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Autogrill sottoscrive l’accordo con le banche per l’aumento, Akros: sconto sul Terp del 30%

Credit Suisse, Mediobanca e Citigroup agiranno in qualità di Joint Global Coordinator e Joint Bookrunner sulla base dell'accordo di pre-underwriting. Ciò che caratterizza l'aumento di capitale di Autogrill, rispetto a quelli dei rivali, è il fatto che è più consistente in termini relativi poiché rappresenterebbe il 35% della capitalizzazione di mercato post aumento. Lo svantaggio è che fino a quando non si materializzerà l'M&A, il titolo potrebbe continuare a subire l'effetto diluitivo della ricapitalizzazione. Intesa e Akros tagliano il target price

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Autogrill sottoscrive il pre-underwriting agreement con le banche per l’aumento di capitale da 600 milioni di euro, da perfezionare entro giugno, ma il titolo, che ieri ha perso oltre il 10% in scia all’annuncio della ricapitalizzazione, oggi cede un altro -0,73% a 4,328 euro dopo un minimo in avvio di seduta a quota 4,154 euro.

In relazione alla proposta di attribuire al cda una delega ad aumentare il capitale sociale per un importo massimo di 600 milioni di euro, comprensivo di eventuale sovrapprezzo, mediante emissione di azioni ordinarie, da offrire in opzione, la società ha comunicato questa mattina che, nel contesto dell’aumento di capitale, Credit Suisse, Mediobanca-Banca di Credito Finanziario e Citigroup Global Markets Limited agiranno in qualità di Joint Global Coordinator e Joint Bookrunner sulla base dell’accordo di pre-underwriting sottoscritto.

Queste banche si impegnano “alla sottoscrizione e liberazione delle nuove azioni eventualmente non sottoscritte all’esito dell’asta dei diritti inoptati, fino a concorrenza dell’importo massimo dell’aumento di capitale oggetto di delega”. Il contratto di garanzia relativo all’aumento di capitale sarà stipulato, al verificarsi delle condizioni previste dal predetto accordo di pre-underwriting, nell’imminenza dell’avvio dell’offerta in opzione, non appena il cda avrà fissato le condizioni definitive dell’aumento di capitale.

Autogrill conta di perfezionarlo entro il primo semestre di quest’anno, subordinatamente al conferimento della delega ad aumentare il capitale da parte dell’assemblea straordinaria, già convocata il 25 febbraio, e al rilascio delle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti. Edizione (maggior azionista con una quota del 50%) ha già confermato il proprio sostegno all’aumento di capitale. Un rafforzamento della struttura patrimoniale essenziale per il gruppo per avere “maggiori risorse per far fronte agli investimenti futuri, per proseguire il percorso di crescita e innovazione e per cogliere, con la massima tempestività, le eventuali opportunità offerte dal mercato”.

L’annuncio di un aumento di capitale nel corso di quest’anno era in parte previsto, anche perché diversi concorrenti si sono già mossi in questa direzione, ha commentato Bestinver Securities (ex Fidentiis), citando SSP che ha raccolto 216 milioni di sterline a marzo 2020, circa l’11% della sua capitalizzazione di mercato, mentre WH Smith ha raccolto 166 milioni di sterline ad aprile 2020, circa il 7% della sua capitalizzazione di mercato, Dufry 820 milioni di franchi svizzeri a ottobre 2020, circa il 19% della sua capitalizzazione di mercato.

Ciò che caratterizza l’aumento di capitale annunciato da Autogrill, rispetto a quelli dei suoi concorrenti, ha aggiunto Bestinver Securities, è il fatto che è significativamente più consistente in termini relativi, poiché sulla base dei prezzi correnti rappresenterebbe circa il 35% della capitalizzazione di mercato post aumento di capitale. Anche Equita Sim si aspettava un aumento di capitale, tuttavia l’ammontare è “leggermente superiore al nostro caso base di circa 500 milioni, pari al circa 50% dell’attuale capitalizzazione di mercato e al nostro assorbimento di free cash flow nel 2020”. Per Equita, comunque, l’aumento è finalizzato “sia al deleverage sia a cogliere eventuali opportunità industriali”.

Da una parte, conferma Intesa Sanpaolo, “porterà a una forte diluizione ma dall’altra consentirà alla società, a nostro avviso, di riguadagnare flessibilità per cercare future opportunità di crescita organica e inorganica”, ha detto la banca d’affari che oggi ha tagliato il target price di Autogrill da 5,2 a ,5 euro, ribadendo il rating hold. Anche Banca Akros stamani ha abbassato il target price da 4 a 3 euro, confermando il rating reduce.

“La visibilità sulla ripresa del traffico resta molto bassa e lo scenario continua a essere molto sfidante. Ci aspettiamo che l’aumento di capitale porti a una notevole diluizione. Quindi, abbiamo ridotto il nostro target price a 3 euro, ipotizzando uno sconto sul Terp (prezzo teorico al netto dello stacco del diritto di opzione, ndr) di circa il 30%”, ha stimato Banca Akros.

Mentre Bestinver Securities ha stimato che alla fine del 2020 il debito netto ex lease di Autogrill dovrebbe essere di circa 1,2 miliardi di euro e la liquidità lorda intorno a 0,7 miliardi, con circa 120 milioni di cassa bruciata nel secondo semestre 2020. Equita ha indicato un ebitda rettificato di 360-400 milioni nel 2022-2023, mentre per quest’anno si attende che la società non bruci più cassa. “Evidentemente Autogrill non punta solo a riequilibrare la propria struttura finanziaria a seguito delle perdite causate dalla pandemia, ma anche a dotarsi delle risorse per effettuare acquisizioni, che potrebbero anche essere annunciate a breve”, ha precisato Bestinver Securities.

Lo svantaggio è che fino a quando non si materializzerà l’M&A, il titolo potrebbe continuare a subire il potenziale effetto diluitivo dell’aumento di capitale, ha avvertito Bestinver Securities, poiché le nuove risorse rappresentano più del 50% dell’attuale capitalizzazione di mercato (1,1 miliardi di euro), quindi l’impatto della CFPS dovrebbe essere negativo di più del 30%. Ciò può portare a un’opportunità di acquisto sul titolo quando verrà annunciato l’M&A”, titolo su cui Bestinver Securities ha mantenuto un rating hold e un target price tra 5,5 a 6 euro, lo stesso giudizio di Equita Sim (target price a 5,3 euro). Mentre Mediobanca Securities ha confermato il rating underperform e il target price a 4,80 euro.

Fonte: www.milanofinanza.it

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