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Il Rilancio di Ids è targato Fincantieri

L’AZIENDA TOSCANA È STATA RILEVATA DA NEXTECH, SOCIETÀ CONTROLLATA DEL GRUPPO TRIESTINO DI GABRIELE MASIERO

Il Rilancio di Ids è targato Fincantieri

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SARÀ IL GRUPPO FINCANTIERI a rilanciare l’attività di Ids, l’azienda con circa 200 dipendenti e quattro diverse sedi in Italia, dopo la lunga crisi e vertenza sindacale conclusasi con l’acquisto da parte NexTech, controllata appunto da Fincantieri, perfezionato il tre settembre. Ids, è una società di ingegneria indipendente che dal 1980 offre ricerca, innovazione e prodotti nei settori dei sistemi a pilotaggio remoto, radar, dell’elettromagnetismo, delle comunicazioni satellitari, per applicazioni civili e militari.

Dopo un lungo periodo di espansione nel quale ha offerto attività di consulenza nel campo elettromagnetico (anche di tipo militare), ha sviluppato prodotti orientati all’analisi dell’elettromagnetismo applicabile a navi, aerei, satelliti, ha progettato, sviluppato e prodotto un sistema radar per la scansione del sottosuolo, ma anche sistemi per il monitoraggio di crolli nelle miniere, realizzato prodotti per il disegno delle procedure di volo, droni, sistemi radar anti-drone e anti-mine, sistemi radar per l’analisi di oggetti sui passaggi a livello. Successi che hanno permesso alla società, con sede principale a Pisa, di arrivare ad avere fino a 500 dipendenti suddivisi in sei sedi e cinque 5 aziende estere controllate al 100% (in Gran Bretagna, Canada, Corea e Australia) una joint venture, Sistemi Dinamici, controllata al 60% da Ids e al 40% da Leonardo. Ma dal 2015 è iniziata una lunga crisi contrastata attraverso cessioni di divisioni produttive e rami d’azienda senza riuscire ad arginarla.

Nel 1980 Ids fu la prima società di ingegneria italiana basata su un modello americano e da allora ha costruito la sua storia di successo, durata fino al 2015 quando poi è stata travolta da una pesantissima crisi finanziaria. Durante i primi dieci anni di attività, l’azienda pisana si è concentrata sull’area della difesa, in particolare nell’area dell’ingegneria elettromagnetica, poi ha vissuto una fortissima crescita espandendo la sua attività non solo in Italia, ma anche all’estero. L’azienda si è con il passare del tempo specializzata nella fornitura di servizi di consulenza per progetti di ingegneria ad alta tecnologia e nello sviluppo di soluzioni integrate e sistemi di misura ed è cresciuta sviluppando al suo interno cinque divisioni: ingegneria elettromagnetica, comunicazioni satellitari, sistemi aeronautici, sicurezza e difesa e ferrovie e sicurezza, tutte dotate di laboratori per sviluppare tecnologie, prodotti e servizi in un’ampia gamma di settori, dalla progettazione di antenne satellitari alle procedure di volo, dalla progettazione stealth navale e aeronautica ai sistemi radar per la sicurezza ferroviaria, la sicurezza interna e le applicazioni di difesa. Poi è iniziato il declino con una profonda crisi che ne ha messo in dubbio la continuità produttiva e che ha visto un fortissimo dimagrimento delle sue dimensioni con una pianta organizzata che oggi è ridotta di quasi due terzi rispetti ai momenti di massima espansione.

Ora si volta pagina e lavoratori e sindacati auspicano un programma che permetta alla società di rimettersi a correre. “Fincantieri – osserva Daniele Morabito, sindacalista Cisl e coordinatore nazionale dei lavoratori Ids – è un’azienda italiana strategica e a controllo pubblico dalla quale ci aspettiamo un piano industriale di rilancio. Il 6 ottobre avremo il primo incontro con il nuovo management per iniziare a parlarne”. L’acquisto di NexTech, infatti, è considerato dai sindacati solo il primo passo: “Sappiamo solo – sottolinea Morabito – che l’intesa prevede il mantenimento delle attuali sedi in Italia e dell’organico attuale pari a 182 dipendenti.. Però siamo convinti che le alte competenze di Ids siano integrabili con successo nel mondo Fincantieri e che Fincantieri sarà in grado di riportare Ids al livello di eccellenza valorizzando le diverse professionalità e riorganizzando le competenze attualmente mal distribuite nei vari siti nazionali”. Del resto, concludono Morabito e Alessandro Vella, segretario provinciale della Fim Cisl, “la componente sindacale è pronta a fare con responsabilità la propria parte, come abbia fatto finora: noi siamo stati gli unici, rispetto anche alle posizioni di altre sigle, a sostenere l’incentivazione all’esodo, poi confermata a larghissima maggioranza da un referendum tra i lavoratori e quella scelta è risultata decisiva nel buon esito della trattativa e ha dimostrato qual è la componente dialogante con la quale confrontarsi anche in vista delle strategie future”.

Fonte: Il Quotidiano.net

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