Il Pd: “Un contributo di solidarietà da chi ha redditi più alti”. Ma arriva la bocciatura di Cinquestelle e Italia Viva

Pubblicato il 10 Aprile, 2020 alle 16:40 da in Europa e economia
Il Pd: "Un contributo di solidarietà da chi ha redditi più alti". Ma arriva la bocciatura di Cinquestelle e Italia Viva

La proposta del gruppo dem alla Camera: “Dovrà versarlo chi guadagna più di 80mila euro all’anno e andrà alle fasce più povere”. Le opposizioni: “È una Corona-tax”

Prelevare ai ricchi per dare ai poveri. I parlamentari del Pd propongono un contributo di solidarietà, da parte delle fasce più agiate, per contrastare la povertà in questo periodo di emergenza Coronavirus. “II cittadini con redditi più elevati di 80.000 euro dovranno versare un contribuito di solidarietà che inciderà sulla parte eccedente tale soglia”, l’idea di Graziano Delrio e Fabio Melilli, capigruppo del Pd rispettivamente alla Camera e in commissione Bilancio.  “La somma versata sarà deducibile e andrà da alcune centinaia di euro fino a decine di migliaia per redditi superiori al milione. Il gettito atteso è 1,3 miliardi annui”. Ma la proposta già spacca la maggioranza con il no secco di Italia Viva e Cinquestelle e scatena le proteste dell’opposizione.

La proposta

La pandemia che si è abbattuta sull’Italia e sugli altri Paesi del mondo ha provocato una crisi economica che ha accentuato le situazioni di povertà. Motivo per cui il governo ha recentemente stanziato 400 milioni di euro per finanziare i buoni spesa che ogni Comune ha destinato alle fasce più deboli.

“Ci sono famiglie che in questi giorni non hanno risorse sufficienti per provvedere all’acquisto nemmeno dei beni di prima necessità: c’è un rischio povertà per un ulteriore milione di bambini”, hanno sottolineato Delrio e Melilli. “Un grande e solidale paese come l’Italia non può non porsi il tema di come le classi dirigenti e coloro che dispongono di redditi elevati debbano essere chiamati a contribuire a favore di chi non ce la fa”.

Da qui la proposta del gruppo del Pd alla Camera: “Deve essere introdotto nel provvedimento che arriva ora alla Camera

Le reazioni

L’idea di un contributo di solidarietà non piace però agli altri partiti di maggiorana. “Non esiste”, la bocciatura lapidaria dei Cinque Stelle. “Questo è il momento di dare, non di mettere le mani nelle tasche”, dicono.
Il contributo di solidarietà  “è una loro iniziativa, noi con garbo e spirito unitario abbiamo proposto ai parlamentari di tagliarsi lo stipendio, cosa che il M5s già fa senza ricevere risposta. Ora non è il momento di chiedere ulteriori sacrifici agli italiani, rimaniamo contrari a qualunque forma di patrimoniale”, chiarisce il capo politico M5s, Vito Crimi.  “Le risorse – dice – le dobbiamo trovare dentro il Paese, ridiscutendo interventi non necessari come la Tav e attraverso l’Europa, con strumenti nuovi e realmente efficaci”.
E il sottosegretario grillino Stefano Buffagni: “Se i dem vogliono un prelievo, partano dai loro stipendi”.

Contraria anche Laura Castelli, viceministro M5s dell’Economia. “Siamo stati sempre contrari alla patrimoniale, una misura che spacca il Paese – sostiene – oltretutto in questo caso per recuperare un miliardo di euro: per le cifre di cui si parla, nella battaglia anti Covid19, siamo veramente a una cifra poco considerevole”.
Per il viceministro “il Coronavirus non fa distinzione di reddito, a maggior ragione non è questo il momento di mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Piuttosto, chi ha di più e può farlo doni alla Protezione civile, visto che abbiamo detassato le donazioni”.

Il presidente di Italia VivaEttore Rosato, si sfoga su Twitter: “Ai nostri partner di governo in 24 ore ho sentito no alla riapertura graduale delle imprese, no all’attivazione del sostegno europeo tramite il Mes e si alla patrimoniale. Auguri Italia!”, le parole di Rosato.

“Si scrive contributo di solidarietà, si legge Coronatassa. Il Partito democratico esce allo scoperto, vuole mettere le mani nelle tasche degli italiani per far fronte all’emergenza Coronavirus”, attacca la capogruppo Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini. “Il calcolo – dice – magari verrà fatto con la prossima dichiarazione dei redditi, relativa cioè al 2019, anno nel quale professionisti e partite Iva hanno fatturato e guadagnato regolarmente: tanti che oggi non lavorano dovrebbero anche pagare”.
E il senatore Maurizio Gasparri (Fi) aggiunge:I soldi li devono dare non prendere. Siamo all’usura di Stato”.

Parla di un “vecchio cavallo di battaglia del Pd, il contributo di solidarietà, ossia la patrimoniale”, Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia.

Secondo il leader di Cambiamo e presidente della Liguria, Giovanni Toti, il contributo di solidarietà sarebbe in realtà “una tassa in più per i redditi medio-alti, un modo per affossare anche coloro che per ora riescono a sopravvivere”.

FONTE: https://www.repubblica.it/politica/2020/04/10/news/il_pd_un_contributo_di_solidarieta_da_chi_ha_un_reddito_superiore_a_80mila_euro_-253640966/?ref=RHPPTP-BH-I253644671-C12-P1-S1.12-T1

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