Deutsche Bank: “Il binomio lusso-turismo è un possibile volano per l’Italia”

Presso la sede di Borsa Italiana, il 16 novembre a Milano, si è svolto  il 22esimo Fashion & Luxury Summit, organizzato da Pambianco Strategie di Impresa e Deutsche Bank con il titolo “Il futuro della moda italiana”. La convention quest’anno ha voluto analizzare le strategie e gli strumenti che oggi le aziende hanno a disposizione per crescere a livello internazionale.

Ha aperto i lavori il CEO di Borsa Italiana Raffaele Jerusalmi che ha ricordato come la moda sia un settore fondamentale non solo per l’economia italiana in generale ma anche per la Borsa: oggi sono 42 le aziende del fashion quotate e 40 le imprese che fanno parte di Elite, il programma creato dal London Stock Exchange Group in Borsa Italiana nel 2012 per supportare la crescita delle imprese. Jerusalmi ha sottolineato: “Assistiamo a un grande interesse degli investitori stranieri nei confronti del sistema moda italiano; i numeri sono in crescita, continuano ad arrivare richieste di quotazione e la pipeline del 2018 registra già numeri record per quanto riguarda le società italiane”. Il CEO di Borsa Italiana ha spiegato: “Come Borsa Italiana stiamo cercando di supportare le aziende del comparto nell’avere visibilità a livello internazionale: il 18 dicembre lanceremo l’iniziativa “Listed Branded Italy”, una vetrina per aziende e brand conosciuti a livello internazionale, selezionati da investitori e analisti di diverse parti del mondo: il progetto partirà con 22 aziende, delle 67 ritenute papabili, e con un indice dedicato che valorizzerà tali società”.

Nel suo intervento Flavio Valeri, Chief Country Officer di Deutsche Bank Italia, ha sottolineato che sebbene le banche estere abbiano la tendenza a focalizzarsi sui grandi gruppi, Deutsche Bank ha a livello locale programmi e servizi per supportare tutta la filiera delle piccole e medie imprese italiane. È inoltre di fondamentale importanza capire come il mondo della distribuzione internazionale si approcci all’universo moda e lusso, settore che cresce del 6/7%, con un export italiano in aumento del 4/5%.

L’intervento di Francesca Di Pasquantonio, Head of Global Luxury Research di Deutsche Bank, ha evidenziato il ruolo chiave del turismo per la crescita del lusso a livello europeo e in particolar modo italiano. L’analista di Deutsche Bank ha sottolineato la ripresa del comparto italiano del lusso nel 2016, con aspettative di crescita del 6/7% per il 2017. Ripresa trainata in particolare dai consumatori cinesi, che rappresentano oggi un terzo della domanda e potrebbero arrivare nei prossimi anni al 40%. Anagraficamente a guidare tale crescita sono i millennials che oggi sono il 36% dei consumatori totali, pesano per il 27% della domanda e sono destinati a crescere. Un altro asset fondamentale per la ripresa del lusso è rappresentato dal turismo: oltre la metà della spesa totale di beni di lusso è generata dai turisti, soprattutto in Europa e Asia, ad eccezione del Giappone dove la domanda di lusso è prevalentemente domestica, così come per gli Stati Uniti. Oggi il travel retail può arrivare a pesare per il 10% sul fatturato aziendale; si tratta inoltre di un canale non in competizione con l’e-commerce, grazie al duty free. Va da sé che per un Paese come l’Italia, meta turistica per eccellenza, che conta 26 aziende tra le 100 più importanti al mondo per il lusso, con una fatturato di 1,3 miliardi di dollari, sfruttare le sinergie tra turismo e lusso potrebbe rivelarsi una strategia vincente. Di Pasquantonio ha affermato che il nostro Paese deve far leva sui suoi punti di forza per affrontare i cambiamenti in atto: design e creatività, produzione industriale e artigianalità, capacità comunicativa. Secondo la manager sarebbe auspicabile la creazione di un conglomerato italiano del lusso, che supporti le piccole aziende nel processo di internazionalizzazione.

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