Farina di grilli e tagliatelle di alghe, Obama a Milano parla del futuro del cibo

Tra l’8 e l’11 maggio la città ospiterà la terza edizione di Seed&Chips, l’incontro dedicato all’impatto di startup e nuove tecnologie sull’industria alimentare. Con un dialogo tra l’ex presidente americano e il suo chef e decine di aziende innovative che sperimentano tra campo e cucina.

Biscotti alla farina di grillo, tagliatelle di alghe, mini serre da appartamento, piatti assemblati con gli algoritmi. Cosa mangeremo tra cinque o dieci anni? Per scelta, per necessità o per innovazione, qualcosa di molto diverso da oggi. Per scelta, perché sempre più persone, i Millennials in particolare, sono attenti a quello che mettono in pancia. Per necessità, perchè entro il 2050 la popolazione della Terra avrà due miliardi e mezzo di bocce in più da sfamare. E per innovazione, perché tante startup stanno sperimentando nuove tecnologie da applicare alla filiera alimentare, dalla produzione al consumo. Di questo si parlerà da lunedì 8 a giovedì 11 a Milano, durante la terza edizione di Seed&Chips, summit globale sul futuro del cibo. Che avrà come suo ospite d’onore l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, in una delle sue prime uscite ufficiali dalla fine del mandato. Il tema della nutrizione, anche per merito della moglie Michelle, è stato al centro del suo mandato. Obama lo spiegherà martedì 9 con un intervento dal palco e a seguire in dialogo con Sam Kass, giovane chef della Casa Bianca e primo consulente dell’amministrazione americana in materia di cibo.

Che qualcosa stia cambiando nell’approccio dell’Occidente all’alimentazione è evidente: dal moltiplicarsi dei programmi televisivi dedicati alla cucina, al boom (+20% in Italia nel 2016) delle vendite di prodotti biologici, che nei carrelli dei nostri supermercati, secondo un sondaggio Ipsos, sono arrivati a contare per oltre il 3% del totale. Il 60% degli italiani, certifica un’indagine di Swg, legge le etichette sulle confezioni dei prodotti, attenta a provenienza e tracciabilità degli alimenti. E la sorpresa è che questa nuova attitudine è particolarmente diffusa anche tra i più giovani, i cosiddetti Millennials, da sempre associati al consumo di junk food: l’80% di loro, dicono gli organizzatori dell’evento, vuole sapere di più sulla provenienza del cibo che consuma. Se si tratta di moda o di vera rivoluzione lo si capirà, ma nel frattempo si sono adeguate anche le grandi multinazionali dell’alimentare come Coca-Cola, Pepsi e McDonald’s, sempre più attente a presentarsi ai clienti con una veste di responsabilità calorica.

Così in ogni conferenza di Seed&Chips sarà presente sul palco almeno un under30. E giovanissimi sono anche molti dei fondatori di startup innovative presenti alla manifestazione. L’italiana Addento sta commercializzando una linea di prodotti preparati con la farina di grilli, ingrediente con un contenuto proteico più che doppio rispetto alla bresaola, mentre Mi Green Food, in collaborazione con l’Università del Maryland, lavora con i micrortaggi, plantule commestibili ricche di vitamine. L’olandese Seamore Food prepara bacon e tagliatelle a base di alghe, l’americana New Wave Food frutti di mare a base vegetale, studiati per limitare l’impatto della pesca industriale sui mari. Nuove pietanze che, se non sostituire, potrebbero almeno affiancare quelli a cui oggi siamo abituati: il 35% degli italiani, dice Ipsos, si aspetta di vedere scendere nei prossimi cinque anni il consumo di carne. Altre tecnologie invece si guardano a produzione e preparazione degli alimenti: la startup milanese Robonica ha creato una micro serra connessa, Linfa, che permette di coltivare anche in appartamento erbe aromatiche e insalata, pronte in soli cinque giorni; la belga Foodpairing usa il suo database di ingredienti e prodotti per progettare nuovi abbinamenti; la londinese Winnow sfrutta sensori e tablet per monitorare e ridurre gli sprechi delle cucine industriali. Secondo gli analisti di Cb Insights gli investimenti in startup legate all’industria del cibo, il cosiddetto foodtech, sono arrivati nel 2016 a un miliardo di dollari.

Barack Obama parlerà martedì 9 (tutte le informazioni sull’evento qui). Sarà una delle prime uscite pubbliche dell’ex presidente degli Stati Uniti, dedicata a un tema che è stato tra le priorità delle sue politiche alla Casa Bianca e che sembra destinato a restarlo anche nella sua nuova vita da privato cittadino. Obama e l’ex first lady Michelle hanno appena lanciato la loro fondazione, l’Obama Foundation: al momento non ha ancora dei campi di azione specifici, ma è probabile che educazione alimentare e nutrizione siano in cima alla lista.

 

 

 

 

repubblica.it

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