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Il mercato assicurativo italiano torna ai livelli pre-pandemia

Il mercato assicurativo italiano torna ai livelli pre-pandemia

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Nel 2021 la raccolta del comparto assicurativo italiano si riporta ai livelli pre-pandemici del 2019. con un incremento del +4,5% rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge dalla relazione dell’IVASS sull’attivita svolta dall’Istituto nell’anno 2021. In particolare, la raccolta del ramo danni cresce dell’ 1,9% rispetto al 2020 e avviene per il 77% tramite agenzie con mandato. In calo il comparto auto (-2,3%) , nonostante il peso rilevante nella gestione danni (44,7% del volume dei premi raccolti), tenuto conto della riduzione del 4,5% nei premi r.c. auto. D’altro canto l’impennata dell’inflazione, l’innalzamento dei tassi e degli spread incidono anche sul mercato assicurativo. Il rischio primario è che i rincari delle riparazioni e dei ricambi interrompano il processo di riduzione del premio dell’RC auto. Questo già oggi, dopo 10 anni di contrazione è il più alto della media di quattro maggiori Paesi europei. Tra i settori più significativi il comparto salute segna una crescita del +4,2% (18,8% del volume dei premi; cresce del +5,3% il ramo ‘Malattia’) e quello property ( tutela patrimonio aziendale soprattutto da eventi quale incendio ed elementi naturali: comprende il 19,4% dei premi raccolti) del +6,1% (sia retail che corporate) : quest’ultimo è indicazione di una graduale crescita della consapevolezza da parte dei consumatori della necessità di implementare garanzie assicurative a tutela del proprio patrimonio. Tali due comparti insieme realizzano il 38,2% della produzione danni. Continua lo sviluppo della r.c. generale (+5,8%, ), grazie alla ripresa del settore Corporate ed alla r.c. sanitaria , tutela legale e assistenza (+6,4%), soprattutto comparto viaggi, credito e cauzione ( il ramo cauzione è confrontabile con l’elevato numero di gare d’appalto anche nell’ambito del PNRR) e trasporti (+5%). La crescita del ramo danni non auto è da attribuire fondamentalmente alla ripresa del ciclo economico generale, allo sviluppo di nuovi prodotti e ad una maggiore attitudine da parte degli utenti a rivolgersi al mercato assicurativo per proteggersi dai rischi. Cresce del 4,5% la raccolta premi del ramo Vita, dovuta soprattutto all’incremento del ramo III (+34,5%) . In questa casistica rientrano prodotti come le unit linked, cioè soluzioni assicurative che risentono dei valori degli indici di mercato e da tutto il contesto economico-finanziario. Prosegue invece la contrazione del ramo I (-5%). Alle prese con la doppia leva sfavorevole di tassi ai minimi e inflazione Istat in aumento , nel 2021 le gestioni separate delle Polizze Vita di ramo I hanno faticato a difendere i rendimenti. Il 56% della raccolta del ramo vita si realizza tramite banche e uffici postali , il 24% tramite agenzie e il 17% tramite promotori. Per quanto riguarda invece il comparto delle PMI , le coperture assicurative più utilizzate sono riferibili ai danni causati da incendio e furto e per r.c. verso terzi e dipendenti. Nonostante l’aumento in Italia degli eventi catastrofici dovuti al cambiamento climatico che si aggiunge con frequenza crescente all’elevata vulnerabilità data dalla conformazione geologica, solo il 68% delle nostre imprese ha sottoscritto una polizza contro i rischi e le calamità naturali. Un’azienda su sette sceglie di non assicurarsi nonostante la consapevolezza del rischio per la sua attività. Più della metà considera il costo dei premi eccessivo mentre un terzo circa lamenta scarse informazioni sui prodotti assicurativi.

Francesco Megna

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