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Boom della scatola nera in auto, ma conviene davvero?

Boom della scatola nera in auto, ma conviene davvero?

Cresce sempre di più in Italia il numero di chi sceglie di far installare sulla propria vettura la cosiddetta “scatola nera”. Il nome, che richiam

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Cresce sempre di più in Italia il numero di chi sceglie di far installare sulla propria vettura la cosiddetta “scatola nera”. Il nome, che richiama i disastri aerei, è inquietante. Ma in attesa che il suo utilizzo diventi obbligatorio per legge, sta diventando molto meno “sinistro” per gli automobilisti, come tutte le cose che consentono di risparmiare. Il dispositivo satellitare che ad uso assicurativo monitora e registra tutte le informazioni sul veicolo e sul comportamento del conducente, ha fatto segnare un incremento del 300% dal 2012 a oggi, diventando protagonista delle polizze Rc auto: stando ai dati Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) resi noti pochi giorni fa, nel 2016 il trend di crescita della “black box” si è rafforzato fino a essere presente nel 19% dei contratti stipulati nel quarto trimestre. A Caserta e Napoli addirittura più del 50% dei contratti prevede la “scatola nera”; e a Catania, Reggio Calabria, Salerno, Foggia, Crotone, Barletta-Andria-Trani, Palermo, Siracusa, Catanzaro, Bari e Ragusa raggiunge il 40% dei contratti.

Più conveniente al Sud Italia

Non è un caso che il fenomeno riguardi soprattutto il Sud, dove il costo delle polizze è decisamente più elevato, mentre in altre zone dove i prezzi sono più contenuti, come nel Nord Italia, la loro crescita è decisamente minore. Il primo, fondamentale vantaggio che comporta infatti è quello del contenimento dei costi assicurativi qualora sia installata a bordo: secondo le stime di settore, la scatola nera può far risparmiare fino al 38% sul premio per i residenti di Roma, fino al 40% a Bologna e addirittura del 60% a Napoli. Gli sconti sulla sola Rc auto, in linea generale, oscillano invece tra il 10 e il 20%.

Come funziona

La scatola nera è un dispositivo elettronico mobile dotato di un localizzatore Gps collegato ad una centrale remota con una scheda telefonica capace di registrare la posizione e la velocità del veicolo. Grazie a un “accelerometro” è in grado di misurare in G (accelerazione gravitazionale) la forza dell’impatto di un veicolo a seguito di un incidente. Quindi offre la possibilità di ricostruire la dinamica esatta del sinistro, mentre in caso di furto dell’automobile ne agevola il ritrovamento. Gli automobilisti che acconsentono all’installazione del dispositivo dichiarano anche il consenso ad essere monitorati, seppur con dei limiti imposti dal Garante sulla Privacy.

Strumento anti-frode

La scatola nera può registrare in maniera oggettiva una grande quantità di dati inerenti la condotta e lo stile di guida dell’assicurato. Può essere installata sulle automobili con un contratto di comodato d’uso gratuito entro 15 giorni dalla stipula del contratto assicurativo ed è progettata per resistere anche a condizioni estreme. Grazie all’enorme quantità di dati registrati, l’adozione della scatola nera viene caldeggiata dalle compagnie assicurative come misura di contrasto per le frodi e, di conseguenza, come strumento per abbassare i prezzi delle polizze Rc Auto.

Obbligatoria, ma quando?

Dopo oltre un anno e mezzo di discussioni, a inizio maggio il Senato ha approvato il cosiddetto “ddl concorrenza”: il provvedimento che a Montecitorio dovrà tornare per il via libera definitivo, contiene alcune novità di rilievo per gli automobilisti, e punta a rendere obbligatoria l’installazione delle scatole nere “in maniera progressiva – si legge nel testo – con priorità sui veicoli che svolgono un servizio pubblico o che beneficiano di incentivi pubblici e, successivamente, sui veicoli privati”.

Cosa prevede la nuova legge

Fortunatamente non è una delega in bianco. Nella legge che scriverà, il governo dovrà infatti ispirarsi ad alcuni principi fondamentali: non dovranno esservi oneri per i cittadini; le black box dovranno essere “portatili e interoperabili” e il governo dovrà stabilire “le caratteristiche tecniche” e le modalità di “raccolta e gestione di dati”; i dispositivi dovranno avere “valore di prova nei procedimenti amministrativi e giudiziari”; dovrà essere garantita “una efficace ed effettiva tutela della privacy”. Il decreto parla genericamente di “sconti significativi” sull’Rc auto che le compagnie dovranno offrire ai propri clienti nel caso in cui si decida di installare, appunto, una scatola nera (o se tale dispositivo è già presente). E specifica che i costi di installazione, disinstallazione, funzionamento, sostituzione e portabilità delle scatole nere sono comunque a carico dell’assicurazione.

Lo sconto? Lo decide l’Ivass

Lo sconto dunque sarà calcolato sulla base di un regolamento che l’Ivass, l’Autorità che vigila sulle assicurazioni, dovrà emanare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge. Da notare che gli automobilisti virtuosi residenti nelle province a maggiore sinistrosità, che saranno rese pubbliche dall’Ivass con un apposito elenco, potranno godere di uno sconto “aggiuntivo e significativo” nel caso in cui non abbiano provocato incidenti negli ultimi quattro anni.

Perché sì

1) Installarla permette l’immediata localizzazione dell’auto, facilitandone il recupero

2) Possibilità di riscostruire la reale dinamica degli incidenti

Perché no

1) In caso di una minima irregolarità propria al momento del sinistro (ad esempio un lieve eccesso di velocità) registrato dalla scatola nera a bordo, potrebbe compromettere il rimborso anche nel caso in cui si abbia ragione

2) Al momento in caso di danneggiamento dell’apparecchio (ad esempio in caso di incidente) o di dinstallazione in seguito alla cessione dell’auto, i costi sono a carico dell’assicurato

3) Non esiste una scontistica sulla polizza uguale per tutti e questo rende aleatoria la convenienza della stessa.

 

 

 

 

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