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Contratto di espansione: pensione in anticipo requisiti e scadenze

In pensione 5 anni prima con il contratto di espansione, misura modificata nel 2021 ed estesa alle aziende con almeno 100 unità. Tutto su scadenze, requisiti, domanda e novità per il 2022

Contratto di espansione: pensione in anticipo requisiti e scadenze

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Il contratto del lavoratore dipendente a tempo indeterminato deve essere chiuso consensualmente con il contratto di espansione entro la scadenza del 30 novembre 2021.

Il contratto di espansione è stato introdotto dal decreto Crescita in via sperimentale per il biennio 2019-2020, e la Legge di Bilancio 2021 ha introdotto il comma 1-bis all’articolo 41 del decreto legislativo del 14 settembre 2015, n. 148 allargando il contratto di espansione alle aziende con almeno 500 unità, dalle 1.000 previste, e portando lo scivolo a quelle con 250 dipendenti.

Il decreto Sostegni bis n.73/2021 ha esteso il contratto di espansione alle aziende con almeno 100 unità di personale.

La novità è che con la prossima Manovra, insieme alle altre misure per il lavoro, si vorrebbe estendere il contratto di espansione anche alle aziende con almeno 50 dipendenti. Vediamo con la nostra guida cos’è e come funziona il contratto di espansione, domanda e scadenze.

CONTRATTO DI ESPANSIONE

Contratto di espansione: cos’è e novità 2022

Il contratto di espansione è uno strumento volto alla riorganizzazione e riqualificazione aziendale con l’accesso alla cassa integrazione straordinaria a orario ridotto per un periodo massimo di 18 mesi e funge anche da scivolo per la pensione.

Al lavoratore che va in pensione con il contratto di espansione viene riconosciuta, fino alla pensione di vecchiaia o anticipata, un’indennità mensile commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dallo stesso al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Il datore di lavoro pertanto, a garanzia di solvibilità deve presentare una fideiussione bancaria.

Il contratto di espansione per il 2021 è stato esteso alle aziende con almeno 100 dipendenti. Per quanto riguarda il 2022, ancora una volta per favorire l’occupazione fornendo anche uno strumento utile alla pensione, si pensa di riconfermare con la Legge di Bilancio il contratto di espansione estendendolo anche alle aziende con almeno 50 dipendenti

Contratto di espansione per andare in pensione prima: requisiti

Il contratto di espansione come abbiamo detto ha un doppio scopo: riorganizzazione aziendale e l’accesso anticipato alla pensione, ma con determinati requisiti.

Il contratto di espansione, che va stipulato in sede governativa con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con sindacati e le loro rappresentanze sindacali aziendali, è uno strumento che può servire:

  • alle aziende per avviare percorsi di riorganizzazione e reindustrializzazione con il ricorso alla cassa integrazione straordinaria con una riduzione dell’orario di lavoro di almeno il 30%;
  • per l’anticipo sulla pensione con uno scivolo a determinate condizioni.

Il lavoratore per lo scivolo deve trovarsi a non più di 60 mesi (5 anni) dalla pensione e nel dettaglio:

  • dalla pensione di vecchiaia avendo maturato il requisito minimo contributivo pari a 20 anni e il requisito dell’importo soglia previsto per i soggetti privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995;
  • pensione anticipata.

Per quanto riguarda gli interventi di CIGS con il contratto di espansione di cui al primo punto ai lavoratori viene richiesto il requisito di un’anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni dalla data di presentazione della domanda di concessione.

Nel corso del 2021, come anticipato, il contratto di espansione è stato esteso alle aziende con almeno 100 dipendenti e possibili novità sono attese per il 2022.

Non possono stipulare il contratto di espansione:

  • le aziende che operano nel settore agricolo;
  • gli enti della Pubblica Amministrazione;
  • le imprese del settore finanziario e i rapporti di lavoro domestici

 

Come funziona e scadenze

Ma come funziona il contratto di espansione per andare in pensione 5 anni prima con l’indennità?

Quando parliamo di contratto di espansione ci riferiamo a un vero e proprio contratto che come abbiamo anticipato va stipulato in sede governativa con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e con le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o con le loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero con la rappresentanza sindacale unitaria.

Il contratto di espansione così definito deve contenere:

  • il numero dei lavoratori da assumere e i relativi profili professionali compatibili con i piani di reindustrializzazione o riorganizzazione;
  • la programmazione temporale delle assunzioni;
  • l’indicazione della durata a tempo indeterminato dei contratti di lavoro, compreso il contratto di apprendistato professionalizzante di cui all’articolo 44 del decreto legislativo n. 81/2015;
  • la riduzione complessiva media dell’orario di lavoro e il numero dei lavoratori interessati e il numero dei lavoratori che possono accedere al trattamento di indennità mensile previsto dal comma 5-bis (per la pensione in anticipo);
  • la stima, ai fini del monitoraggio delle risorse finanziarie, dei costi previsti a copertura del beneficio per l’intero periodo di spettanza teorica della Naspi al lavoratore.

Il contratto di espansione cui acconsente il lavoratore che va in pensione anticipata si configura come una risoluzione consensuale.

Nel periodo che va dal 26 maggio 2021 al 31 dicembre 2021 l’azienda che accede alla CIGS con il contratto di espansione non è tenuta al pagamento del contributo addizionale pari al:

  • 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, relativamente ai periodi di integrazione salariale ordinaria e straordinaria fruiti all’interno di uno o più interventi concessi sino ad un limite complessivo di 52 settimane in un quinquennio mobile;
  • 12% oltre il limite di 52 e sino a 104 settimane in un quinquennio mobile;
  • 15% oltre il limite di 104 settimane in un quinquennio mobile.

 

Indennità per la pensione in anticipo

Il lavoratore che accede alla pensione in anticipo con il contratto di espansione ha diritto a un’indennità mensile che sia commisurata alla trattamento pensionistico lordo maturato al momento della risoluzione del rapporto di lavoro.

L’indennità mensile viene riconosciuta al lavoratore dal mese successivo a quello della risoluzione del rapporto di lavoro con il contratto di espansione. L’indennità viene riconosciuta per 13 mensilità, come avviene per tutte le pensioni, in rate mensili pagate il primo giorno bancabile del mese o il secondo se il primo è un festivo o non bancabile.

L’indennità mensile della pensione anticipata con il contratto di espansione viene riconosciuta:

  • ai lavoratori dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato che risultino iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD) o alle forme sostitutive o esclusive dell’Assicurazione generale obbligatoria, gestite dall’INPS, e abbiano risolto consensualmente il rapporto di lavoro entro il 30 novembre 2021.
  • ai dirigenti e lavoratori assunti con contratto di apprendistato di cui all’articolo 41, lett. b) e c), del decreto legislativo n. 81/2015.

 

Domanda

La domanda, come abbiamo detto, per il contratto di espansione deve essere inviata all’INPS in via telematica per ciascun lavoratore.

Nella domanda per l’indennità mensile al posto della pensione devono essere riportata:

  • i dati identificativi dell’impresa e del lavoratore;
  • gli elementi utili alla liquidazione della prestazione.

Alla domanda per l’indennità mensile con contratto di espansione deve essere anche associata:

  • la fideiussione bancaria a garanzia di solvibilità;
  • inoltre il datore di lavoro deve versare la contribuzione quando e se dovuta.

Dopo la liquidazione dell’indennità grazie al contratto di espansione viene inviata al lavoratore una comunicazione con:

  • le informazioni relative all’importo dell’indennità;
  • la data di scadenza della prestazione;
  • l’avviso con il quale si ricorda che per accedere al trattamento pensionistico alla scadenza dell’indennità, occorre presentare tempestivamente la relativa domanda.

Fonte: Money.it

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