Potrebbe essere tutto italiano uno dei moduli della futura stazione spaziale commerciale di Axiom. A rivelarlo all’Agi è stato Tejpaul Bhatia, il chie
Potrebbe essere tutto italiano uno dei moduli della futura stazione spaziale commerciale di Axiom. A rivelarlo all’Agi è stato Tejpaul Bhatia, il chief revenue officer dell’azienda texana. L’Italia non si arresta nella sua corsa alle orbite, dando seguito al recente memorandum di intesa firmato a Palazzo Chigi tra il governo, rappresentato dal ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, e il presidente e amministratore delegato di Axiom, Michael Suffredini. Il memorandum prevede di approfondire la cooperazione nell’ambito spaziale, sviluppando e attuando nuovi progetti congiunti. Axiom Space sta infatti costruendo, in collaborazione con la Nasa, la prima stazione spaziale commerciale, e partire dalla seconda metà del 2024, i primi moduli prodotti dalla società verranno collegati al Nodo 2 della Stazione spaziale internazionale (il cui pensionamento è previsto per il 2031), ampliandone l’abitabilità e l’utilizzo, prima di staccarsi per diventare un’infrastruttura residenziale e commerciale completamente autonoma.
Il memorandum
“Il memorandum di intesa recentemente firmato tra l’Italia e Axiom Space consente al governo italiano e all’industria privata di contribuire alla futura economia spaziale, partecipando alla costruzione, all’utilizzo e alla commercializzazione delle infrastrutture spaziali”, ha spiegato ancora Bhatia. Il memorandum infatti, per come è strutturato, permetterà ai due partner di collaborare su diversi aspetti, in particolare sulla “definizione delle soluzioni tecnologiche e dei concept operativi per un modulo italiano che potrà essere successivamente sviluppato ed integrato nella Stazione spaziale Axiom”. Ora sarà un gruppo di lavoro congiunto, composto da personalità provenienti sia dall’Italia sia da Axiom, a proseguire nell’attuazione del memorandum.
Il ruolo dell’Italia per la futura stazione Axiom
La prima stazione spaziale commerciale
La futura stazione fungerà non solo per sviluppare nuovi prodotti e mercati ma anche da piattaforma commerciale, utile a esplorare nuovi modelli di business e di networking, “anche tra le nazioni che desiderano rafforzare i loro legami esistenti e con nazioni con programmi spaziali emergenti che desiderano unirsi alla comunità del volo spaziale e dell’esplorazione umana”, ha sottolineato ancora Bhatia. Non solo, l’azienda texana sta anche lavorando al turismo spaziale, integrandosi ad altre compagnie che puntano a questo mercato come la SpaceX di Elon Musk o la Virgin Galactic.
Fonte: Formiche.net

