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Il telerilevamento satellitare nelle applicazioni militari

Il telerilevamento satellitare nelle applicazioni militari

Uno degli utilizzi dei satelliti per scopi militari è quello riguardante il settore del telerilevamento che da dopo la metà del secolo scorso ha inizi

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Uno degli utilizzi dei satelliti per scopi militari è quello riguardante il settore del telerilevamento che da dopo la metà del secolo scorso ha iniziato a suscitare un interesse e una curiosità di studio via via sempre più crescente e accelerata da parte dei governi dei paesi del mondo maggiormente sviluppati, avviando una vera e propria corsa con programmi di ricerca per la realizzazione di tecnologie spaziali indirizzate alla difesa e alla sicurezza.

Il telerilevamento militare, sulla base di una profilazione storica, si può considerare un’evoluzione della fotografia aerea che ebbe inizio, per fini bellici, durante la guerra Italo-Turca in Libia nel 1912 dando avvio a quello straordinario percorso che poi ha portato alla nascita del telerilevamento militare.

Infatti, da quel momento storico le trasformazioni geopolitiche, la rivoluzione negli affari militari (RMA), le necessità derivanti da nuove visioni applicative, la curiosità e il desiderio di conoscere, sono stati i fattori propulsivi che hanno suscitato l’occorrente motivazione e dato modo di raggiungere i risultati ottenuti fino ad oggi e che continuano a profondere inarrestabile spinta per conseguire ulteriori miglioramenti e nuovi obiettivi nel prossimo futuro.

Discutere su questa particolare tematica, in ogni caso, è fuori dubbio cosa molto articolata e delicata sia per quanto attiene le diverse implicazioni disciplinari sia per quanto concerne l’aspetto non secondario dell’appartenenza di alcune informazioni c.d. “sensibili” a una classificazione di segretezza.

Attraverso questa trattazione provo comunque ad affrontare lo stimolante e appassionante argomento fornendo ed esplorando, in una forma semplice, quei lineamenti considerati utili ed essenziali per entrare in una confidenza nozionistico-conoscitiva.

Iniziamo subito nel dire che, in ambito militare, quando si parla di telerilevamento satellitare il campo di applicazione trova riflesso nelle seguenti e fondamentali finalità: sorveglianza di aree di interesse strategico; rilevazione degli obiettivi militari; acquisizione dei dati sugli obiettivi; sorveglianza delle attività militari; early warning (allerta precoce o preallerta); sorveglianza sui mari; cartografia e meteorologia.

Facendo una summa delle appena citate applicazioni e delle stesse una ulteriore suddivisione emerge che il telerilevamento militare può assumere tre distinte classificazioni:

– telerilevamento operativo;

– telerilevamento geocartografico;

– telerilevamento meteorologico.

Si tiene a precisare anche che, a livello generale, il telerilevamento militare si incentra in tre settori operativi focali qui schematizzati, ognuno dei quali comprendente parametri e capacità esplicitate in particolari definizioni operazionali e requisiti funzionali.

Pertanto, troviamo:

a) il 1° Settore Operativo che considera:

– la definizione della missione attraverso: acquisizione degli obiettivi; rivelazione degli obiettivi; riconoscimento degli obiettivi; identificazioni; mezzi di verifica cooperativa ed evidenziazione signatures (c.d. azioni di “verifica per il controllo armamento e disarmo”);

– la definizione degli obiettivi, prende in esame: tipi; dimensione areale della scena o del teatro operativo; dimensione degli obiettivi; spaziatura degli obiettivi; clutter/decluttering rivolto alle condizioni del c.d. “eco di ritorno”.

b) il 2° Settore Operativo che considera:

– i requisiti temporali consistenti in tre diverse “tipologie di tempo”, nel: tempo di rivisitazione; tempo di comando; tempo di analisi/processamento e consegna all’utente operativo;

– i requisiti orbitali riguardanti: l’altezza; l’inclinazione; l’eccentricità; il numero dei satelliti (impiegati per lo specifico progetto/programma e posti in cooperazione con altri sistemi spaziali utilizzati per le stesse finalità).

c) il 3° Settore Operativo che considera:

– i requisiti quantitativi, tengono conto: del numero di immagini fornite per periodo/mese (nei vari giorni di osservazione) e della superficie osservata e tracciata per giorno;

– i requisiti qualitativi, espressi dall’alta capacità di risoluzione delle immagini fornite nelle diverse condizioni d’uso o modalità d’acquisizione (multimodo, ognitempo, sorveglianza ottica, decamuffamento);

– i requisiti di copertura: area geografica totale; area di particolare interesse a cui accedere (numero e localizzazione); manovre richieste.

In tali attività le diversificate funzioni dei satelliti militari sono riservate ai c.d. “sensori” in collegamento con questi altri importanti aspetti:

– bande di frequenza, dipendenti da lunghezza d’onda ed effetti atmosferici;

– capacità di puntamento, espressa da accuratezza, precisione e dimensionalità;

– sensibilità, espressa da risoluzione geometrica e risoluzione radiometrica;

– caratteristiche fisiche-costruttive complessive dei moduli satellitari comprendenti: dimensioni, peso, volume, forma, consumo, affidabilità, durata, costo, raffreddamento, hardening, sistemi e apparati meccanici associati.

Soffermandoci un po’ di più sui “sensori” considerati anche gli “elementi primari e sensibili” del satellite artificiale militare, si può dire che essi differenziandosi in sensori radar, sensori all’infrarosso e sensori ottici, si distinguono in “attivi” (6) e “passivi” (7) e comunque, in entrambe i casi, sono in possesso di quattro proprietà definite o offerte dalle c.d. “risoluzioni”, queste sono:

– la risoluzione spaziale, consistente nella distanza alla quale due oggetti risultano distinti nell’immagine che normalmente a terra viene misurata attraverso le dimensioni del pixel;

– la risoluzione radiometrica, indicante la differenza minima raggiante che il sensore riesce a percepire/captare ovvero a rilevare;

– la risoluzione spettrale, data dall’ampiezza delle bande spettrali risolte ed espressa in lunghezza d’onda;

– la risoluzione temporale, definibile come il tempo occorrente/intercorrente tra due riprese in sequenza effettuate sulla stessa area di osservazione.

Non in ultimo troviamo poi il c.d. “dimensionamento orbitale”, framework nel quale si svolge il telerilevamento che è dato da tre fattori:

– dall’altezza orbitale dell’assetto satellitare compresa in un range di 250 – 800 Km;

– tipologia di orbita, polare o ellittica;

– tempo di contatto a terra.

Quanto descritto necessita del supporto di un organo pulsante ovvero del “sistema di telerilevamento” che sviluppandosi con una propria ed esclusiva architettura strutturale trova realizzazione su due esclusivi segmenti “spaziale” e “terrestre” (o terreno):

– il segmento spaziale è costituito da satelliti polari e satelliti su orbita inclinata;

– il segmento terrestre è costituito da stazioni di terra (che trasmettono i dati ai Centri di Controllo Spaziali), Unità di Processo delle immagini, Centri di correlazione e fusione dei dati, Centro di controllo della missione, Comandi militari coinvolti (nei vari livelli ordinativi), utenti/unità operative, il tutto in uno scambio di informazioni e richieste in una forma bidirezionale.

Per completezza argomentale, altro aspetto confluente da citare sono le “coperture militari satellitari”, possiamo trovarne tre tipi, consistono in determinate “aree” di diversa ampiezza e sono così definibili:

– copertura strategica con circuiti di comando terrestre e aeronavale (a livello nazionale);

– area di servizio tattico Europa e Mutual AID alleato (a livello regionale);

– copertura globale tattica (aeronavale, diplomatica e d’informazione).

In queste coperture si riferisce che i sistemi satellitari militari, sostanzialmente, devono perseguire e sviluppare i seguenti scopi o finalità:

– complementare le reti informative e TLC “interforze” e “d’arma”;

– interoperare e condividere con le reti informative e TLC alleate;

– contribuire allo sviluppo di un sistema integrato, anche se alternativo ed indipendente, per il Comando e Controllo, in estensione per gli indirizzi C4ISTAR , Security and Cyber DefenceCyber Operations;

– assicurare coperture che possono prevedere sia zone regionali “di nuovo interesse” sia “conosciute (necessitanti di maggiore attenzione)” per la sicurezza nazionale e internazionale;

– resistenza al disturbo intenzionale (jamming);

– resistenza ai disturbi EMC/EMI (hardening);

– flessibilità d’impiego (considerando pure la possibilità “dual use”);

– coperture geografiche di imaging basate su parametri e requisiti operativi;

– sicurezza e segretezza delle comunicazioni;

– affidabilità anche in caso di fronteggiamento contro sistemi di intercettazione (ELINT Spaziale) e di inganno (ingannatori dei sottosistemi ottici e di sensori);

– infallibilità (9).

Un concetto fondamentale da tener presente nel telerilevamento è che permette l’acquisizione di informazioni sull’ambiente terrestre attraverso uno strumento non in contatto diretto ma orientatovi, mentre le informazioni si riferiscono sia all’identificazione della tipologia di infrastruttura o mezzo di osservazione sia considerando alcune proprietà fisiche riscontrate sull’oggetto osservato quali: la temperatura, l’umidità, la forma ovvero le caratteristiche geometriche, l’ubicazione geografica, la staticità o il movimento, ecc..

Concludendo, poiché la storia di ogni scienza, fra cui quella militare, aeronautica e spaziale, ci insegna che solo attraverso l’osservazione è possibile ricavare le informazioni necessarie e scoprire la verità nelle dimensioni dell’esistente, del visibile, dell’esplorabile, del riconoscibile e dell’interpretabile – dando testimonianza effettiva e un ordine sequenziale-cronologico agli eventi – si può fornire sul “telerilevamento satellitare militare” la definizione qui di seguito riportata.

l “telerilevamento satellitare militare” è un sistema strutturato e avanzato prodotto da saperi scientifici e tecnologici che nello spazio, in remoto, attraverso l’utilizzo di assetti dedicati, da un punto di osservazione privilegiato nelle posizioni orbitali pianificate, consente l’acquisizione e la trasmissione a terra di immagini e dati offrendo in conoscenza qualitativa e quantitativa elementi fondamentali e oggettivi per effettuare analisi e indagini su aree d’interesse, di superficie variabile, per capire dalle attività in svolgimento la realtà “situazionale” e “intenzionale” al fine di raggiungere uno scopo per sostenere e garantire le scelte decisionali e le azioni operative nelle missioni di difesa e sicurezza.

Fonte: Aresdifesa.it

 

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