno a Milano sulle Pmi organizzato dal Cerved,  ha detto: “Il punto è che in un sistema in cui le pensioni di oggi vengono pagate dagli attuali lavoratori, se non adeguiamo l’età pensionabile alla speranza di vita aumentiamo il carico fiscale e contributivo che pesa sui lavoratori e quindi distruggiamo l’occupazione”. Poi, parlando del tema delle pensioni più alte, ha affermato: “Coloro che hanno delle pensioni alte sono persone con speranza di vita più lunga e quindi una redistribuzione da un pensionato ricco a quello più povero avrebbe un senso”. Riguardo alla proposta di costituire una commissione per il calcolo delle differenze della speranza di vita in base al lavoro che si svolge Boeri ha aggiunto: “La commissione deve avere un ruolo. E’ importante che tutte le decisioni non vengano prese prima che la commissione venga creata”. “Troverei giusto che si decidesse adesso una quota di lavoratori che viene esentato dall’adeguamento e che venga poi affidata alla commissione il compito di identificare le categorie di lavoratori che hanno una speranza di vita più breve”. Infine in merito alla commissione per calcolare le differenze dell’aspettativa di vita in base al lavoro che si svolge il presidente dell’Inps ha spiegato: “Una commissione di questo tipo ha bisogno di avere accesso a un insieme di banche dati molto ricco, non solo quelle del l’Inps ma quelle del ministero del Lavoro e inail e nessuno ne parla ma credo anche quelle del ministero della salute”. “Penso che sarebbe importante che il confronto pubblico si basasse sui dei risconti obiettivi come quelli che questo lavoro potrebbe mettere a disposizione. Poi ovviamente i politici decidono liberamente ma possono decidere su una base informativa molto più ricca se a questa commissione viene data la possibilità di lavorare”. Lunedì prossimo, prima con un confronto ancora tecnico e poi con il tavolo ‘politico’ tra i vertici di governo e sindacati, si tireranno le fila e si vedrà se un accordo è possibile o no. La proposta presentata dall’esecutivo al tavolo tecnico con Cgil Cisl e Uil prevede che, in pratica, dal 2021 l’aspettativa di vita verrebbe calcolata considerando la media del biennio 2018-2019 confrontata con la media del biennio precedente; l’eventuale aumento sarebbe portato sul biennio 2021-2022. Nel caso invece di calo, questo sarebbe ‘scalato’ nel biennio successivo (2023-2024), che a quel punto resterebbe fermo, senza cioè che aumenti l’età. Per i sindacati gli eventuali cali andrebbero assorbiti subito per il biennio in considerazione e non rimandati al successivo. L’adeguamento (dopo quest’ultimo triennale) resterebbe ogni due anni. Intanto secondo la classifica stilata dalla Uil l’economia italiana è praticamente all’ultimo posto tra le economie più avanzate della Ue e parecchio indietro in generale nella classifica della Ue a 28. Gli italiani godono di buona salute ed hanno un’ottima aspettativa di vita ma, visto il ritardo di 3 anni del momento di andare in pensione rispetto alla media europea, ci restano per una durata di tempo inferiore rispetto agli altri paesi Ue: gli uomini italiani percepiscono l’assegno pensionistico per una media di 16 anni e 4 mesi, 2 anni e 5 mesi in meno rispetto alla media europea, le donne per 21 anni e 7 mesi, 1 anni e 7 mesi in meno rispetto alla media europea.

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