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Bosone di Higgs – a cura di John Smith

Bosone di Higgs – a cura di John Smith

Il Bosone di Higgs ormai ha 5 anni. Infatti questa è la sua data di apparizione in questo nostro piccolo mondo che si spinge sempre più a cercare

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Bosone di Higgs

Il Bosone di Higgs ormai ha 5 anni. Infatti questa è la sua data di apparizione in questo nostro piccolo mondo che si spinge sempre più a cercare quanto è piccolo nel macrocosmo.  Un paradosso, un bisticcio di parole  volutamente cercato per definire quanto è difficile spiegare non essendo laureato in astrofisica o altri specifici studi, e per rivolgermi con le parole più semplici a chi mi legge nel tentativo di raccontare cose astruse e impensabili, ma determinanti per la nostra evoluzione tecnologica e anche umana.

Quella definita come Particella di Dio ipotizzata quasi un secolo fa da Einstein come elemento dell’atomo imprendibile, sfuggente ma teoricamente possibile come parte infinitesima dell’atomo.

La scoperta è avvenuta nel Large Hadron Collider, Lhc, il laboratorio più grande e più costoso del mondo, un anello superconduttore che scorre in un tunnel sotterraneo al confine tra Svizzera e Francia, sotto i campi coltivati e i centri commerciali, e dove fasci di particelle schizzano a una velocità vicina a quella della luce ricreando le condizioni dell’universo alle sue origini.

Ora il Cern di Ginevra, il grande centro europeo di ricerca nucleare che gestisce l’Lhc, sta progettando un nuovo acceleratore tre volte più grande per far raggiungere energie dieci volte superiori. Per realizzarlo ha chiesto aiuto a un gruppo italiano. Sono il laboratorio Cnr-Spin e l’azienda Columbus Superconductors, entrambi di Genova. Cercheranno di sviluppare un nuovo materiale superconduttore, che renda possibile il sogno del Cern.

Nel nuovo acceleratore, battezzato Future circular collider, Fcc, i pacchetti di particelle circoleranno in un tunnel sotterraneo di 80-100 chilometri di circonferenza con una velocità molto vicina a quella della luce e con un’energia accumulata pari a quella di un Airbus in pieno volo. Come spiega Carlo Ferdeghini, direttore del Cnr-Spin, «per controllare questa energia ed evitare che una parte vada perduta in radiazione, dovremo contenere il fascio di particelle in uno schermo superconduttore molto efficace, in grado di reggere anche a temperature più alte e agli altissimi campi magnetici presenti».

Questo è quanto pubblicava il Secolo XIX qualche giorno fa, a proposito di quelle menti che in Italia nascono si sviluppano si formano e lavorano, in silenzio, sempre più spesso all’estero nell’anonimato a volte ingiusto, lottando in quella trincea che si chiama < ricerca scientifica > che deve proteggersi dall’esercito di ignoranti, sempre pronti  all’assalto della realtà per sostituirla con teorie catastrofistiche del tutto astratte se non patologiche, che vedono alimentare una corrente di pensiero autodistruttivo e dannoso.

Dall’animalista animalato, al convinto assertore di scie chimiche letali sparse da aerei di linea, al no TAV no TRIV no  TAP e no ancora a tante cose,  come  l’alimentazione,  i vaccini l’aborto e tanti altri no che sono più numerosi dei sì.

Leoni e leonesse da tastiera lontani dalla STORIA , un esercito in movimento sulla strada dell’ignoranza.

La nascita dell’Web lo si deve proprio al Cern, e poi messo a disposizione del mondo intero grazie alla lungimiranza e alla generosità dei creatori di questo sistema. La stessa rete che oggi consente agli idioti di darsi un tono e una pseudo grandezza  pigiando tasti, tono  che scade nelle affermazioni fatte con copia e incolla di frammenti rubacchiati da pensieri altrui .

Tutto questo non può e non deve offuscare il valore delle ricerca scientifica sempre più messa sotto pressione da scelte politiche nel nostro paese e sempre più attaccata dall’esercito dei catastrofisti che vedono  il male ovunque,  insinuando complotti  accusando chiunque abbia un’idea di progresso.

La storia del Cern è complessa e poco nota nonostante le informazioni siano liberamente divulgate nel mondo della scienza senza troppe remore, e venga messo una quantità impressionante di dati a disposizione di scienziati di ogni parte del mondo. In quel contesto si ritrovano migliaia di studenti e ingegneri che ogni anno vengono ospitati nel centro, basti pensare che ci sono 5 ristoranti per garantire una ricezione adeguata al’interno del centro. Ma non basta, ogni esperimento programmato da seguito a momenti di studio e informazione per una miriade di centri universitari, e se oggi possiamo richiedere una Tac o una risonanza magnetica, come altre forme di diagnosi e terapie, come medicina nucleare che è fondamentale nel trattare patologie endocrine, ancora una volta lo dobbiamo a quei ricercatori che negli anni, in collaborazione con altri paesi, investono risorse fatiche e tempo  per raggiungere obbiettivi che ricadono a beneficio dell’umanità.

Anche in questo percorso di sperimentazioni, la scoperta del Bosone di Higgs, non si limita a questa sola notizia, ma sono stati scoperti altri elementi che appartengono alla struttura dell’atomo e il loro comportamento è nuova frontiera di conoscenza e stimolo per le menti più brillanti che si alternano nel mondo della fisica nucleare e non solo. Con la ristrutturazione e il potenziamento della < macchina del tempo> si cerca di ottenere qualche certezza in più e qualche dubbio in meno sulle origini dell’universo, necessità del tutto umana per capire dove siamo e sapere dove stiamo andando.

Ci sono correnti di pensiero che si autoalimentano facendo bandiera dei propri limiti, e tra questi anche alcuni scienziati, un po’ fuori dal coro, forse per darsi un tono come quei leoni da tastiera che popolano i social, danno voce e corpo al catastrofismo con la loro affermazione pseudo autorevole,  e si spingono ad affermare accusando  che gli esperimenti  che hanno portato alla scoperta del bosone di Higgs, hanno prodotto o possono produrre una sorta di buco nero, una porta dell’inferno, una voragine insomma che annichilisce la materia, ingoiando tutto, fino ad essere  causa di  terremoti e di cambiamenti climatici, non mi stupirebbe se affermassero anche che potrebbero essere causa anche dell’obesità e della cellulite.  Più si avanza nella conoscenza più ci si rende conto che siamo ancora fermi all’anno mille con quelle paure che fecero stragi e disastri.

Si perde di vista con queste diatribe il fatto che molto di questa eccellenza parla italiano, come la presidenza del Centro, per la prima volta gestito da una donna pure italiana, che proprio durante il suo mandato sono avvenute le più importanti scoperte tra cui il Bosone  tanto discusso. I paesi che fanno parte del consorzio Cern sono 21 e gli investimenti che sono stanziati, grazie a questa sinergia sono veramente da capogiro, unico sentiero da percorrere per avere dei riscontri positivi, ma non basta, Israeliani e Palestinesi, Indiani e Pakistani e altri paesi in conflitto tra loro collaborano senza limiti politici lavorando spalla a spalla senza tensioni, all’ interno di un team fatto di obbiettivi comuni e soprattutto in pace. Altro elemento fondamentale è dato dall’ esempio che la scienza unisce  quando si vive con spirito quasi religioso il sacrificio e l’impegno che ogni scoperta richiede all’ uomo e per l’uomo.

 

 

 

 

di John Smith

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