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L’impronta ecologica, spiegata: cos’è e come si calcola

Tra i vocaboli inseriti nel 2012 dall’Enciclopedia Treccani nel Lessico del XXI Secolo c’è “Impronta ecologica”. Ma cos’è? Citata per la prima volta nel 1996 dall’ambientalista svizzero Mathis Wackernagel e dal bioecologo ed economista canadese William Rees nel libro “Our Ecological Footprint: Reducing Human Impact on the Earth” è, come citato dalla prestigiosa enciclopedia, «l’indice statistico che confronta il consumo umano di risorse naturali di una certa porzione di territorio con la capacità della Terra di rigenerarle, stimando l’area biologicamente produttiva (di mare e di terra) necessaria a rigenerare le risorse consumate e ad assorbirne i rifiuti».

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Il significato di impronta ecologica

Spiegata più semplicemente l’impronta ecologica è quel parametro che ci indica quanta porzione di pianeta consuma una determinata attività, sia essa la produzione di un bene, l’organizzazione di un evento o la vita di un essere umano. Anche ogni uomo lascia la propria impronta ecologica e ogni piccolo cambiamento delle abitudini può farla cambiare. Per questo comprendere appieno il significato di impronta ecologica è fondamentale per tutti.

Come si calcola l’impronta ecologica

Nessuno è in grado di calcolare da solo la propria impronta ecologica. Esistono però alcuni calcolatori on line che, a fronte dell’inserimento di alcuni parametri sul comportamento, possono calcolarla. L’unità di misura dell’impronta ecologica è il gha (ettaro globale), indice che mette in relazione la quantità di beni consumati in uno spazio delimitato con lo spazio stesso e può essere pro capite o globale. Oltre all’impronta ecologica personale, esiste anche quella globale, che determina l’impatto che tutte le attività antropiche hanno sulla Terra. Collegato all’impronta ecologica globale è l’Earth Overshoot Day, ovvero il giorno in cui l’impronta ecologica supera le capacità di rigenerazione delle risorse del pianeta.

Anche il Wwf utilizza l’impronta ecologica per redigere il Living Planet Report, documento che ha lo scopo di comunicare lo stato del Pianeta e incentivare l’inversione del trend della perdita della biodiversità, giunto nel 2020 alla sua 22° edizione.

Calcolatori on line

Esistono molti calcolatori on line dell’impronta ecologica: sono stati sviluppati da università e associazioni in tutto il globo. Tra questi c’è anche il Foot Print Calculator della Global Footprint Network, associazione no profit che ha tra i suoi fondatori Mathis Wackernagel, l’ambientalista che ha contribuito a dare la definizione di impronta ecologica.

L’impronta ecologica italiana e mondiale

Sempre la Global Footprint Network mette a disposizione gratuitamente dei big data sull’impronta ecologica globale e dei singoli Paesi, che possono servire sia da elementi di riflessione sia da monito per un futuro in cui la sostenibilità ambientale possa guidare le scelte politiche. L’Italia nel suo complesso, per esempio, che nel 1965 aveva una footprint procapite di 2,4 gha con un deficit di 1,4 gha ha toccato il suo massimo nel 2006 con 5,8 gha e un deficit di 4.8 gha, mentre gli ultimi dati disponibili che risalgono al 2017 indicano un’impronta ecologica pro capite di 4,4 gha e un deficit di 3,5 gha.

Nel frattempo, però, a partire dal 2009 la biocapacità del nostro territorio, che è l’area di terreno produttivo disponibile per produrre risorse o assorbire i rifiuti di anidride carbonica con le attuali pratiche di gestione, è calata da 1 a 0,9 gha per il depauperamento delle risorse.

Come ridurre l’impronta ecologica

Ognuno può ridurre la propria impronta ecologia con piccoli comportamenti che  dall’alimentazione all’abbigliamento, passano anche per la gestione energetica e dei rifiuti. Tra gli accorgimenti, alcuni che riportiamo, sono elencati nel sito dell’Unione Europea.

Prodotti alimentari

Scegliere alcuni prodotti piuttosto che altri e modificare il modo in cui si fa la spesa è uno strumento utile per ridurre la propria impronta ecologica. Ecco qualche consiglio.

  1. Consuma prodotti locali e stagionali
  2. Limita il consumo di carne, in particolare quelle rosse
  3. Scegli il pesce pescato in maniera sostenibile
  4. Quando fai la spesa usa borse riutilizzabili
  5. Evita prodotti con imballaggi in plastica eccessivi e, ove possibile, usa i negozi sfusi
  6. Fai in modo di acquistare solo quello che ti serve per evitare inutili sprechi

 Abbigliamento

Anche il modo in cui ci svestiamo può aiutare a combattere inquinamento e a ridurre l’impronta ecologica. L’industria tessile, infatti, è fra le più inquinanti. E allora:

  1. Prenditi cura degli abiti in modo che durino a lungo
  2. Prova a scambiare, prendere in prestito o affittare gli abiti, oppure a comprare quelli di seconda mano
  3. Acquista abiti realizzarti in maniera responsabile, ad esempio utilizzando materiali riciclati, o dotati di marchio di qualità ecologica

Trasporti

Muoversi in modo sostenibile consente di ridurre l’inquinamento legato al trasporto privato e pubblico. E allora:

  1. Usa la bicicletta o i trasporti pubblici
  2. Scegli con intelligenza quando e come guidare l’automobile
  3. Preferisci il treno per la prossima vacanza

Energia e rifiuti

Risparmio energetico e gestione virtuosa degli scarti possono fare la differenza in quanto a impronta ecologica. Ecco qualche consiglio.

  1. Riduci il riscaldamento di 1ºC e farai la differenza
  2. Riduci la durata della doccia e chiudi l’acqua mentre ti insaponi
  3. Chiudi l’acqua quando lavi i piatti o ti lavi i denti
  4. Spegni i dispositivi elettronici e non lasciare in carica il cellulare quando la batteria è piena
  5. Non archiviare dati inutili nel cloud
  6. Scegli prodotti efficienti sul piano energetico con un’etichetta “A”
  7. Limita e ricicla i rifiuti

Fonte: Wisesociety.it

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