Oggi al Congresso nazionale dei professionisti promosso da Confprofessioni sono stati presentati i numeri dei fondi comunitari. I fondi europei per la

L’Italia è lo stato europeo che ha avuto il maggiore finanziamento nella programmazione dei fondi strutturali 2020, ma presenta tra i più bassi tassi di utilizzo pari al 2,4%. Nel 2014, Parlamento, Commissione europea e Comitato economico e sociale europeo sono tornati a valorizzare le libere professioni considerate il settore economico che più di altri può contribuire al raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2020 in termini di occupazione, competitività, sostenibilità.
Tuttavia, non sembra sia bastato equiparare le libere professioni alle piccole imprese perché l’accesso ai fondi per i professionisti resta ancora un miraggio. E non appare sufficiente nemmeno l’impegno delle regioni consapevoli del ruolo delle libere professioni per l’Europa 2020, dove sono stati previsti dei bandi specificatamente rivolti alle libere professioni. Il coordinatore dei presidenti regionali di Confprofessioni Andrea Dili ha affermato: “Manca ancora una visione d’insieme sulle opportunità rappresentate dalla valorizzazione degli investimenti negli studi professionali. In tal senso occorrono quanto prima interventi organici sul comparto dei servizi professionali, indirizzando i fondi verso programmi di innovazione, specializzazione e aggregazione professionale”.
Anche per tali ragioni Confprofessioni sta intervenendo con una ampia azione informativa attraverso il monitoraggio dei fondi gestiti direttamente dalla Commissione europea e dei fondi strutturali gestiti dalle Regioni e dai Ministeri per segnalare alle associazioni professionali le opportunità rappresentate dai fondi europei. Inoltre Confprofessioni sta completando un programma formativo nelle regioni italiane per rafforzare le competenze interne delle delegazioni regionali in materia di fondi europei.

