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Alphabet: ha trovato un modo per migliorare la catena di approvvigionamento mondiale

Alphabet: ha trovato un modo per migliorare la catena di approvvigionamento mondiale

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La crisi dei chip e della logistica continua ad incidere negativamente sulla disponibilità delle merci. È uno scenario venutosi a creare durante l’inizio dalla pandemia ed a cui i Paesi occidentali e i mercati maturi non erano più abituati. È una crisi profonda, che non si limita ai beni elettronici, ma riguarda i prodotti più disparati. Alphabet, la società madre di Google, è al lavoro tramite la sua divisione X (l’unità impegnata nello sviluppo di soluzioni innovative) per provare a migliorare la catena di approvvigionamento mondiale. Lo fa, ovviamente, usando lo strumento che le è più congeniale: la tecnologia, in particolare quella relativa ai sensori per monitorare le merci e all’intelligenza artificiale che elaborerà i dati trasmessi.

Project Chorus – questo il nome del progetto – parte da una premessa lapalissiana, ma che non può essere ignorata. La catena di approvvigionamento globale è altamente interdipendente e fragile, bastano anche piccole disfunzioni nel sistema per creare effetti a catena di notevole portata – un esempio eloquente è un lockdown localizzato in un’area dove sorge un importante scalo portuale che crea rallentamenti a catena, ma si pensi anche a quali sono stati gli effetti sulle consegne legati all’incidente del cargo nel canale di Suez.

SENSORI, SOFTWARE E IA PER COMPRENDERE E MIGLIORARE

Il team di Project Chorus afferma di aver trascorso gli ultimi tre anni e mezzo a studiare come funziona la catena di approvvigionamento mondiale. Tutti i soggetti della filiera interpellati sono stati concordi nel ritenere che una delle principali cause dei problemi riguarda la difficoltà nell’avere informazioni su dove ed in che stato si trovano i prodotti:

Dalle aziende di logistica statunitensi ed europee, ai distributori di medicinali nelle regioni Asia-Pacifico, la ragione che abbiamo sentito più spesso ripetere è la mancanza di visibilità del luogo e dello stato in cui si trovano i componenti del prodotti e i prodotti finiti

La soluzione proposta da Alphabet X si basa sullo sviluppo di nuovi sensori, software e strumenti per l’apprendimento automatico che permetteranno di ricavare le preziose informazioni. In tal modo sarà possibile sapere dove si trovano i prodotti, dove sono richiesti e come vengono utilizzati. Tracciare così le merci si traduce in un’attività funzionale ai successivi interventi per eliminare i colli di bottiglia nella catena dei fornitori e rendere più efficienti determinati passaggi. La combinazione delle tre tecnologie potrebbe, secondo Alphabet, migliorare notevolmente lo spostamento coordinato delle merci a livello mondiale.

IN CONCRETO

Il progetto è in fase di attuazione con i primi test effettuati in Giappone. Il team di Alphabet X ha posizionato dei sensori a bordo dei camion utilizzati per le consegne delle merci e ne ha tracciato lo spostamento sino al luogo di destinazione. I rilevamenti sono andati avanti per alcuni mesi. Elaborando la grande mole di dati, sono state ricavate utili informazioni sulle anomalie riscontrate nei tempi di consegna e individuate le aree in cui le merci impiegano più tempo ad essere consegnate (nella seconda immagine in basso a destra sono quelle contrassegnate con un cerchio rosso scuro).

Alphabet X prospetta ulteriori risvolti della tecnologia in sviluppo:

  • grazie ai sensori, le merci deperibili (cibo e medicinali) potrebbero segnalare se sono troppo calde o troppo fredde, e quanto tempo manca alla loro scadenza;
  • le aziende potrebbero ricevere informazioni predittive in tempo reale per evitare sprechi di merce e ritardi nelle consegne;
  • la domanda e l’offerta di determinate merci si potrebbero abbinare dinamicamente.

Gli sforzi di Alphabet X si concentrano inizialmente sui settori dei trasporti e della logistica, alimentare e dell’assistenza sanitaria, ma la tecnologia allo studio in futuro potrebbe portare benefici anche nel campo dell’edilizia, della vendita al dettaglio e del settore manifatturiero.

Fonte: Hdblog.it

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