Le nuove sanzioni europee contro la Russia potrebbero avere effetti che vanno ben oltre la geopolitica. Con il ventunesimo pacchetto di misure annunci
Le nuove sanzioni europee contro la Russia potrebbero avere effetti che vanno ben oltre la geopolitica. Con il ventunesimo pacchetto di misure annunciato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Bruxelles si prepara infatti ad aprire un nuovo fronte: quello della pesca e dei prodotti ittici.
Tra i comparti che potrebbero essere colpiti figurano alcune delle specie più importanti per il mercato europeo, a partire dal merluzzo nordico, da cui derivano prodotti come baccalà e stoccafisso, e dal pollock dell’Alaska, ampiamente utilizzato dall’industria alimentare. Si tratta di una novità significativa, perché il settore della pesca era rimasto finora relativamente ai margini delle sanzioni occidentali.
La questione interessa da vicino l’Italia. Il nostro Paese dipende infatti in larga misura dalle importazioni per soddisfare la domanda interna di prodotti ittici e il merluzzo occupa un posto di rilievo nella tradizione gastronomica nazionale. Dal Veneto alla Liguria, fino a molte regioni del Sud, baccalà e stoccafisso rappresentano ingredienti storici della cucina italiana.
Secondo diversi operatori del settore, eventuali restrizioni alle importazioni provenienti dalla Russia potrebbero ridurre l’offerta disponibile sul mercato europeo e aumentare la competizione per le forniture alternative. Il risultato potrebbe essere un rialzo dei prezzi lungo tutta la filiera, dagli importatori fino ai consumatori.
È questo il punto che alimenta il dibattito. Se da un lato Bruxelles punta a colpire un comparto economico considerato strategico per Mosca, dall’altro c’è chi teme che le conseguenze possano ricadere soprattutto sui Paesi europei più dipendenti dalle importazioni, Italia compresa.
Negli ultimi anni il settore alimentare ha già dovuto affrontare rincari energetici, problemi logistici e pressioni inflazionistiche. L’introduzione di nuove restrizioni commerciali rischia di aggiungere un ulteriore fattore di instabilità a un mercato già sotto pressione.
Naturalmente, l’obiettivo dell’Unione Europea resta quello di ridurre le entrate economiche della Russia e aumentare l’efficacia del sistema sanzionatorio. Resta però aperta una domanda che accompagna da tempo il confronto sulle misure adottate contro Mosca: il costo economico per cittadini e imprese europee sarà proporzionato ai risultati ottenuti?
Per rispondere serviranno dati, analisi e il confronto con tutti gli attori coinvolti, dalle associazioni di categoria agli importatori, fino alle istituzioni europee e ai rappresentanti del settore ittico internazionale.
Una cosa, però, appare già evidente: se le nuove sanzioni dovessero colpire in modo significativo il mercato del merluzzo e dei prodotti derivati, l’Italia potrebbe essere tra i Paesi europei più esposti alle conseguenze economiche del provvedimento.

