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Corte dei conti. Analisi sulla gestione 2016 di CDP

Corte dei conti. Analisi sulla gestione 2016 di CDP

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La Corte dei conti, nell’analisi condotta sulla gestione 2016 di Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. e del suo Gruppo, ha evidenziato che i risultati del 2016 confermano il ruolo centrale e di promozione svolto dal Gruppo CDP a sostegno dell’economia italiana.

I risultati economici ritornano verso i valori del 2014 registrando un forte miglioramento con utile netto CDP SpA pari a €1,7 mld (+ 86% rispetto a € 0,9 mld del 2015) e utile netto di Gruppo pari a € 1,1 mld (rispetto alla perdita di € 0,9 mld del 2015). Il patrimonio netto CDP è pari a € 23,2 mld (+ € 3,7 mld rispetto al 2015) e patrimonio netto consolidato è pari a € 35,7 mld (+ €1,1 mld rispetto al 2015).

Il 2016 è stato il primo anno del nuovo Piano Industriale 2016-2020 che ha definito ambiziosi obiettivi di medio-lungo periodo, sia in termini di risorse mobilitate per l’economia, sia in termini di nuova gamma di strumenti operativi, molto più ampia di quella tradizionalmente in essere.

In linea con quanto previsto, l’esercizio 2016 ha quindi segnato un importante cambiamento nell’operatività di CDP, a seguito dell’avvio delle principali iniziative di business lungo le quattro linee di intervento definite dal Piano (Government, PA e infrastrutture; Internazionalizzazione; Imprese; Real Estate).

L’anno 2016 ha visto inoltre CDP chiamata ad operare su diversi fronti che ne hanno coinvolto l’esposizione: l’investimento nei fondi Atlante I e II, nati per stabilizzare il sistema bancario italiano attraverso il sostegno nelle operazioni di ricapitalizzazione e la cessione dei crediti in sofferenza del settore; la proposta formulata nell’ambito del processo di vendita dei complessi aziendali facenti capo a ILVA S.p.A. e ad altre società del medesimo gruppo; la cessione a Poste Italiane di una partecipazione azionaria in FSIA, holding di SIA, società leader nel business della monetica, dei pagamenti e dei servizi di rete, realizzata da FSI Investimenti; la cessione della partecipazione in Metroweb detenuta da FSI Investimenti a Open Fiber, società nata nel dicembre 2015 con l’obiettivo di realizzare l’installazione, la fornitura e l’esercizio di reti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica su tutto il territorio nazionale; la scissione di SNAM avente ad oggetto la partecipazione in Italgas Reti contestuale alla quotazione di Italgas.

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