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Innovazione sociale e tecnologica: l’ etica è utopia?

La Silicon Valley ha perso il suo carisma propulsore? Economia civile, human marketing, inclusione ed etica digitale cambiano le frontiere del viaggio verso un Neo Umanesimo Digitale. Il parere di un pool di cinque super esperti della materia dell’innovazione sociale e tecnologica

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Possiamo dire che la Silicon Valley ha perso gran parte del suo carisma propulsore? E che la classe dirigente delle Digital Company non ha saputo gestire il velocissimo cambiamento delle proprie organizzazioni ma soprattutto non è stato in grado di dare risposte concrete alla società civile che chiedeva trasparenza e compartecipazione? Lo abbiamo chiesto a un pool di cinque esperti, presenti da decenni sulle scene dell’innovazione sociale e tecnologica globale, attenti all’evoluzione e ai cambiamenti, non solo materiali, portati dall’innovazione IT.

Innovazione sociale e tecnologica, tutelare (meglio) la proprietà dei dati decentralizzando

«La Silicon Valley è un vecchio mito – esordisce Massimo Giordani, Presidente di AISM, l’Associazione Italiana Sviluppo Marketing –. Ci serviamo spesso di questo titolo volutamente provocatorio che nasce da una serie di riflessioni legate agli sviluppi di questi ultimi anni, all’evoluzione dei mondi virtuali, dei multiversi, ma anche di tutta l’area social in senso allargato. Un tipo di cultura che si è intrecciata pesantemente con problematiche di tipo etico, tema divenuto di massima attualità ai giorni nostri. Oggi viviamo una situazione molto particolare, in cui quelli che ieri erano nerd che sperimentavano nei loro garage oggi sono diventati i padroni delle multinazionali che controllano quantità immense di dati. Questo salto è giunto cogliendo di sorpresa prima di tutto loro stessi. Inevitabilmente, la governance di questo meraviglioso sogno è diventata sempre più complessa e portatrice di nuove problematiche legate al potere dei dati. Pur essendoci state, agli inizi dell’era social, le migliori intenzioni, indubbiamente ai nostri giorni si aprono problematiche etiche di straordinaria importanza. Mi sembra utile ricordare, a questo punto, che la pubblicazione di contenuti da parte di tutti noi, utenti prosumer, è sicuramente fonte di reddito per la piattaforma che li accoglie, ma non lo è per gli autori che, generalmente, possono avere solo benefici indiretti derivanti dalla soddisfazione di avere qualche “like”».

Fonte: Digital4.biz

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